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L’Ue finanzia le interconnessioni elettriche del continente

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passing overhead electricity wire of the support carrying the light and the heat in the house

I nomi delle interconnessioni sono evocativi: il “celtico”, il “legame dell’armonia”. Sono due importanti interconnettori per la rete elettrica europea, due progetti destinati a collegare Irlanda e Francia il primo, Lituania e Polonia il secondo

Nei giorni scorsi a Bruxelles, alla presenza dei rispettivi rappresentanti (tra ministri e ambasciatori) e dei commissari europei per l’energia Kadri Simson e per il commercio Phil Hogan, sono stati firmati due accordi per l’attivazione di finanziamenti dell’Ue, nel quadro della “Connecting Europe Facility”: il grande programma per progetti infrastrutturali di rilevanza europea che per il periodo 2014-2020 ha a disposizione 30,4 miliardi di euro, di cui 5,35 miliardi destinati a quelli in campo energetico.

PROGETTI D’INTERESSE COMUNE, TRA FRANCIA E IRLANDA E TRA POLONIA E LITUANIA

Entrambi gli interconnettori sono stati formalmente classificati come “progetti d’interesse comune”: cioè, iniziative di carattere transfrontaliero, che coinvolgono almeno 2 stati dell’unione, in grado di avere un impatto significativo sui mercati dell’energia e sulla loro integrazione, di incentivare la competizione, di migliorare la sicurezza energetica dei 28 (a breve, di nuovo 27) diversificando le fonti di approvvigionamento, di contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei per il clima integrando le energie rinnovabili. In sostanza, sono progetti che collegano i sistemi energetici nazionali dei singoli Stati dell’Ue.

L’INTERCONNETTORE “CELTICO”, IL “LEGAME DELL’ARMONIA”

I finanziamenti concessi per i due interconnettori – il “celtico”, il “legame dell’armonia” – sono di ammontare molto diverso: per il primo sono stati stanziati 530 milioni di euro, per il secondo solo 10,39 milioni. Perché questa differenza cospicua?

In effetti, i due progetti si trovano a uno stadio di avanzamento molto diverso: per il “celtico” sono stati già effettuati tutti gli studi preliminari – tra l’altro, sempre col sostegno della “Connecting Europe Facility” – e quindi la sovvenzione ricevuta verrà utilizzata direttamente per la sua costruzione; il secondo è invece a una primissima fase di sviluppo, quindi la stanziamento europeo è destinato agli approfondimenti tecnici necessari.

L’interconnettore “celtico”, sottomarino, avrà una lunghezza di circa 600 chilometri e una capacità di 700 MW, abbastanza per soddisfare le necessità di 450.000 abitazioni; secondo i piani, dovrebbe entrare in funzione entro il 2026. Per il “legame dell’armonia” non ci sono invece dati precisi, è comunque parte del più vasto progetto di sincronizzazione tra il sistema elettrico europeo pre-esistente e quello degli stati baltici; l’obiettivo per l’avvenuta sincronizzazione e cioè per la piena integrazione, in ogni caso, è stato fissato attraverso una road-map europea al 2025.

IL COMMENTO DEL COMMISSARIO EUROPEO KADRI SIMSON

Il commissario Simson, a margine della cerimonia per la firma degli accordi, ha espresso concreta soddisfazione: “con questi due finanziamenti, consolidiamo la nostra unione energetica costruita per assicurare sicurezza di forniture a tutti i cittadini europei”; ovviamente, i due interconnettori vengono presentati come funzionali a un disegno più ampio: “l’infrastruttura europea per l’energia deve avanzare in linea con la nostra transizione verso l’energia pulita, con questi due progetti faremo un passo ulteriore verso i nostri obiettivi”.