Sostenibilità

Perché Amazon corteggia improvvisamente le Big Oil

Due anni fa, secondo alcuni documenti interni visionati da Gizmodo, Amazon ha lanciato un programma per contattare le major e offrire i suoi servizi cloud in grado di ottimizzare la produzione, riducendo i tempi di consegna del petrolio e migliorando la redditività

Per anni le Big tech hanno spinto l’acceleratore sulle rinnovabili per alimentare i propri data center con energia rinnovabile con Amazon, Microsoft e Facebook che si sono spesso unite per investire in nuove tecnologie atte a garantire un’energia più economica in un futuro senza emissioni.

AMAZON CORTEGGIA LE BIG OIL CON I SUOI SERVIZI CLOUD

trivelleProprio l’azienda guidata da Jeff Bezos si è sempre detta impegnata a raggiungere il 100% di utilizzo di energia rinnovabile per la sua infrastruttura globale. Eppure, con una mossa che ha un po’ il sapore dell’ironia, Amazon si è trovata in questi anni a corteggiare sempre più spesso Big Oil, lanciando i suoi servizi cloud per ‘industria petrolifera e del gas, aiutando le compagnie petrolifere e del gas a ottimizzare la produzione, riducendo i tempi di consegna del petrolio e migliorando la loro redditività.

SECONDO GIZMODO AMAZON HA PUNTATO DI PROPOSITO I CLIENTI DELL’INDUSTRIA PETROLIFERA E DEL GAS

Per Amazon Web Services (AWS), il passo verso il petrolio e il gas riguarda un discorso legato alla redditività, un business as usual, nonostante l’azienda si sia impegnata a sostenere le energie rinnovabili. Due anni fa, secondo alcuni documenti interni visionati da Gizmodo, Amazon ha lanciato uno sforzo concertato per “bloccare” i clienti dell’industria petrolifera e del gas. “Positioning for Success in Oil & Gas” è il titolo della presentazione all’evento annuale dell’AWS Sales Kick-Off nel febbraio 2017, scrive Brian Merchant di Gizmodo.

IL GIGANTE TECNOLOGICO HA ARRUOLATO DECINE DI NOMI DI BIG OIL

Secondo un database interno di Amazon intitolato “Oil and Gas Key Accounts” per il 2018, che Gizmodo ha visionato, il gigante tecnologico ha arruolato decine di nomi di Big Oil come clienti potenziali ed esistenti – e questi nomi includono le supermajors statunitensi ExxonMobil e Chevron, così come il gigante petrolifero di Stato saudita Aramco. Anche BP, Shell, ConocoPhillips, Hess, Halliburton, Schlumberger, e Woodside sono sulla lista dei contatti di Amazon, anche se sono elencati come “lighthouse accounts” – cioè trattati come primi utilizzatori dei servizi di Amazon per il petrolio e il gas – un campo in cui l’azienda tecnologica è nelle prime fasi di sviluppo del business, secondo Gizmodo.

CON IL CLOUD DI AMAZON RISPARMI TRA IL 22 E IL 45% 

Le vendite di Amazon all’industria petrolifera e del gas alla CERAWeek del 2019 a Houston il mese scorso evidenziano e confermano come le compagnie petrolifere spendano ancora molti soldi per i propri data center anche se, come tutte le aziende, cercano di risparmiare. Secondo Bill Vass, vice presidente settore ingegneria di Amazon Web Services, la maggior parte dei clienti di Amazon raggiunge tra il 22 e il 45 per cento di risparmi con il cloud, ha detto parlando alla CNBC qualche settimana fa.

LA DENUNCIA DI GREENPEACE

Naturalmente questa differenza di posizioni di Amazon tra il suo voler utilizzare energia green e aiutare le compagnie petrolifere a pompare sempre più barili di petrolio non poteva passare inosservata, soprattutto tra gli ambientalisti. Secondo un rapporto di Greenpeace Usa del febbraio 2019, “i giganti tecnologici come Amazon hanno promesso di alimentare i loro data center con energia rinnovabile, ma uno sguardo più attento al cuore di internet rivela che la loro rapida crescita sta spingendo maggiori investimenti nei combustibili fossili”.

AMAZON PROSEGUE PER LA SUA STRADA “GREEN”

In ogni caso all’inizio di quest’anno, Amazon si è posta l’ambizioso obiettivo di avere il 50% di tutte le sue spedizioni a zero emissioni di carbonio entro il 2030. E ha affermato pubblicamente di voler “tenere fede all’impegno per raggiungere il 100% di energia rinnovabile” e che l’AWS ha superato il 50% del consumo di energia verde nel 2018. L’azienda ha annunciato proprio questa settimana tre nuovi parchi eolici in Irlanda, Svezia e Stati Uniti. Il fondatore e CEO di Amazon Jeff Bezos fa parte, inoltre, del gruppo dei fondatori miliardari di Breakthrough Energy insieme a Bill Gates, Marc Benioff, Richard Branson e Jack Ma. Breakthrough Energy sta investendo in nuove tecnologie “per trovare fonti energetiche migliori, più efficienti e meno costose”.