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Elettricità

Partono incentivi auto, Salva Casa soft, Orsini (Confindustria) rilancia nucleare. Cosa c’è sui giornali oggi

Partono gli incentivi per le auto, Salva Casa più tollerante, Orsini rilancia il nucleare. La rassegna dei giornali

Partono i tanti attesi incentivi per auto, moto  e veicoli commerciali. Il Dpcm dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta ufficiale domani. Il nuovo presidente di Confindustria, Emanuele Orsini rilancia il nucleare. “Serve sostenere il nucleare, e non solo in campagna elettorale. Se con microcentrali da 100 gigawatt o da 400 come in Germania, questo è da vedere. Definiremo un piano per arrivare con un progetto al confronto con palazzo Chigi”, ha detto in un’intervista pubblicata sull’edizione odierna de Il Corriere della Sera. Più tolleranza per le piccole irregolarità nel Salva Casa proposta dal ministro Salvini, atteso per oggi oggi in Consiglio dei ministri, dopo settimane di lavoro di limatura.

AUTO, PARTONO INCENTIVI ECOBONUS CON 950 MILIONI DI RISORSE

“(…) Partono i nuovi eco-bonus per auto, moto e veicoli commerciali. Dopo un’estenuante attesa il Dpcm (decreto del presidente del consiglio dei ministri) che rimodula i precedenti incentivi, salvo imprevisti dell’ultima ora, sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di domani. Il Dpcm prevede che, a decorrere dalla sua entrata in vigore, e fino al 31 dicembre 2024, i contributi sono rivisti, al rialzo fino a un massimo di 13.500 euro nel caso delle auto elettriche se l’acquirente ha un Isee inferiore a 30mila euro. In sostanza, gli acquisti, anche tramite leasing, effettuati a partire dal giorno di pubblicazione in Gazzetta, potranno poi rientrare tra quelli che le concessionarie caricheranno sulla piattaforma informatica di prenotazione che viene gestita da Invitalia, società in-house del ministero delle Imprese e del made in Italy. La piattaforma è ancora in fase di implementazione, ma il ministero conta di renderla operativa il 3 giugno”, si legge sull’edizione odierna de Il Sole 24 Ore.

“(…) Rottamando un Euro 4 si potrà beneficiare di 9mila euro nella fascia 0-20, 5.500 nella 21-60 e 1.500 nella 61-135. Con un Euro 3 si passa a 10mila euro, 6mila e 2mila euro. Con un Euro 0, 1 o 2 c’è un salto, rispettivamente, a 11mila euro, 8mila e 3mila euro. Per tutti questi incentivi è prevista una soglia di prezzo massimo del modello acquistabile, Iva esclusa, fissata a 35mila euro nelle fasce di emissione 0-20 e 61-135 e a 45mila euro in quella intermedia 21-60.”, continua il quotidiano nazionale.

“(…) Nel caso delle prime due fasce di emissione scatta la maggiorazione del 25% per singoli componenti di un nucleo familiare con Isee sotto 30mila euro, arrivando quindi fino a 13.500 euro per le auto elettriche. Per i redditi bassi c’è in più la possibilità di accedere anche rottamando un Euro 5 e in questo caso il bonus è di 8mila euro nella fascia 0-20 e di 5mila in quella 21-60. Vengono agevolate anche le auto usate, Euro 6 con emissioni fino a 160g/km di CO2 e prezzo fino a 25mila euro: l’incentivo per acquistarle è di 2mila euro rottamando un veicolo da Euro 0 a Euro 4”, si legge sul Sole 24 Ore.

“(…) Il Dpcm mette in campo, complessivamente, 950 milioni. All’acquisto o leasing di auto elettriche (emissioni tra 0 e 20 grammi di CO2 per km) vanno 240 milioni, un quarto del pacchetto totale. Con 402 milioni, oltre il 40%, resta invece prevalente il contributo ai vecchi modelli con motore termico o ibride full (61-135 grammi CO2/km) mentre 140 milioni, il 15% circa, sono destinati alle ibride plug-in (fascia 21-60). Una quota delle risorse di queste categorie, pari a 20 milioni, è riservata ai taxi con contributi raddoppiati. Il resto va alle auto usate (20 milioni), moto, scooter, tricicli e quadricicli (32,5 milioni a quelli elettrici e 5 a quelli a motore termico), veicoli commerciali (53 milioni), noleggio a lungo termine (50 milioni), installazione di impianti a Gpl e metano sulle auto (10 milioni)”, continua il quotidiano.

ENERGIA, ORSINI (CONFINDUSTRIA): “SÌ AL NUCLEARE, DIALOGO E UNITÁ”

“Emanuele Orsini è da ieri il nuovo presidente di Confindustria. Il passaggio del testimone con Carlo Bonomi è avvenuto durante l’assemblea privata: solo 4 i contrari su 789 votanti. Dal confronto con i giornalisti al termine dell’assemblea Orsini ha dato l’idea di voler portare uno stile nuovo al palazzo di Confindustria, più informale e diretto. Sempre improntato al dialogo. Nel merito, ecco una prima geografia dell’Orsini-pensiero. «In Italia il costo dell’energia è pari a 86 euro a MWh contro i 14 della Spagna. Serve sostenere il nucleare, e non solo in campagna elettorale. Se con microcentrali da 100 gigawatt o da 400 come in Germania, questo è da vedere. Definiremo un piano per arrivare con un progetto al confronto con palazzo Chigi»”, si legge sull’edizione odierna de Il Corriere della Sera.

“(…) A chi gli chiede dei salari italiani, inferiori in termini reali a quelli del 1990, Orsini risponde che bisogna fare i conti con la produttività ferma da 20 anni. Si dice contrario ai contratti pirata che comunque «a casa nostra non ci sono». Il presidente di viale Dell’Astronomia rispolvera la vecchia idea di staffetta generazionale («Perché chi sta per andare in pensione non può aiutare i ragazzi a inserirsi nelle aziende?») ed esalta il «modello Ghana» lanciato in Friuli Venezia Giulia dalla territoriale guidata da Michelangelo Agrusti: formare lavoratori a casa loro (in Ghana, appunto) per poi farli venire nel nostro Paese già pronti per integrarsi”, continua il quotidiano.

“(…) La stretta con l’applicazione anche all’industria della legge del 2003 sull’Italian sounding ha preso in contropiede Stellantis (vedi il caso dell’Alfa Romeo Milano che ha dovuto cambiare nome) ma non spiazza Confindustria. Orsini dice che ha senso non dare risorse «a chi produce auto fuori dall’Europa». E si augura che «Stellantis mantenga la promessa di produrre un milione di veicoli in Italia, per la salvaguardia della filiera». Per Orsini «bisogna fare ripartire gli investimenti bloccati dai tassi d’interesse troppo alti e dal fatto che mancano ancora i decreti attuativi per Industria 5.0 nonostante i fondi legati al Pnrr vadano spesi entro il 2026». Sul 110%: «Io lo ho sostenuto quando ha supportato l’economia in un momento complicato. Ora sono d’accordo che venga chiuso, ma non possiamo pensare che dall’oggi al domani non si facciano finire i lavori alle imprese»”, continua il quotidiano.

“(…) «Sarà complicata, presenteremo proposte a costo zero», dice il presidente di Confindustria, convinto che il taglio del cuneo vada rinnovato. In merito all’autonomia: «È anacronistico dividere il Paese nel momento in cui servirebbe unire e creare gli Stati Uniti d’Europa». Ma che ne dice del Ponte sullo stretto? «Io sono d’accordo, basta che abbiamo anche le infrastrutture per arrivarci, al ponte», risponde. Per finire, le inchieste di Genova: «In Liguria non si blocchino le merci. E non si blocchino i lavori»”, ha detto a proposito della Legge di Bilancio.

SALVA CASA, 4 METRI IN PIU TOLLERATI PER TRILOCALE

“(…) Più facile gestire le piccole irregolarità presenti in larga parte delle nostre case. Che possono restare silenziose per decenni, sepolte in qualche archivio comunale, ma poi esplodere improvvisamente e diventare fonte di grandi problemi quando si scelga di vendere, di ristrutturare (ottenendo i bonus edilizi) o in caso di controlli e contestazioni da parte delle amministrazioni locali. Andando all’essenza, oltre le formule tecniche del Testo unico edilizia (il Dpr n. 380/2001), è questo l’obiettivo del decreto Salva casa, la manovra di semplificazione fortemente voluta dal ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini che oggi approderà in Consiglio dei ministri, dopo settimane di lavoro di limatura, con la benedizione delle altre forze di maggioranza”, si legge sull’edizione odierna de Il Sole 24 Ore.

“(…) Partendo dalle piccole difformità formali, diventa più semplice provare lo stato legittimo di un immobile, perché non bisognerà più ricostruire tutta la catena di titoli edilizi che si sono susseguiti nei decenni. Lo stato legittimo è decisivo tutte le volte che si presenta una pratica legata a una casa: in caso di ristrutturazione il professionista deve attestare che quanto inserito nel progetto è conforme a tutto quello che, negli anni, è stato dichiarato in Comune”, continua il quotidiano.

“(…) Per i lavori realizzati entro il 24 maggio 2024 vengono tollerati e non costituiscono illecito il «minore dimensionamento dell’edificio», la mancata realizzazione di «elementi architettonici non strutturali», le modifiche alle finiture degli edifici di minima entità, le irregolarità esecutive di muri esterni ed interni e «la difforme ubicazione delle aperture interne», gli errori progettuali corretti in cantiere e gli errori materiali «di rappresentazione progettuale delle opere»”, continua Il Sole 24 Ore.

“L’altra modifica rilevante e attesa, sul fronte delle difformità più incisive, arriva con l’eliminazione della doppia conformità (si veda l’articolo in basso). Viene, infine, allargato il perimetro dell’edilizia libera, facendoci rientrare le tende da sole «con strutture fisse necessarie al sostegno e all’estensione dell’opera»”, conclude il quotidiano.

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