Investire in una regione con condizioni meteorologiche più favorevoli potrebbe aiutare i Paesi europei ad abbandonare i combustibili fossili ancora più rapidamente, per raggiungere i propri obiettivi di elettrificazione e gli impegni climatici
L’Europa sta intensificando i suoi legami con il Nord Africa per sviluppare connessioni energetiche pulite più solide tra le due regioni a sostegno della transizione verde. Negli ultimi anni l’Unione Europea e diversi Paesi europei hanno investito in Marocco ed Egitto per sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili in Paesi con condizioni climatiche favorevoli alla produzione energetica.
Nel prossimo decennio – scrive Oilprice – si prevede che l’Europa e il Nord Africa creeranno un corridoio commerciale per l’energia pulita più solido, che aiuterà entrambe le regioni a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
DALL’UE QUASI 6 MLD EURO PER PROGETTI RINNOVABILI NEI PAESI MENA
A giugno, la Commissione Europea ha stanziato quasi 5,8 miliardi di dollari per progetti di energia rinnovabile in Medio Oriente e Nord Africa (MENA) nell’ambito dell’iniziativa T-MED, che si spera possa fornire energia pulita alla rete elettrica europea.
L’obiettivo è installare pannelli solari nel deserto del Sahara e turbine eoliche lungo le coste meridionali e orientali del Mediterraneo per produrre energia pulita in aree con condizioni climatiche ottimali. L’elettricità prodotta verrà immessa nella rete europea tramite linee di trasmissione ad alta tensione sottomarine.
IL NORD AFRICA HA UN POTENZIALE RINNOVABILE DI CIRCA 2.300 GW
Gran parte dell’Europa sta già accelerando l’espansione della capacità nazionale di produzione di energia rinnovabile. Tuttavia, investire in una regione con condizioni meteorologiche più favorevoli potrebbe aiutare i Paesi europei ad abbandonare i combustibili fossili ancora più rapidamente, per raggiungere i propri obiettivi di elettrificazione e gli impegni sul clima.
La Commissione Europea stima che la regione MENA abbia un potenziale di energia rinnovabile di circa 2.300 GW, oltre il doppio dell’attuale capacità installata dell’Unione Europea. L’energia solare ed eolica, inoltre, può essere prodotta a costi inferiori del 30-40% rispetto all’Europa.
JORGENSEN (UE): “SERVONO ENERGIE PULITE E RETI MODERNE”
L’auspicio è che i finanziamenti UE incoraggino investimenti privati fino a 29 miliardi di dollari entro il 2035 per sostenere la crescita del settore delle energie rinnovabili nella regione MENA. Ciò include lo sviluppo dell’energia solare ed eolica, dell’idrogeno e delle reti elettriche.
Il commissario europeo per l’Energia e l’Edilizia abitativa, Dan Jørgensen, ha sottolineato la necessità di investire nelle energie verdi a fronte delle continue sfide geopolitiche che hanno portato a carenze energetiche e all’aumento dei prezzi dei combustibili. “La spesa dell’UE per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 47 miliardi di euro negli ultimi 100 giorni, ma non è aumentata di una sola molecola di energia”, ha affermato Jørgensen.
“La nostra sicurezza energetica deve basarsi su sistemi energetici elettrificati, a loro volta fondati su energie pulite, reti moderne e una maggiore connettività”, ha aggiunto. Ciò si inserisce in un più ampio movimento volto a diversificare la produzione energetica per migliorare la sicurezza energetica in diverse parti del mondo.
GLI INVESTIMENTI UE IN MAROCCO E IN EGITTO
La Commissione Europea intende che l’iniziativa porti allo sviluppo di almeno 15 GW di nuova capacità di energia rinnovabile entro il 2035 e alla creazione di oltre 100.000 posti di lavoro. Contribuirà inoltre ad approfondire la relazione energetica tra l’Europa e la regione MENA. Non si tratta del primo investimento europeo in energie pulite in Nord Africa, ma potrebbe essere il più ambizioso.
Nel 2019 l’UE e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) hanno investito 106,5 milioni di euro nello sviluppo del complesso solare Noor Ouarzazate, una centrale elettrica da 580 MW situata a circa 10 km a nord-est della città di Ouarzazate, in Marocco. Si prevede che il progetto ridurrà le emissioni di carbonio di circa 760.000 tonnellate all’anno.
A giugno Bruxelles ha annunciato l’intenzione di rafforzare i legami con l’Egitto, fornendo un pacchetto di finanziamenti fino a 794 milioni di dollari per ammodernare ed espandere la rete elettrica egiziana. Il pacchetto comprende un prestito di 690 milioni di dollari erogato da BEI Global, il braccio per lo sviluppo della Banca europea per gli investimenti, e fino a 104 milioni di dollari in sovvenzioni della Commissione europea.
I PROGETTI ENERGETICI DELL’ITALIA NEL NORD AFRICA
Per quanto riguarda l’Italia, i principali progetti energetici con i Paesi del Nord Africa interessano soprattutto l’Algeria, la Libia, la Tunisia e l’Egitto. Negli ultimi anni lo scenario è passato dalla tradizionale cooperazione su petrolio e gas ad una strategia più ampia, che include energie rinnovabili, idrogeno, interconnessioni elettriche e la trasformazione dell’Italia in hub energetico per l’Europa.
L’Algeria è oggi il principale partner energetico nordafricano dell’Italia. Il gasdotto TransMed/Enrico Mattei è un collegamento strategico che collega l’Algeria alla Sicilia, passando attraverso la Tunisia. Inoltre, vi è una forte cooperazione tra Eni e la compagnia statale algerina Sonatrach, che nel luglio 2025 hanno firmato un nuovo protocollo per aumentare la produzione algerina e prolungare i contratti di fornitura verso l’Italia. L’accordo su Zemoul El Kbar, del valore di circa 1,35 miliardi di dollari, prevede esplorazione e sviluppo di idrocarburi, e gli accordi dello scorso anno puntano ad aumentare la produzione di gas dei progetti Eni-Sonatrach fino a 5,5 miliardi di metri cubi annui entro il 2028, con investimenti complessivi superiori a 7 miliardi di euro.
In Libia, invece, il principale asset è il Greenstream, il gasdotto sottomarino che collega il Paese nordafricano alla Sicilia. Il progetto più importante degli ultimi anni è invece il Mellitah/Structures A&E, sviluppato da Eni e dalla National Oil Corporation libica (NOC), destinato a rafforzare la produzione di gas libico e quindi le possibilità di esportazione verso l’Italia.
Con la Tunisia il progetto più strategico è ELMED, l’interconnessione elettrica tra Italia e Tunisia. Realizzato da Terna e dalla tunisina STEG, prevede circa 220 km di collegamento, 600 MW di capacità, investimento di circa 850 milioni di euro e collegamento sottomarino attraverso il Canale di Sicilia. ELMED è particolarmente importante perché può diventare un’infrastruttura per importare in Europa elettricità prodotta da fonti rinnovabili nordafricane, oltre a rafforzare la sicurezza delle reti italiana e tunisina.
L’Egitto è un altro partner strategico, soprattutto grazie alla presenza di Eni. Il fulcro è il gigantesco giacimento di Zohr, scoperto da Eni nel 2015 nel Mediterraneo orientale. Il rapporto comprende esplorazione e produzione di gas, sviluppo di infrastrutture offshore, investimenti Eni nel settore energetico egiziano e utilizzo delle infrastrutture egiziane per la liquefazione e l’esportazione del gas.

