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Meloni oggi a Bruxelles: sul tavolo il caro energia

Giorgia Meloni UE

Il premier, accompagnato dal ministro delle Politiche europee, Raffaele Fitto, affronterà i temi caldi dell’energia. Su tutti il tetto al prezzo del gas tanto caro all’ex premier Mario Draghi, ma che viene osteggiato da Germania e Olanda

Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, oggi pomeriggio sarà a Bruxelles per il suo primo viaggio da premier all’estero. La visita sarà l’occasione per affrontare diversi temi relativi ai rapporti tra Roma e Bruxelles: dall’attuazione – o eventuale modifica – del Pnrr alla solidità dei conti pubblici, dall’individuazione di misure comuni contro la crisi energetica all’approccio da tenere in Europa per sostenere l’Ucraina nel conflitto con la Russia.

Alle 16:30 di oggi Meloni incontrerà il presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. L’eurodeputata maltese è infatti del PPE – di cui fa parte anche Forza Italia – è stata eletta presidente anche grazie al sostegno dell’ECR, il partito dei conservatori europei di cui Meloni è presidente. Con tutta probabilità, quindi, Meloni cercherà di avvicinare i fronti a Strasburgo dove l’ECR è all’opposizione, mentre il PPE in diversi Stati è sempre più vicino alle destre (in Italia, in Svezia e, sembra, anche in Spagna).

IL CONFRONTO CON URSULA VON DER LEYEN

Alle 17:30 invece, a Palazzo Berlaymont, il premier italiano incontrerà il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Il portavoce di von der Leyen, Eric Mamer, ha spiegato che “il presidente si attende una cooperazione costruttiva con le autorità italiane, soprattutto su Pnrr, energia e sostegno all’Ucraina”. I consiglieri della von der Leyen hanno affermato che nei confronti del governo italiano “non ci sono pregiudizi. La famiglia europea va tenuta insieme”, anche se “è ovvio che ci possono essere alcuni elementi di divergenza, come quelli che abbiamo con la Germania”.

IL PRICE CAP SUL GAS E LA VOLONTÀ DI CREARE UN FRONTE COMUNE EUROPEO

Il messaggio che il premier porterà a Bruxelles è che, sul fronte energetico, l’Europa deve promuovere iniziative comuni, piuttosto che a livello dei singoli Stati. Nei tre colloqui Meloni – che sarà accompagnata dal ministro delle Politiche europee, Raffaele Fitto – affronterà i temi caldi dell’energia. Su tutti il tetto al prezzo del gas tanto caro all’ex premier Mario Draghi, ma che invece viene osteggiato da Germania e Olanda. Sul cosiddetto “price cap” il presidente del Consiglio italiano sembra voler dare un segnale di continuità con l’ex governo Draghi, affiancando al ministro per l’energia, Gilberto Pichetto Fratin, l’ex titolare del MiTE Roberto Cingolani con il ruolo di “consigliere”.

E il tema energia e la necessità di risposte comuni contro il caro prezzi è stato al centro della telefonata di Meloni con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, che insieme al governo dei Paesi Bassi continua a frenare di più l’introduzione di un tetto al prezzo del gas, temendo tagli all’approvvigionamento. La premier ha ribadito l’importanza dei passi avanti compiuti a livello europeo e “l’urgenza di arrivare, quanto prima, a misure concrete per ridurre i prezzi dell’energia”, riferisce Palazzo Chigi.

IL DISACCOPPIAMENTO DEL COSTO DEL GAS E L’IDEA DI CREARE UN FONDO EUROPEO

Un altro tema saliente sarà il disaccoppiamento del costo del gas da quello dell’energia elettrica. Il premier rilancerà la proposta – avanzata dai commissari europei Paolo Gentiloni e dal francese Thierry Breton – di creare un fondo europeo, finanziato con l’emissione di titoli di debito comuni, simile al Sure varato nel 2020. Una soluzione sostenuta da quindici Stati (tra cui Italia, Francia e Spagna), di cui si è parlato anche all’ultimo Consiglio Ue ma che vede la contrarietà della Germania e dei Paesi del Nord, convinti che per fronteggiare l’emergenza si possano utilizzare le sole risorse, ancora non spese, del NextGenerationUe, rafforzando al contempo il RepowerUe. Per calmierare il costo delle bollette energetiche, Meloni chiederà anche di utilizzare i fondi di coesione non spesi tra il 2014 e il 2020 (quelli cioè destinati alle Regioni più povere).

Come si legge nell’ultimo libro di Bruno Vespa “La grande tempesta”, alla domanda su come farà il governo per la legge di bilancio per il 2023, visto che non ci sono soldi, Meloni risponde che “i pochi soldi che ci sono serviranno a coprire il taglio delle bollette per chi è in difficoltà. Dobbiamo vedere come superare l’inverno senza che le bollette esplodano, sperando di tranquillizzarci da marzo in poi. Se l’Europa non riuscirà a tagliare l’allineamento del costo del gas da quello dell’energia elettrica, che è fonte di grandi speculazioni, lo faremo noi”.

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