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La transizione energetica? Si può fare con il 10% dei sussidi ai combustibili fossili

Carbone, petrolio e gas ricevono oltre 370 miliardi di dollari all’anno per il loro sostegno, tre volte tanto rispetto ai 100 miliardi di dollari erogati per le energie rinnovabili.

Basterebbe far transitare una piccola parte dei sussidi a sostegno dei combustibili fossili verso le energie rinnovabili, nell’ordine del 10-30%, per scatenare una rivoluzione “pulita” e ridurre le emissioni di Co2 che stanno influenzando i cambiamenti climatici. È quanto emerge da un report dell’Istituto internazionale per lo sviluppo sostenibile (IISD), citato da The Guardian.

AI FOSSILI OLTRE 370 MILIARDI DI DOLLARI L’ANNO

Carbone, petrolio e gas ricevono oltre 370 miliardi di dollari all’anno per il loro sostegno, tre volte tanto rispetto ai 100 miliardi di dollari erogati per le energie rinnovabili. Secondo l’IISD basterebbe dirottare una cifra vicina al 10-30% dei sussidi per i combustibili fossili per traghettare il mondo verso una transizione energetica pulita.

GUTERRES (ONU): USIAMO IL DENARO DEI CONTRIBUENTI PER DISTRUGGERE IL MONDO

La fine dei sussidi ai combustibili fossili è stata a lungo considerata vitale per affrontare l’emergenza climatica, con i paesi del G20 impegnati fin dal 2009 a eliminarli gradualmente. I progressi finora però sono stati limitati. A maggio, il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha attaccato: “Quello che stiamo facendo è usare il denaro dei contribuenti – che significa i nostri soldi – per aumentare gli uragani, diffondere siccità e sciogliere i ghiacciai. In una parola: distruggere il mondo”. La nuova analisi mostra invece che il reindirizzamento di parte dei sussidi renderebbe l’elettricità più economica disponibile, stimolando una rapida espansione globale.

BRIDLE (IISD): RINNOVABILI VICINE ALLA COMPETITIVITÀ

“Quasi ovunque, le energie rinnovabili sono così vicine dall’essere competitive che trasferire il 10-30% dei sussidi le trasformerebbe da una tecnologia che sta lentamente crescendo a una che è istantaneamente la più praticabile, in grado di sostituire quantità davvero elevate di generazione energetica”, ha dichiarato Richard Bridle dello IISD.

LA TRANSIZIONE È GIÀ IN CORSO. LO DIMOSTRANO GLI INVESTIMENTI ANNUALI, MA NON BASTA

La transizione dall’inquinamento dei combustibili fossili all’energia pulita è già in corso. Gli investimenti annuali nelle rinnovabili sono stati superiori a quelli della produzione di elettricità da combustibili fossili dal 2008 e la nuova capacità rinnovabile ha superato la potenza dei combustibile fossile ogni anno dal 2014. Ma i progressi sono lenti rispetto all’urgenza richiesta, ha detto Bridle. “Non vi è dubbio che le rinnovabili possano alimentare il sistema energetico – ha affermato -. La domanda è se possiamo sostituire abbastanza rapidamente carburanti come il carbone, e la riforma dei sussidi è un passo molto ovvio verso questo” obiettivo.

DIROTTARE IL 30% DEI SUSSIDI TAGLIERE LE EMISSIONI TRA L’11 E IL 18%

In definitiva, sottolinea The Guardian, “la riforma dei sussidi ai combustibili fossili potrebbe avere un impatto significativo sul riscaldamento globale. Un precedente studio dell’IISD su 20 paesi con importanti sussidi ai combustibili fossili ha scoperto che uno scambio del 30% con fonti rinnovabili porterebbe a una riduzione delle emissioni tra l’11% e il 18%”.

PER ILFMI AI FOSSILI VANNO 10 MILIONI DI DOLLARI AL MINUTO

La maggior parte degli esperti definisce i sussidi per i combustibili fossili come un supporto finanziario o fiscale per coloro che acquistano combustibile o per le società che lo producono. L’FMI include anche il costo del danno causato dalla combustione dei fossili per il clima e la salute, portando la stima a 5,2 miliardi di dollari sussidi nel 2017, o 10 milioni di dollari al minuto. La fine dei sussidi ridurrebbe le emissioni globali di circa un quarto, secondo le stime del FMI, e dimezzerebbe il numero di morti precoci a causa dell’inquinamento atmosferico da combustibili fossili.

LO STOP AI FOSSILI POTREBBE NELL’IMMEDIATO AUMENTARE I PREZZI

Bridle ha affermato che il finanziamento dei sussidi per i combustibili fossili è una “follia”, ma ha detto che la loro interruzione potrebbe causare aumenti dei prezzi a breve termine e difficoltà politiche, poiché i benefici di minori costi in futuro e riduzione dell’inquinamento atmosferico sono meno evidenti.

SUSSIDI PIÙ ALTI NEI PAESI PRODUTTORI

I sussidi per i combustibili fossili sono più importanti nei paesi produttori di petrolio come l’Arabia Saudita, che sovvenziona la benzina, e alcuni paesi che usano carbone come l’Indonesia, che limita il costo del carburante al 75% del tasso di mercato. Alcuni paesi stanno comunque facendo progressi, l’India per esempio, che ha ridotto i sussidi alla benzina di circa il 75% dal 2014, secondo l’IISD.