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La transizione energetica globale ha un problema da 22 trilioni di dollari

Turbine Energia

Per il World Economic Forum carenze di finanziamento porteranno ad un approvvigionamento energetico insufficiente (in particolare nel sud del mondo) e ad una continua volatilità dei prezzi dell’energia

L’industria energetica globale è a un punto di svolta, scrive Haley Zaremba su Oilprice.com. Gli shock senza precedenti per l’economia globale derivanti dalla pandemia Covid e aggravati in modo esponenziale dalla guerra della Russia in Ucraina hanno causato enormi sconvolgimenti all’economia globale, costringendo i Paesi di tutto il mondo a ripensare le loro politiche energetiche e le strategie di sicurezza energetica, ed aprendo una finestra per una vera e propria transizione energetica pulita.

Per la prima volta in assoluto, l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha rilasciato una proiezione in cui tutti i combustibili fossili si stabilizzano o diminuiscono nel prossimo futuro. L’AIE prevede che la domanda globale di combustibili fossili potrebbe iniziare a raggiungere il picco entro questo decennio, uno sviluppo enorme rispetto alle previsioni precedenti.

Tuttavia, solo alcuni concordano con questa prospettiva. L’OPEC, al contrario, sostiene che il picco del petrolio si verificherà più tardi del previsto, poiché il mondo dà la priorità alla sicurezza energetica rispetto agli impegni sul clima.

Questo tipo di incertezza sembra essere la nuova normalità, poiché anche le istituzioni finanziarie ed economiche più esperte e rispettate hanno bisogno di aiuto per giudicare da che parte soffia il vento. Gettata allo sbando dalla miriade di shock di mercato derivanti dalle “tre C” – Covid, cambiamento climatico e conflitto – l’economia attuale sta lanciando messaggi molto contrastanti ed indicatori contraddittori, rendendo i processi di proiezione piuttosto oscuri. Sappiamo di essere ad un bivio, ma è difficile capire quale strada scegliere, se non riusciamo a vedere bene dove vadano quelle strade.

GLI 8 FATTORI CHIAVE DEL FUTURO DELL’INDUSTRIA ENERGETICA

Alla luce di tutta questa complessità, il World Economic Forum sostiene che il futuro dell’industria energetica sarà caratterizzato e modellato da 8 fattori chiave: 1. Definizione delle politiche; 2. Nuove sfide per la sicurezza energetica; 3. Carenza di misure di efficienza energetica; 4. Maggiori costi di decarbonizzazione; 5. Investimenti pubblici e inflazione; 6. Maggiore volatilità dei prezzi dell’energia; 7. Approvvigionamento energetico insufficiente; 8. Accesso inadeguato all’energia nei Paesi in via di sviluppo.

Tenere a mente queste 8 nuove realtà sarà fondamentale per le nuove strategie nei settori privato e pubblico, per “sviluppare nuove strategie e raggiungere obiettivi energetici critici, in un ambiente sempre più complesso”.

La volatilità sarà una parte inevitabile della transizione energetica. La geopolitica cambierà considerevolmente, man mano che le catene di approvvigionamento si sposteranno dai combustibili fossili verso i minerali delle terre rare essenziali per le infrastrutture di energia rinnovabile e le batterie delle auto elettriche. La Cina controlla la stragrande maggioranza di molti di questi minerali, ponendo nuove minacce alla sicurezza energetica. Una maggiore concorrenza su questi input potrebbe anche aumentare considerevolmente i loro prezzi, portando a quella che viene definita “greenflation”.

LA DECARBONIZZAZIONE E I PROBLEMI DEI FINANZIAMENTI

La decarbonizzazione sarà costosa e gli investimenti del governo saranno essenziali, così come i principali schemi di finanziamento del clima per il mondo in via di sviluppo. Finora le spese sono molto inferiori a quelle necessarie per garantire energia sufficiente per il futuro. “La crescente importanza della sicurezza energetica e la necessità di rafforzare le catene di approvvigionamento richiederanno un livello di investimenti energetici che non si vedeva dal 2007”, ha riferito il World Economic Forum. Le nuove tecnologie soffrono anche di un divario di 22 trilioni di dollari tra la spesa attuale e le esigenze del 2030.

Queste carenze di finanziamento probabilmente porteranno ad un approvvigionamento energetico insufficiente (in particolare nel sud del mondo) e ad una continua volatilità dei prezzi dell’energia, perché la domanda di energia continua a crescere, mentre contemporaneamente ci allontaniamo dai combustibili fossili. Per ridurre al minimo il divario tra domanda e offerta, gli standard di efficienza energetica saranno fondamentali, ma secondo gli esperti è improbabile che vengano sfruttati al massimo delle loro potenzialità.

La politica, quindi, sarà essenziale per gestire tutti questi fattori e mantenere il mondo sulla buona strada per seguire gli impegni presi sulla decarbonizzazione. Ovviamente non sarà facile e la difficoltà, la volatilità e il costo della transizione energetica spingeranno l’economia verso i combustibili fossili, se non saranno attuate delle misure politiche ad hoc. È una strada difficile da percorrere per la decarbonizzazione ma, rispetto all’alternativa, è di gran lunga la scelta migliore da fare.

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