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L’inflazione energetica? Equivale ad un trasferimento di ricchezza di 2-3 trilioni di dollari

Caro Energia

Per valutare l’impatto dei prezzi dell’energia sull’economia, Oilprice ha calcolato il valore della spesa per i consumi in relazione al Pil

I prezzi dell’energia rimangono stabili per anni, poi aumentano, per poi tornare ai vecchi livelli. Occasionalmente, invece – come negli Anni 70, durante l’embargo petrolifero e la crisi energetica – aumentano davvero. Nel 2021-2022, per effetto della guerra in Ucraina, sono risaliti di nuovo. Quale impatto hanno però questi episodi sull’economia? Oilprice ha deciso di affrontare la questione valutando quanto è grande la spesa per consumare energia in relazione al Pil.

IL RAPPORTO TRA SPESA ENERGETICA E PIL

Considerando la spesa energetica in percentuale del PIL per l’OCSE – che fondamentalmente è un club economico per le nazioni sviluppate, alcune delle quali hanno una produzione di petrolio o gas, più gli Stati Uniti – bisogna considerare il fatto che i Paesi OCSE generalmente spendono una percentuale maggiore del PIL in energia rispetto agli Stati Uniti. Ciò potrebbe riflettere l’abbondanza di carbone a basso costo, gas naturale ed energia idroelettrica negli Stati Uniti, risorse non facilmente esportabili nel resto del mondo per la maggior parte del tempo studiato.

In questo caso la differenza nei costi energetici tra OCSE e USA è ancora più marcata: gli Stati Uniti sono indipendenti dal punto di vista energetico e persino esportatori di energia. Una parte sostanziale della bolletta energetica più elevata nei paesi OCSE funge da trasferimento di pagamento ai Paesi fornitori di energia e, naturalmente, da un sostanziale drenaggio delle loro economie, dai consumatori dell’OCSE ai produttori stranieri di petrolio e gas. Nel caso degli Stati Uniti, invece, le bollette energetiche più elevate trasferiscono semplicemente la ricchezza dai consumatori americani ai produttori di energia americani, che si sono affrettati ad imporre i prezzi al resto del mondo.

LE CONSEGUENZE DELLA SPESA ENERGETICA PER L’OCSE

Mettiamo queste percentuali nel costo in dollari. Per l’OCSE il forte aumento della spesa energetica tra il 2020 e il 2022 arriverà a circa 5,5 trilioni di dollari, con gli Stati Uniti che rappresentano circa 0,6 trilioni di dollari del totale. Probabilmente 2-3 trilioni dollari di quell’importo andranno nelle tasche dei Paesi produttori di petrolio non OCSE. Pensiamo a cosa si potrebbe fare con quei soldi.

Dopo la crisi energetica degli Anni 70, i responsabili delle politiche energetiche hanno esortato i consumatori a trovare dei modi per utilizzare l’energia in modo più economico, e ci sono riusciti. Non chiedevano una profonda trasformazione del mercato dell’energia, perché non avevano delle alternative a quello che esisteva. Bastava usarlo meglio. Oggi invece sono disponibili delle alternative ai carburanti e all’energia tradizionale (solare, eolica e accumulo di energia) e altre sono in arrivo, come i pannelli solari organici, l’idrogeno come carburante per l’aviazione, le auto elettriche, l’idrogeno verde, la fusione nucleare, i piccoli reattori e le celle a combustibile. Forse potremmo pagare alcune di queste alternative con i 2-3 trilioni di dollari che ora paghiamo ai produttori stranieri di petrolio e gas…

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