Scenari

Non si arrestano i progetti di petrolio e gas ma l’incognita rimane il prezzo

Le grandi compagnie petrolifere stanno puntando qualcosa come 50 miliardi di dollari su progetti riguardanti petrolio e gas ma si allontanano dagli obiettivi di Parigi. Secondo Rystad Energy tre fattori essenziali determineranno perà la direzione del prezzo del greggio il prossimo anno, vale a dire nessuna recessione globale, un proseguo dei tagli alla produzione dell’Opec, l’effetto delle nuove normative IMO 2020

Le grandi compagnie petrolifere stanno puntando qualcosa come 50 miliardi di dollari su progetti riguardanti petrolio e gas. A evidenziare lo scatto in avanti dell’industria mondiale dell’Oil&Gas è stato Carbon Tracker, il think-tank sui cambiamenti climatici, nel rapporto “Breaking the Habit – Why none of the large oil companies are ‘Paris-aligned’, and what they need to do to get there” (“Rompere l’abitudine – Perché nessuna delle grandi compagnie petrolifere è allineata a Parigi “e cosa devono fare per arrivarci”) osservando uno scostamento del settore dagli obiettivi dell’accordo di Parigi.

I MAGGIORI PROGETTI A LIVELLO MONDIALE

Il think-tank sui cambiamenti climatici elenca diversi progetti di petrolio e gas come esempi della divergente strategia di investimento del petrolio per il futuro. Questi includono il progetto LNG Canada da 13 miliardi di dollari, l’espansione da 3,6 miliardi del progetto Gnl di Gorgon, il progetto delle sabbie bituminose di Exxon ad Aspen, che costerà 2,6 miliardi di dollari, e il progetto Zinia 2 da 1,3 miliardi di dollari guidato da BP, Exxon, Total, ed Equinor.

CARBON TRAKER IMMAGINA UN CAPEX PIÙ BASSO

Carbon Tracker afferma che un mondo conforme agli impegni presi a Parigi avrebbe bisogno di molto meno petrolio e gas: in uno scenario in cui il riscaldamento globale viene arrestato a 1,6 gradi Celsius, l’industria dell’energia avrebbe bisogno di un capex inferiore dell’83%, afferma il think-tank. In uno scenario di 1,7-1,8 gradi, gli investimenti in petrolio e gas sarebbero inferiori del 60%. Solo per fare un esempio, cita la ricerca, un recente studio ha messo in guardia che la sola iniziativa cinese della Belt and Road potrebbe compromettere il successo dell’accordo di Parigi. L’iniziativa, afferma il Centro Tsinghua per le finanze e lo sviluppo, coinvolge 126 paesi, esclusa la Cina. Questi paesi insieme rappresentano il 28 per cento delle emissioni prodotte dall’attività umana.

PREZZI DEL GREGGIO GUIDATI DA TRE FATTORI NEL 2020

In un tale contesto è fondamentale guardare anche al livello dei prezzi: secondo Rystad Energy sono tre i fattori essenziali che determineranno la direzione del prezzo del petrolio il prossimo anno, vale a dire nessuna recessione globale, un proseguo di tagli alla produzione dell’OPEC e l’effetto delle nuove normative IMO 2020 (International Maritime Organization).

L’EFFETTO IMO 2020

“I mercati possono bilanciarsi con un’estensione dei tagli dell’OPEC fino al 2020, poiché riteniamo che i regolamenti dell’IMO 2020 creeranno una maggiore domanda di greggio. Inoltre, l’economia globale deve evitare un brusco rallentamento e la domanda di petrolio dovrebbe riprendere a tassi di crescita più normali compresi tra 1 e 1,2 milioni di barili al giorno”, ha affermato in un aggiornamento di mercato, Bjørnar Tonhaugen, capo della ricerca sul mercato petrolifero di Rystad Energy. “Se le stelle non riescono ad allinearsi, tuttavia, l’OPEC potrebbe aver bisogno di discutere tagli molto più profondi per supportare il mercato”, ha aggiunto Tonhaugen.

UN EQUILIBRIO DELICATO

OpecNell’ultimo rapporto sui bilanci del mercato petrolifero, pubblicato la scorsa settimana, Rystad Energy rilevava che il mercato potrebbe raggiungere un equilibrio nel 2020 anche ai prezzi attuali del petrolio. Ciò è supportato dal fatto che le ultime revisioni suggeriscono che il greggio OPEC possa raggiungere i 30,1 milioni di barili al giorno l’anno prossimo, rispetto ai 29,5 milioni di barili al giorno del rapporto del mese scorso. Tuttavia, un mercato equilibrato il prossimo anno implica anche che l’economia globale non entri in una recessione tecnica e che la domanda recuperi con una crescita di circa 1,2 milioni di barili al giorno. L’OPEC deve mantenere gli attuali livelli di produzione, con tagli estesi per almeno il 2020, mentre l’introduzione di norme più rigorose sul carburante per spedizioni – il cosiddetto IMO 2020 – causerà un effetto netto positivo sulla crescita della domanda di greggio del prossimo anno di circa 1 milione di bpd al fine di bilanciare il mercato globale del gasolio. “Senza la prevista ulteriore lavorazione di greggio nel 2020, oltre alla normale crescita delle raffinerie per tenere il passo con la domanda complessiva dei prodotti senza l’IMO 2020, i prezzi saranno ancora più bassi l’anno prossimo: ciò a meno che l’OPEC non riduca la sua produzione a circa 29 milioni di bpd nel 2020″, ha osservato Tonhaugen.

LA CRESCITA FUORI DALL’OPEC

Rystad Energy prevede che la crescita della produzione di greggio e di condensato al di fuori dell’OPEC e della Russia raggiungerà invece i 2 milioni di barili giornalieri nel 2020, in calo di 0,2 milioni di bpd rispetto alla nostra stima precedente. La previsione di approvvigionamento petrolifero statunitense per dicembre 2020 è stata rivista al ribasso di 0,5 milioni di bpd a 14 milioni di bpd, che rappresenta un’aggiunta annuale di 1,15 milioni di bpd, secondo la società indipendente di ricerca energetica.