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NORD STREAM

Nord Stream, l’Afd prepara un vertice sul gas con Russia e Usa: “Riattivare i gasdotti e revocare le sanzioni”

Il partito di estrema destra tedesco, primo nei sondaggi, punta a un incontro nella primavera 2027, probabilmente ad Abu Dhabi. Sul tavolo anche una società di gestione dei gasdotti in parte tedesca e in parte americana.

Se Washington e Mosca discutono di gas, l’Afd non vuole restare a guardare. Il gruppo parlamentare di Alternative für Deutschland al Bundestag sta preparando un vertice su energia ed economia con rappresentanti di Stati Uniti e Russia, previsto nella primavera del 2027 e, con ogni probabilità, ad Abu Dhabi.

Lo ha dichiarato a Berlino il vicepresidente del gruppo, Markus Frohnmaier, presentando due documenti di posizionamento elaborati dai deputati sulla politica estera del partito. Al centro ci sono la rimessa in funzione dei gasdotti Nord Stream e nuovi partenariati economici ed energetici.

Ancora qualche anno fa la notizia sarebbe stata relegata nei trafiletti di cronaca politica come una boutade o una provocazione. Ma con il peso crescente che il partito dell’estrema destra sta assumendo nella politica tedesca – primo partito nei sondaggi nazionali e alla vigilia della probabile presa di potere nel Land di Sassonia-Anhalt – iniziative come un possibile vertice a tre con esponenti di Russia e Usa sono da prendere sul serio, anche perché indicano quale strada percorrerebbe Berlino sull’energia qualora AfD arrivasse a governare l’intero paese.

UN VERTICE PER IL GAS CON RUSSIA E USA

Per Frohnmaier la sovranità energetica tedesca passa anche da qui: Nord Stream deve tornare a far parte del sistema. In occasione dell’incontro si parlerà inoltre di chi controllerà le condotte. Se a gestirle fosse una società solo americana, la Germania dovrebbe riuscire a “mettere un piede nella porta”. Tra le ipotesi verrà avanzata l’ipotesi di una società di gestione congiunta, tedesca e americana. L’Afd punta a un incontro di alto livello, tra consulenti speciali, e sostiene di aver già avuto una conferma in tal senso da una delle parti.

Sul fronte russo, Kirill Dmitriev, inviato del Cremlino che per conto di Vladimir Putin tratta con Washington anche sulla fine della guerra in Ucraina, aveva già annunciato per il 2027 un forum economico con Russia, Stati Uniti e Germania. Lo stesso Putin, a giugno, si era detto pronto a collaborare con chi voglia farlo. Poiché sarà Dmitriev a coordinare il vertice con gli americani, Frohnmaier dà per scontato che a quel livello non manchino interlocutori.

Nomi concreti dagli Stati Uniti, però, non ne ha fatti. Ha invece annunciato altri colloqui preparatori e viaggi, nei prossimi mesi, in tutti i paesi coinvolti. Resta aperto se imprese e investitori avranno un posto diretto al tavolo, oppure se in una prima fase basterà organizzare l’incontro e sondare la cooperazione.

LA SPONDA AMERICANA

Il progetto si inserisce in un riorientamento più ampio della politica estera del partito. Alla vigilia delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, l’Afd si è schierata apertamente con la linea di Donald Trump. In uno dei documenti presentati, gli esperti di politica estera del gruppo mostrano comprensione per l’obiettivo di Washington di garantirsi la “supremazia globale nell’emisfero occidentale” e l’accesso alle materie prime. Le mosse in Venezuela, a Cuba, in Groenlandia, a Panama e verso la Cina sono ritenute giustificate: “Accogliamo con favore questo riorientamento”.

A una condizione, però: che gli americani rinuncino all’interventismo globale e si impegnino a preservare l’Europa come spazio culturale occidentale. Per la Groenlandia si propone una collaborazione più stretta, con joint venture per l’accesso alle risorse.

Intanto Washington stessa tratta con Mosca per l’energia. Secondo i media, l’amministrazione Trump spinge per la ripresa delle forniture di gas russo all’Europa attraverso l’Ucraina. A settembre gli inviati Jared Kushner e Steve Witkoff avrebbero portato avanti il piano nei loro viaggi a Mosca e a Kiev. Un intermediario americano potrebbe rivendere il gas aggirando le restrizioni europee. La proposta, riferisce l’Handelsblatt, sarebbe però stata nel frattempo accantonata.

RUSSIA, UCRAINA E CONDOTTE

Il secondo documento, firmato dagli esperti Frohnmaier, Stefan Keuter e Gerold Otten, punta a migliorare i rapporti con Mosca. Il testo stride con recenti dichiarazioni passate e segna un nuovo avvicinamento alla Russia di Vladimir Putin. Se ancora nel novembre 2025 la presidente Alice Weidel aveva criticato il viaggio di alcuni esponenti del partito a una conferenza a Sochi, ora i toni tornano accomodanti: nel documento l’attacco del febbraio 2022 all’Ucraina non è qualificato come contrario al diritto internazionale, e manca qualsiasi accenno a crimini di guerra russi.

Afd vuol contribuire a spingere Kiev a negoziare, usando gli aiuti tedeschi come leva. Riconquistare tutti i territori, Crimea compresa, sarebbe irrealistico. Kiev non dovrebbe entrare né nella Nato né nell’Unione europea, e Berlino dovrebbe “opporre il proprio veto”. In cambio degli aiuti finanziari per la ricostruzione, la Germania dovrebbe assicurarsi terre rare, metalli e gas ucraini.

Ma è di nuovo il gas russo, e soprattutto il futuro di Nord Stream, che resta al centro degli interessi di AfD. Il partito chiede di riprendere le importazioni di energia dalla Russia e di revocare le sanzioni. Andrebbe attivato il tratto intatto di Nord Stream 2 e riparati quelli danneggiati. Le esplosioni del 2022 al largo di Bornholm provocarono quattro falle su tre dei quattro tratti. “Il governo federale”, ha concluso Frohnmaier, “non può limitarsi ad aspettare gli accordi tra americani e russi”.

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