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Lo stop a Sakhalin Lng scuote i mercati asiatici

GNL

L’interruzione della produzione è avvenuto per un malfunzionamento tecnico che ha bloccato uno dei impianti all’inizio di questa settimana. I prezzi sono aumentati di 10,1 centesimi/MMBtu

Lo stop alla produzione di Gas naturale liquefatto (Gnl) russo dall’impianto di Sakhalin ha scosso la fiducia nelle forniture di combustibile e fatto salire i prezzi spot sui mercati asiatici, nonostante il gestore dell’impianto Sakhalin Energy, abbia dichiarato di non aspettarsi un impatto significativo sul calendario di consegna del Gnl.

L’INTERRUZIONE DELLA PRODUZIONE È AVVENUTO PER UN MALFUNZIONAMENTO TECNICO

L’interruzione della produzione è avvenuto per un malfunzionamento tecnico che ha bloccato uno dei impianti di Sakhalin LNG all’inizio di questa settimana. Sakhalin Energy prevede che le riparazioni saranno completate entro i prossimi giorni. I mercati globali del Gnl hanno reagito rapidamente, con l’aumento dei prezzi di 10,1 centesimi/MMBtu raggiungendo quota 11,375 $/MBtu secondo Platts JKM.

AD AGOSTO RISPETTO A LUGLIO CALO DI 2 MILIONI DI MC DI GAS LIQUEFATTO

Le fermate non programmate di Sakhalin, che ha più di 8,5 milioni di mt/anno di contratti a lungo termine con Kogas, in Corea del Sud, e diverse centrali a gas ed elettriche giapponesi, tendono ad avere un impatto significativo sui prezzi e sui fondamentali asiatici del Gnl. Un’interruzione nel gennaio 2016, che ha portato a una riduzione del 50% della produzione della struttura, ha portato a un aumento del 17% pari a 85 centesimi/MMBtu in quattro giorni. Secondo alcuni trader di Gnl la chiusura dell’impianto potrebbe però estendersi fino a metà settembre, causare potenziali ritardi nella programmazione e la perdita di un massimo di cinque carichi di Gnl. Al momento le esportazioni da Sakhalin hanno subito un rallentamento: l’export medio giornaliero nel mese di agosto è stato di 34,8 milioni di mc, in calo di 2 milioni di mc rispetto a luglio, secondo i dati di S&P Global Platts Analytics.