Dopo settimane di trattative e un braccio di ferro sul Gnl russo, i 27 trovano l’intesa. Nel mirino finiscono petrolio, banche, criptovalute e la “flotta ombra” di Mosca. Tutti i dettagli
Dopo un mese e mezzo l’Ue raggiunge l’accordo sul ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia in extremis. I rappresentanti permanenti dei ventisette Paesi membri (Coreper) hanno preso una decisione congiunta su uno dei provvedimenti economicamente e finanziariamente più restrittivi concepiti dall’inizio della guerra in Ucraina per colpire al cuore la capacità del Cremlino di finanziare la propria macchina di guerra. Ecco cosa prevede il nuovo pacchetto.
IL COMPROMESSO SUL GNL DELLA RUSSIA
I 27 leader europei hanno trovato un accordo che metta d’accordo tutti sulle nuove sanzioni contro la Russia. Il nodo principale riguardava il bando al GNL di Mosca. A guidare il fronte dei critici contro la misura c’era la Grecia, che per settimane ha opposto una fermissima resistenza sulle restrizioni sul trasporto del gas naturale liquefatto (Gnl) russo. L’obiettivo prioritario era tutelare il proprio colosso armatoriale Dynagas e l’intero settore marittimo nazionale. Un obiettivo raggiunto a metà. Infatti, il nuovo pacchetto prevede che il divieto di trasporto del Gnl russo scatti, ma non si applichi ai contratti commerciali stipulati in data antecedente al 24 febbraio 2022, giorno dell’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Un’esenzione che mette in sicurezza le commesse pregresse, consentendo al tempo stesso all’Unione di serrare le maglie sui contratti futuri.
LA STRETTA SUL PETROLIO DELLA RUSSIA
Il pacchetto stabilisce misure draconiane anche sul comparto petrolifero. I diplomatici europei hanno concordato di congelare per un periodo di 12 mesi l’adeguamento del price cap sul petrolio russo, fissandolo a 44,10 dollari al barile. L’obiettivo dichiarato è sterilizzare eventuali shock di mercato ed evitare che le fluttuazioni dei prezzi dei greggi possano generare extra-profitti per le casse di Mosca.
Al tempo stesso, sul fronte finanziario l’Ue ha esteso sensibilmente l’elenco dei soggetti proscritti, aggiungendo piattaforme di trading petrolifero internazionale. Inoltre, per la prima volta, le sanzioni colpiscono direttamente le imbarcazioni di supporto e i soggetti terzi che facilitano le operazioni della cosiddetta “flotta ombra” (shadow fleet), la rete di navi usata dal Cremlino per eludere i controlli internazionali.
LE REAZIONI DI BRUXELLES
La diplomazia europea ha espresso grande soddisfazione per l’accordo raggiunto sul nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Il Presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha sottolineato che rappresenta un passaggio cruciale “per aumentare la pressione sulla Russia”, poiché “prende di mira i settori con il maggiore impatto: energia, servizi finanziari, criptovalute e commercio”.
“Stiamo aggiungendo altre 32 banche russe al nostro elenco di soggetti a divieto di transazioni, così come società operanti nel settore delle criptovalute e piattaforme di trading petrolifero. Congeliamo per un anno l’adeguamento del tetto massimo del prezzo del petrolio e, per la prima volta, prendiamo di mira le navi che assistono la flotta ombra russa”, ha sottolineato la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Trovata l’intesa politica, ora il pacchetto di sanzioni dovrà essere firmata dai capi di Stato e di Governo, prima di entrare ufficialmente in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Ue.

