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Tutti d’accordo su albo venditori e modello Canone Rai per gli oneri di sistema

Dopo Energia Libera, Aiget, Utilitalia, anche Energia Futura, Confartigianato e Confcommercio si schierano a favore delle misure nella due giorni di audizioni a Montecitorio.

Il modello del Canone Rai per la riscossione degli oneri generali del sistema elettrico e il varo dell’Albo venditori riscuotono ancora gradimento tra le associazioni di categoria ascoltate in Commissione Attività produttive alla Camera. Dopo Energia Libera, Aiget, Utilitalia, anche Energia Futura, Confartigianato e Confcommercio si schierano a favore delle misure nella due giorni di audizioni a Montecitorio.

ELETTRICITÀ FUTURA: RAFFORZARE MISURE DI CONTRASTO ALLA MOROSITÀ E ADOTTARE MODELLO CANONE RAI

maxi-bolletteElettricità Futura è la principale associazione del mondo elettrico italiano ed unisce produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili e da fonti convenzionali, distributori e fornitori di servizi, al fine di contribuire a creare le basi per un mercato elettrico efficiente e pronto alle sfide del futuro. Elettricità Futura è composta da più di 700 operatori che impiegano oltre 40.000 addetti e detengono più di 76.000 MW di potenza elettrica installata tra convenzionale e rinnovabile e circa 1.150.000 km di linee. Oltre il 70 per cento dell’elettricità consumata in Italia è assicurata da aziende associate a Elettricità Futura. Nel corso dell’audizione in commissione Attività produttiva (qui la presentazione), l’associazione ha spiegato che la questione della revisione del meccanismo di riscossione degli oneri generali del sistema elettrico (OdS) “è senz’altro complessa e necessita di un intervento sistemico che, da un lato, garantisca l’equilibrio del sistema e assicuri il necessario flusso di risorse alle attività finanziate dagli oneri stessi e, dall’altro, agisca alla radice del problema minimizzando l’incidenza del fenomeno della morosità da cui origina la necessità di recuperare su altri soggetti il gettito mancante”. In particolare le proposte di Elettricità Futura si sono sostanziate in tre linee di intervento (qui il position paper) e cioè innanzitutto rafforzamento delle misure di contrasto alla morosità consapevole del cliente finale: “Occorre intervenire in primis per migliorare gli strumenti di tutela già oggi esistenti – ha sottolineato l’associazione – o introdurne di nuovi al fine di contrastare il fenomeno, sia preventivamente che successivamente al suo manifestarsi”. Poi nella definizione di un rinnovato modello di riscossione degli oneri di sistema: “È necessario un intervento legislativo che consenta di assimilare la disciplina degli oneri generali a quanto previsto per il Canone Rai, sgravando così venditori e distributori da obblighi e rischi connessi a queste partite di natura parafiscale – ammettono dall’associazione . Resta fermo che dovranno comunque essere identificate modalità efficienti e tecnicamente percorribili che consentano di reintegrare i venditori degli oneri di sistema non incassati a partire dal 1° Gennaio 2016 (data di entrata in vigore della disciplina attualmente invalidata dalla giurisprudenza amministrativa) e non più recuperabili”. Infine, Energia Futura chiede l’istituzione dell’Elenco Venditori di elettricità: “Occorre emanare il decreto attuativo dell’art. 1 commi 80 – 82 legge 4 agosto 2017, n. 124 (legge annuale per il mercato e la concorrenza) per dare rapida attuazione all’Elenco venditori. Esso costituisce uno strumento efficace che abilita all’attività di vendita soltanto gli operatori dotati di idonei requisiti finanziari, tecnici e di onorabilità. Ciò sia a vantaggio del consumatore che sceglierebbe esclusivamente fra venditori affidabili sia dello sviluppo di un mercato dinamico e di una sana concorrenza”, ha concluso l’associazione.

CONFCOMMERCIO: NEL 2017 ONERI DI SISTEMA PER 13,6 MILIARDI DI EURO, OLTRE IL 70% È PESATO SULLE PMI bolletta Luce e Gas

Su una linea analoga anche la posizione espressa da Confcommercio durante l’audizione davanti alla X Commissione di Montecitorio (qui il testo dell’audizione): Occorre “porre in essere iniziative volte a prevenire la morosità. La prima è ridurre all’origine il peso degli oneri. Il tema è in primis quello del finanziamento degli energivori che costano 1,7 miliardi di euro e vengono spalmati sulle imprese che consumano meno. Siamo contrari al metodo che drena risorse alle pmi. In questo caso la strada potrebbe essere quella di costituire un fondo con le risorse del bilancio pubblico”, ha detto Pierpaolo Masciocchi, responsabile del settore Ambiente e Utilities di Confcommercio che invitato a realizzare immediatamente l’Albo venditori. “Nel 2017, su un totale di oneri di sistema presenti nelle fatture di energia elettrica per un ammontare di 13,6 miliardi di euro, oltre il 70% è pesato sulle piccole e medie imprese – ha sottolineato Confcommercio -. L’eventuale socializzazione del mancato incasso a seguito della morosità del sistema non è la strada da perseguire, ma l’unico strumento percorribile è quello di considerare gli oneri generali di sistema come un tributo. Si propone quindi di introdurre un modello similare a quanto previsto per la riscossione del canone Rai sulle utenze domestiche attraverso la bolletta elettrica. Il modello proposto avrebbe il vantaggio di minimizzare drasticamente la socializzazione tramite le bollette degli eventuali ammanchi, a beneficio dei consumatori finali e degli interessi generali del sistema a cui gli oneri garantiscono il finanziamento”. Confcommercio ha evidenziato infatti che nel 2017 sulle piccole e medie imprese alimentate con utenze a Bassa e Media tensione hanno gravato 9,5 miliardi di euro di oneri di sistema, mentre per contrastare il fenomeno della morosità, l’associazione ha sottolineato come primo intervento “la riduzione dell’entità complessiva degli oneri generali di sistema affinché si possa attenuare, almeno in parte, il problema derivante dalla difficoltà del loro recupero” rivedendo appunto “le attuali modalità di finanziamento” degli energivori e realizzndo la “pubblicazione di un albo venditori e responsabilizzazione delle filiera”. “Non è infatti ammissibile che l’utente finale che ha sempre onorato puntualmente le proprie fatture debba subire costi per fenomeni di morosità altrui”.

CONFARTIGIANATO: NO A DEBITI DEI MOROSI IN BOLLETTE DEGLI ONESTI. PER RECUPERO ONERI DI SISTEMA PUNTARE SU MODELLO CANONE RAI’

Siamo arrivati a una condizione in cui la componente degli oneri generali di sistema supera il 30% dei costi della bolletta, la più importante per imprese e famiglie e che richiede una revisione generale”, ha detto il Direttore di Confartigianato Bruno Panieri. “Il meccanismo di distribuzione degli oneri vede la torta suddivisa al 20% a carico dei domestici e l’80% sul mondo produttivo” e la sua distribuzione fa si che “chi ha più capacità di produrre reddito e consumo paga proporzionalmente molto meno”. In sostanza, è la posizione di Confartigianato “non si può far pagare ai consumatori in regola gli oneri generali dovuti e non versati dai clienti morosi”. Secondo l’associazione, la socializzazione della morosità non farebbe che aggravare lo squilibrio che oggi fa pagare di più a chi ha minore capacità contributiva. L’anno scorso le piccole imprese hanno pagato il 47% degli oneri richiesti alle imprese e questo peso è destinato ad aumentare nel 2018 per effetto dell’agevolazione energivori che è passata da 626 milioni ad 1,7 miliardi. La bolletta è satura, bisogna pensare ad altre soluzioni che responsabilizzino l’intera filiera che include distributore, venditore e cliente finale. Per affrontare il problema degli oneri generali non riscossi, Confartigianato sollecita al Governo “di adottare strumenti di recupero già sperimentati come il modello del canone Rai o la riscossione della tassa di concessione governativa sulla telefonia”. Inoltre, secondo Confartigianato “è necessario orientare Arera verso un principio di assoluta eccezionalità di qualunque forma di socializzazione se si crede in un mercato in cui la bolletta sia il termometro del suo funzionamento. In generale, la Confederazione chiede di spostare nella fiscalità generale almeno una quota degli oneri generali di sistema e di esplorare modalità di sostegno alle fonti rinnovabili alternative alle bollette mutuando modelli in atto, ad esempio, in Impresa 4.0”.