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Stretto di Hormuz, Dal Fabbro (Iren): “Aumento delle bollette inevitabile ma si può ridurre con le rinnovabili”

«L’aumento dei costi si potrà riflettere sulle bollette, è inevitabile», sottolinea Luca Dal Fabbro, presidente di Iren, analizzando i rischi innescati dalla guerra in Iran

Il boom dei costi legato al blocco dello Stretto di Hormuz potrebbe avere un impatto sulle bollete. A dirlo è Luca Dal Fabbro, presidente di Iren, nell’intervista pubblicata su La Stampa.

IMPATTO ECONOMICO RILEVANTE

È un’analisi pesante quella del presidente di Iren sulle conseguenze del conflitto in Medio Oriente nei mercati energetici. «Circa un quinto del petrolio e del gas mondiale transita dallo Stretto di Hormuz. Un rallentamento o una chiusura ha effetti immediati su volumi e prezzi. Il Brent è tornato intorno agli 80 dollari al barile; se dovesse salire a 90-100 dollari avremmo un impatto economico rilevante con un’ulteriore spinta inflattiva», sottolinea nell’intervista a La Stampa.

LA CRISI NELLA CATENA ENERGETICA

Secondo Dal Fabbro l’Europa è particolarmente esposta. Dopo la guerra russo-ucraina oggi il rischio è doppio: Hormuz è la porta energetica, Suez quella logistica. Se la paralisi di Hormuz si sommasse alle tensioni nel Mar Rosso, la catena energetica e commerciale mediterranea entrerebbe in una seria crisi. A cui si aggiunge la volatilità del gas: «Definisce il prezzo dell’elettricità e incide su settori energivori come ceramica, vetro e acciaio. Abbiamo visto il Ttf (il principale mercato virtuale all’ingrosso per lo scambio di gas naturale in Europa) salire di oltre il 40% in una sola giornata dopo la chiusura dell’impianto in Qatar».

STOCCAGGIO ITALIANO

Sul piano dei volumi l’Italia è sicura. «Abbiamo una delle maggiori capacità di stoccaggio in Europa e importazioni diversificate: Algeria, Azerbaigian, Nord Europa, gas naturale liquefatto da Stati Uniti e Africa via Gibilterra». Il problema non è la quantità di gas, ma il prezzo potenziale. Se la guerra si prolungasse le misure da prendere sono diverse: «Serve soprattutto una revisione strutturale delle nostre dipendenze strategiche. Siamo davanti a un potenziale choc “multidimensionale”. Occorre da subito accelerare sulle rinnovabili e sulle fonti alternative, anche rivedendo le rotte di approvvigionamento, se necessario».

GLI EFFETTI SULLE BOLLETTE

Gli effetti sulle bollette saranno inevitabili: «Se il gas aumenta, l’elettricità segue. Le famiglie con contratti a prezzo variabile sono più esposte: i clienti Iren che hanno optato per contratti a prezzo fisso sono più sereni. In una fase di incertezza, la stabilità del prezzo offre protezione e sicurezza alle famiglie», dice il numero uno di Iren.

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