Il commissario UE all’Energia, Dan Jorgensen, ha spiegato che, dall’inizio della guerra in Medio Oriente, “abbiamo speso 35 miliardi di euro in più per l’energia. L’emancipazione dalle fonti fossili deve restare il nostro obiettivo principale”
La Commissione Europea ieri si è mostrata rassicurante sui livelli di carburante per aerei in Europa, almeno nel breve periodo. Più in generale, però, la situazione in Medio Oriente continua ad essere preoccupante tanto che, secondo l’esecutivo UE, dovrebbe incitare i 27 Paesi a proseguire sulla strada della transizione ambientale pur di spezzare la dipendenza dell’Unione Europea dalle fonti di energia fossile.
JORGENSEN SUL CARBURANTE PER AEREI: “NEL LUNGO PERIODO POSSIBILI DELLE DIFFICOLTÀ”
“Non prevediamo problemi particolarmente gravi in materia di sicurezza dell’approvvigionamento in cherosene nel breve periodo. Tuttavia, non possiamo escludere che si verifichino difficoltà nel lungo termine”, ha detto a Nicosia il commissario UE all’Energia, Dan Jorgensen.
“L’Europa – ha aggiunto Jorgensen – certamente sta affrontando una crisi energetica da combustibili fossili. Abbiamo speso 35 miliardi di euro in più per l’energia” dall’inizio della guerra contro l’Iran. L’emancipazione dalle fonti fossili deve quindi rimanere “il nostro obiettivo principale”.
TZITZIKOSTAS: “NESSUN SEGNALE DI CANCELLAZIONI DI MASSA”
Cautamente rassicurante si è mostrato a Bruxelles anche il commissario ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, sempre sul fronte aereo: “dopo aver parlato con gli operatori del settore turistico in tutta Europa, posso dire che non vi è alcun segnale di cancellazioni di massa. Anzi, si registra una certa stabilità rispetto allo scorso anno, e si nota anche un leggero aumento. Un aumento minore rispetto a quello che ci saremmo aspettati senza la guerra”.


