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Come e perchè Libia ed Iran fanno paura al mercato del petrolio

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Se venissero meno le forniture di Libia ed Iran il mercato del petrolio dovrebbe rinunciare a 3 milioni di barili al giorno


Gli sforzi di Arabia Saudita e Russia, per aumentare la produzione di petrolio non basteranno. Libia ed Iran (Usa contro Iran, meglio) hanno sconvolto il mercato del greggio, che potrebbe presto perdere ben 3 milioni di barili al giorno, il triplo di quelli che Riad vorrebbe immettere nuovamente in circolo dopo i tagli alla produzione.

LIBIA, STOP A PRODUZIONE DI PETROLIO?

In Libia la guerra civile ha messo ko anche (e soprattutto) le riserve energetiche: nelle ultime quarantott’ore la situazione sembra essere precipitata, tanto che le forniture di greggio dal Paese rischiano di essere fermate completamente, togliendo al mercato 800mila barili al giorno (numero già dimezzato).

USA ISOLA TEHERAN

Nella giornata di mercoledì 27 giugno, poi, il dipartimento di Stato Usa ha minacciato che la Casa Bianca non intende esonerare alcun Paese dalle sanzioni e che quindi si augura lo stop immediato agli acquisti di greggio dall’Iran. Se tutti dovessero accettare le disposizioni a stelle e strisce, il mercato rinuncerebbe a 2,2 milioni di barili al giorno.

RIAD VERSO AUMENTO DI PRODUZIONE

Numeri troppo alti rispetto agli impegni presi da Riad e Mosca in sede di riunione Opec. Ed è per questo che le indiscrezioni secondo cui Riad avrebbe già aperto i rubinetti, avviandosi a estrarre ben 10,8 mbg a luglio, non tranquillizzano i mercati, che vedono continuare a salire il prezzo del petrolio.