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Nucleare, Merkel: continuereo a rispettare patto con Iran

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Angela Merkel ha ribadito l’impegno della Germania a rispettare l’accordo sul nucleare con l’Iran, nonostante il patto non è ideale

Ancora nucleare ed Iran. Dopo la decisione dell’abbandono degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare siglato dai paesi del cosiddetto 5+1, dai membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU con potere di veto (Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Russia e Cina, più la Germania),

LA POSIZIONE DELLA MERKEL

La Germania continuerà a rispettare l’accordo sul nucleare con l’Iran, incurante di quello che gli Stati Uniti minacciano. A prometterlo è il cancelliere tedesco Angela Merkel: “Per quanto riguarda l’accordo con l’Iran, è tutt’altro che ideale, ma altre opzioni sono ancora meno stabili. Ecco perché continueremo a rispettare questo accordo”, ha affermato la Merkel ai giornalisti a Pechino, dove si trova per una due giorni di colloqui su Iran, Corea del Nord e commercio e dove dovrebbe anche incontrare il presidente Xi Jinping.

TRUMP ABBANDONA

“L’accordo del 2015 firmato dalla precedente amministrazione permette all’Iran di continuare ad arricchire l’uranio e alla fine arrivare ad avere una bomba nucleare”, ha spiegato il presidente Usa. “Abbiamo le prove che la promessa dell’Iran di non costruire una bomba atomica è una bugia. L’Iran ha continuato il suo programma nucleare. Oggi annuncio che gli Stati Uniti escono dall’accordo con l’Iran e rimetteremo le più forti sanzioni possibili verso il regime iraniano”, ha affermato Donald Trump nel discorso in cui annunciava l’abbandono dell’accordo.

“Il regime iraniano è il leader degli stati che sostengono il terrorismo”, ha aggiunto il presidente. L’Iran “sostiene Hezbollah, Hamas, Al Qaeda e i talebani”.

L’ACCORDO SIGLATO CON OBAMA

L’accordo sul nucleare, siglato da Teheran, è stato raggiunto il 14 luglio del 2015 a Vienna dopo ben 13 anni di negoziati ed estenuanti trattative.

Il trattato, di 100 pagine e 5 allegati, prevedeva la rimozione delle sanzioni internazionali imposte all’Iran (eliminazione e non sospensione), a fronte di una serie di restrizioni al programma nucleare di Teheran. Per volontà di Barack Obama, allora Presidente Usa, l’accordo doveva essere un’opportunità storica di riavvicinamento tra la Repubblica Islamica e gli Stati Uniti.

Teoricamente la rimozione delle sanzioni sarebbe dovuta essere “immediata”, ma nella pratica si è dovuto attendere, prima, una risoluzione Onu e poi un certo periodo di tempo per permettere all’Aiea, Agenzia internazionale per l’energia atomica, di verificare che Teheran rispettasse i patti.