Skip to content
Bilancio Italgas 2026

Italgas accelera nel I trimestre 2026: utili e ricavi in volo grazie all’integrazione di 2i Rete Gas

Il gruppo guidato da Paolo Gallo segna una crescita record degli indicatori finanziari oltre il 40% e rinnova il programma obbligatorio EMTN portandolo a 7 miliardi di euro.

Italgas apre il 2026 consolidando la propria posizione di leadership nel mercato della distribuzione energetica e tracciando una rotta di forte espansione per l’intero esercizio. Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi oggi a Milano sotto la presidenza di Paolo Ciocca, ha approvato i risultati consolidati al 31 marzo 2026, che riflettono l’impatto strutturale dell’acquisizione di 2i Rete Gas, consolidata a partire dal 1° aprile 2025.

Dai conti emerge non solo un balzo a doppia cifra di tutti i principali indicatori economici, con l’utile netto attribuibile al Gruppo balzato del 42,8% a 189,4 milioni di euro, ma anche una decisa manovra sul fronte finanziario con il potenziamento del programma di emissioni obbligazionarie EMTN, il cui plafond massimo è stato elevato da 5 a 7 miliardi di euro.

UNA CRESCITA ROBUSTA TRA SINERGIE E NUOVI PERIMETRI

I primi tre mesi del 2026 si chiudono con performance che l’Amministratore Delegato Paolo Gallo definisce come le più significative della storia recente del Gruppo. I ricavi totali adjusted hanno raggiunto i 661,7 milioni di euro, segnando un incremento del 44,1% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Ancora più marcata la crescita della redditività operativa: l’EBITDA adjusted si attesta a 526,8 milioni di euro (+52,6%), mentre l’EBIT adjusted tocca i 340,7 milioni di euro, con un aumento del 51,2% su base annua.

Questo percorso di sviluppo, che prosegue ininterrotto da 37 trimestri consecutivi, è stato alimentato in larga parte dal nuovo perimetro operativo e dalla crescita della RAB (Regulatory Asset Base), sostenuta dai nuovi investimenti e dall’impatto positivo della rivalutazione annuale. Paolo Gallo ha commentato i risultati sottolineando come questi pongano “le basi per un prosieguo in linea con i target di sviluppo che ci siamo assegnati”, evidenziando il valore strategico dell’adozione diffusa dell’intelligenza artificiale nei processi operativi.

INVESTIMENTI TECNICI E UPGRADE DIGITALE DELLE RETI

Sul fronte industriale, Italgas ha impresso un’accelerazione poderosa agli investimenti tecnici, che nel trimestre sono raddoppiati toccando quota 342,8 milioni di euro (+106,9% rispetto ai 165,7 milioni del primo trimestre 2025). Tali risorse hanno permesso la posa di circa 284 chilometri di nuove condotte in Italia e in Grecia, ma soprattutto hanno dato impulso al piano di trasformazione digitale degli asset acquisiti da 2i Rete Gas.

L’obiettivo è l’allineamento di queste reti agli standard tecnologici del Gruppo, integrando sistemi di monitoraggio da remoto e analisi predittive basate su AI. Proprio l’intelligenza artificiale viene indicata come fattore abilitante per migliorare la qualità del servizio e ridurre i costi, ottimizzando i flussi energetici che includeranno quote crescenti di molecole green come biometano, idrogeno e metano sintetico.

LA DINAMICA DEI SETTORI IDRICO ED EFFICIENZA ENERGETICA

Oltre al comparto gas, Italgas sta esportando il proprio know-how tecnologico anche nel settore idrico, dove l’attività si è focalizzata sullo sviluppo di strumenti digitali per ridurre le perdite di rete e incrementare l’efficienza. I ricavi adjusted pro-quota delle società idriche Acqualatina e Siciliacque si sono attestati a 46,6 milioni di euro, con un utile netto di Gruppo di 3,6 milioni.

Al contrario, il comparto dell’efficienza energetica ha registrato una contrazione, risentendo del venir meno di alcuni incentivi governativi a partire dal 1° gennaio 2026. In questo ambito, la ESCo Geoside continua comunque a operare offrendo servizi a clienti residenziali e industriali. I ricavi diversi totali del trimestre sono stati pari a 35,8 milioni di euro, in calo di 6,9 milioni rispetto al 2025, nonostante la plusvalenza generata dalla cessione degli ATEM di Teramo, Bari 2, Barletta e Pisa.

GESTIONE FINANZIARIA E POTENZIAMENTO DEL PROGRAMMA EMTN

L’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2026 è pari a 10.350,7 milioni di euro. Tuttavia, escludendo gli effetti contabili dei leasing (IFRS 16) e delle concessioni (IFRIC 12), il debito si attesta a 10.206,8 milioni, con una riduzione di 527 milioni rispetto a fine 2025. Tale miglioramento è ascrivibile alla solida generazione di cassa operativa (€643 milioni) e all’incasso di 197,6 milioni di euro derivante dalle dismissioni richieste dall’Antitrust a seguito dell’operazione 2i Rete Gas.

In questo contesto di solidità, il CdA ha deliberato il rinnovo del programma Euro Medium Term Notes, incrementandone l’importo massimo a 7 miliardi di euro per garantire flessibilità nel reperimento di risorse sul mercato istituzionale entro il prossimo anno. La struttura del debito vede l’80,4% a tasso fisso, con una vita media dei prestiti obbligazionari che beneficia del recente collocamento di un bond da 750 milioni con scadenza 2032.

SOSTENIBILITÀ E TARGET NET ZERO

AL 2050 L’impegno verso i criteri ESG rimane un pilastro della strategia aziendale. Nel primo trimestre 2026, i consumi netti di energia nel business distribuzione gas sono scesi del 18,3% (136,6 TJ) su base “like for like”, mentre le emissioni Scope 1 e 2 market-based si sono ridotte del 2,7% (28,8 10³ tCO2eq). Tenendo conto del nuovo perimetro e del settore idrico, le emissioni totali di Gruppo ammontano a 59,3 10³ tCO2eq.

Italgas punta al traguardo “Net Zero Carbon” entro il 2050, anticipando i target UE al 2030. Tra i fatti di rilievo post-chiusura, spicca la sottoscrizione di una nuova linea di credito revolving “sustainability linked” da 900 milioni di euro, legata a KPI ambientali e alla presenza femminile in ruoli di responsabilità, a testimonianza di come la sostenibilità sia ormai integrata nel costo del capitale.

GUIDANCE 2026 E QUADRO REGOLATORIO

Le previsioni per l’intero 2026 confermano il trend positivo: il Gruppo stima un EBITDA adjusted tra 2,10 e 2,15 miliardi di euro e un utile netto tra 0,74 e 0,76 miliardi, a fronte di investimenti per circa 1,5 miliardi. Sul piano giuridico, il periodo è stato segnato dalla sentenza del Tribunale di Roma sulla controversia con Roma Capitale, che ha ridimensionato le pretese di entrambe le parti, e dalla decisione del TAR Friuli-Venezia Giulia che ha accolto il ricorso di Italgas sulla gara d’Ambito di Pordenone.

Pesa invece sui costi l’incremento del 2% dell’IRAP introdotto dal “Decreto Bollette” di febbraio 2026, configuratosi come una tassa temporanea sull’energia. Infine, resta alta l’attenzione sulla Sardegna, dove ARERA ha avviato una consultazione per definire il quadro regolatorio della “virtual pipeline” di GNL, con l’obiettivo di rendere il sistema operativo dal 1° gennaio 2027.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su