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Come il M5S inizia a cambiare idea su Tap

barbara lezzi

La ministra per il Sud Barbara Lezzi cambia rotta: da sempre sostenitrice dei manifestanti No tap, al Governo mitiga il suo pensiero e valuterà l’opera senza opporsi a prescindere

“Su Tap il nostro non è un no a prescindere. Faremo analisi costi-benefici e rifletteremo se ci potranno essere dei danni da pagare. In ogni caso faremo il bene del Paese”.Cosi la ministra per il Sud Barbara Lezzi mercoledi 13 giugno nella sua prima performance nazionale a Porta a Porta.

Eppure in quelle locali, quando partecipava ai cortei in Salento, era in prima fila con i manifestanti No tap: “Regalano ai miserabili d’Italia 55 milioni di euro. Il Governo rende una zona d’Italia colonia di una multinazionale grazie a sindaci cagnolini che scodinzolano per 4 soldi. Tap è frutto di una speculazione per  interessi di D’Alema e Berlusconi in piena coerenza bipartisan. Non ci servono infrastrutture, non ci servono multinazionali”, cosi manifestava Lezzi prima di diventare ministra.

Anche lei, dopo Di Maio su Ilva, ha cambiato rotta, e alla prova di governo, forse spinti dallo spirito fortemente industrialista dei colleghi della Lega, sta prendendo la rotta del buon senso.

Chissà magari è la volta buona che lo fa anche Michele Emiliano, il quale dopo aver presentato ricorsi e controricorsi contro Tap, e aver imbracciato una dura battaglia politica contro il Ministro Calenda (che a margine del suo dicastero ha firmato l’autorizzazione definitiva), proprio commentando il Ministro Lezzi ha dichiarato: “Su Tap e Ilva sono indifferente alle decisioni del governo”.

Sarà forse perché per il governatore è più conveniente, chissà se per ragioni di numeri in consiglio regionale o per populismo elettorale, allinearsi sempre più con i 5stelle che con il Pd.

Si spera a questo punto, per ragioni di buon senso e per lo sviluppo del Paese, che con la nuova linea governativa e non più movimentista dei 5 stelle possano allinearsi anche i comitati locali che finora erano stati illusi su una strategia di terrorismo ambientale.
Proprio ieri mattina è saltato l’incontro previsto a Lecce tra funzionari della Banca Europea per gli Investimenti (tra i finanziatori Tap) e il sindaco di Melendugno Marco Potì, tra i più avversi all’opera. Mentre si è tenuto quello con il Prefetto e il presidente della Provincia di Lecce.

Peccato perché come si è dimostrato per altre opere importanti anche inizialmente osteggiate dai territori, non è facendo saltare i tavoli che si arriva alle soluzioni, ma col dialogo e la concertazione si possono raggiungere soluzioni utili e proficue per ognuno.

Forse i 5stelle, Di Maio in primis dicendo che su Ilva vuole prima di prendere decisioni dialogare con tutti non escludendo la continuità del progetto rispetto al governo precedente, lo stanno capendo.