Skip to content
Rating data center UE

L’Europa lancia il “rating” per i data center: ecco come Bruxelles misurerà il peso dell’IA

Al via la consultazione pubblica sulla nuova etichetta energetica e idrica dalla classe A alla G; i centri dati diventeranno trasparenti per sostenere la competitività e il clima.

La Commissione Europea ha ufficialmente pubblicato la bozza di regolamento delegato che introduce un sistema comune di classificazione della sostenibilità per i data center operativi all’interno dell’Unione. Secondo la Direzione generale per l’energia, il provvedimento segna il passaggio alla fase operativa di un percorso iniziato nel 2024 e apre una finestra di quattro settimane, fino al 23 aprile prossimo, per raccogliere le osservazioni di cittadini e portatori di interesse.

Secondo le stime fornite dall’esecutivo comunitario, l’esplosione dei servizi digitali e l’adozione accelerata dell’intelligenza artificiale stanno spingendo il consumo elettrico del settore verso quote senza precedenti: se oggi i data center assorbono l’1,5% dell’elettricità mondiale (circa 415 TWh), le proiezioni indicano un raddoppio entro il 2030, rendendo vitale una regolamentazione che coniughi crescita tecnologica e obiettivi di decarbonizzazione.

EFFICIENZA ENERGETICA E COMPETITIVITÀ INDUSTRIALE

Il settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) è attualmente tra i più dinamici in Europa, ma la sua espansione pone sfide strutturali non solo per le reti elettriche, ma anche per le risorse ambientali, con particolare riferimento all’impronta idrica. La nuova normativa si inserisce in una visione strategica più ampia, richiamata anche dal recente rapporto di Mario Draghi sulla competitività europea, che individua nell’uso efficiente dell’energia una leva per abbattere i costi operativi e liberare risorse per ricerca, sviluppo e occupazione.

Come sottolineato dalla Commissione, l’industria europea dell’efficienza energetica è già leader tecnologico mondiale e questo regolamento intende fornire un ulteriore vantaggio competitivo al mercato unico, garantendo che le infrastrutture digitali siano “altamente efficienti e sostenibili”.

IL SISTEMA DI RATING: LE CLASSI DI EFFICIENZA PUE E WUE

Il cuore tecnico del regolamento, descritto minuziosamente nell’Allegato I della bozza, si fonda su due pilastri: l’efficacia dell’uso dell’energia (PUE) e l’efficacia dell’uso dell’acqua (WUE). I data center verranno classificati in una scala da A a G. Per quanto riguarda l’energia, la classe “A” sarà riservata alle strutture con un PUE inferiore o uguale a 1,15, mentre quelle che supereranno la soglia di 1,9 saranno relegate alla classe “G”.

Parallelamente, la classificazione idrica premierà con la massima valutazione i centri capaci di mantenere un WUE pari o inferiore a 0,1. Questi indici permetteranno per la prima volta un confronto oggettivo tra infrastrutture situate nella stessa regione, promuovendo interventi di ottimizzazione gestionale e incentivando l’adozione di soluzioni progettuali d’avanguardia.

ETICHETTE ELETTRONICHE E TRASPARENZA DATI

La bozza di regolamento definisce anche le modalità di emissione delle etichette di sostenibilità. Entro il 15 agosto 2027, e con cadenza annuale successiva, il database europeo sui data center genererà automaticamente per ogni struttura un’etichetta elettronica corredata da un codice QR.

Questo strumento fornirà indicazioni cruciali non solo sulle performance di raffreddamento, ma anche sulla quota di energia rinnovabile utilizzata e sulla predisposizione dell’impianto al riutilizzo del calore di scarto. Le etichette dovranno essere rese pubbliche dai gestori sui propri siti web e saranno accessibili a chiunque ne faccia richiesta. La validità del documento sarà annuale, garantendo così un monitoraggio dinamico e un aggiornamento costante dei progressi tecnologici compiuti dal settore.

NUOVE DEFINIZIONI E OBBLIGHI DI RENDICONTAZIONE

Per garantire uniformità tra gli Stati membri, la Commissione ha introdotto definizioni tecniche rigorose, armonizzandole con le direttive quadro sulle acque e sulla resilienza idrica. Vengono introdotte le categorie di “centro dati pronto per il riutilizzo del calore” (waste heat reuse ready) e standardizzate le misurazioni dell’apporto di acqua dolce.

Un emendamento significativo riguarda la rendicontazione dei sistemi di alimentazione ausiliaria: il consumo energetico derivante da generatori o gruppi di continuità non rinnovabili (EDC-BG) dovrà essere riportato separatamente. Il monitoraggio non riguarderà solo il funzionamento a pieno regime, ma anche le fasi di manutenzione, per offrire una fotografia fedele dell’impatto ambientale reale dell’infrastruttura.

ESENZIONI E PARTECIPAZIONE VOLONTARIA

Non tutte le strutture saranno soggette ai medesimi obblighi. Il regolamento prevede infatti un’esenzione totale per i data center utilizzati esclusivamente per scopi di difesa e protezione civile. Per le strutture più piccole, con una domanda di potenza IT inferiore ai 500 kW, la partecipazione al sistema di valutazione dell’Unione rimarrà su base volontaria.

Lo stesso approccio “incentivante” è previsto per i centri dati non ancora entrati in funzione: i gestori potranno comunicare i dati attesi di progettazione per ottenere un’etichetta preliminare, a patto di confermare i risultati effettivi dopo i primi due anni solari di attività.

PROSSIME TAPPE E INTEGRAZIONE NORMATIVA

L’adozione definitiva del regolamento è prevista per il secondo trimestre del 2026, nell’ambito di un pacchetto di riforme che include il Piano d’azione per l’elettrificazione e la Strategia per il riscaldamento e il raffrescamento. Questo sforzo di semplificazione mira a evitare che gli operatori debbano comunicare i medesimi dati a autorità diverse, integrando il flusso informativo con quello già previsto da Eurostat.

La Commissione si è impegnata a rivedere l’efficacia del sistema ogni tre anni, con la possibilità di introdurre standard minimi di prestazione obbligatori o indicatori aggregati che misurino anche la performance dei server e degli apparati hardware. I cittadini e le parti interessate hanno tempo fino al 23 aprile 2026 per contribuire alla definizione finale di queste norme, che rappresenteranno lo standard globale per la sostenibilità dell’economia digitale europea.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su