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Perché Hera sbraita nel risiko delle multiutility del Nord

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Entro maggio la chiusura dell’accordo A2A, Aim, Agsm ma Tomaso Tommasi di Vignano, presidente esecutivo dell’emiliana Hera tuona contro il mancato rispetto delle regole del gioco

Fa discutere il risiko delle multituility del Nord, sempre più lontana dal concretizzarsi attorno a un unico operatore mentre il presidente dell’emiliana Hera attacca l’aggregazione tra Agsm e A2A colpevoli di non aver rispettato le regole del gioco. A parlarne sono il Corriere di Verona e la Nuova Venezia.

ENTRO MAGGIO LA CHIUSURA DELL’ACCORDO A2A, AIM, AGSM

“Il progetto di creare un unico operatore di taglia europea, mettendo insieme le grandi multiutility della Penisola, probabilmente resterà per sempre sulla carta – scrive la Nuova Venezia -. Troppo accentuati nel nostro Paese i campanilismi perché si arrivi a uno sbocco simile a quello che negli anni Ottanta portò alla nascita in Germania di Rwe, il secondo operatore tedesco dopo E.On. Sta di fatto però che il processo di aggregazione prosegue e vede sempre il Nordest come baricentro. Secondo rumors di mercato, entro maggio è attesa la chiusura dell’accordo tra A2A, Aim Vicenza e Agsm Verona. Dovrebbero dunque sfociare in un accordo le trattative iniziate a dicembre per consentire alla multiutility milanese di entrare a far parte come socio industriale del progetto di fusione fra le altre due società per creare un grande gruppo del Triveneto”.

DUE EFFETTI PRINCIPALI

“Secondo gli analisti, se l’operazione come sembra andrà in porto, si produrrebbero due effetti: lo spostamento verso Est da parte di A2A, che è già da tempo la principale multiutility italiana, ma con una presenza preponderante in Lombardia; l’effetto calamita verso altre piccole utility del Nordest, che faticano a essere redditizie tra evoluzione normativa, necessità di investire nell’innovazione e crescente concorrenza sui territori di rispettiva competenza – sottolinea ancora la Nuova Venezia -. A questo proposito va ricordato che A2A è già presente in Friuli Venezia Giulia e che nelle scorse settimane ha annunciato un investimento da 500 milioni di euro che porterebbe alla dismissione della centrale a carbone per un nuovo impianto a gas a impatto ridotto”.

HERA SI È ALLARGATA AL NORDEST

Le mosse del gruppo lombardo si confrontano con quelle di Hera, che dall’Emilia-Romagna si è progressivamente allargata nel Nordest tramite AcegasApsAmga, società nata dalla fusione tra le multiuility di Udine, Padova e Trieste e poi entrata a far parte del gruppo con headquarter a Bologna. L’ultimo tassello risale a poche settimane fa con il via libera allo scambio di asset con Ascopiave (da una parte le attività commerciali nell’energia e dall’altra nella distribuzione di gas), dal quale prende corpo EstEnergy, che debutta come il principale operatore energetico del Nordest, con oltre un milione di clienti – si legge ancora su la Nuova Venezia -. L’operazione vede l’azienda veneta acquisire nuovi asset nella distribuzione gas (…) Sull’area punta anche Alperia, che nei mesi scorsi ha corteggiato prima Ascopiave, quindi Agsm Verona e Aim Vicenza. Tramontate quelle opportunità, l’utility bolzanina nata tre anni e mezzo fa dalla fusione di due società dell’Alto Adige e caratterizzata da un azionariato al 100% pubblico, resta alla finestra in cerca di opportunità”.

TOMMASI DI VIGNANO (HERA): NON RISPETTATE LE REGOLE DEL GIOCO

Ma c’è chi non vede di buon occhio quanto sta accadendo tanto da mettere in discussione il processo di aggregazione in corso tra Agsm, Aim Vicenza ed il colosso lombardo A2A: “Tomaso Tommasi di Vignano, presidente esecutivo dell’emiliana Hera, ha ricordato al Sole 24 Ore come anche la sua società avesse presentato una manifestazione d’interesse per fare da partner industriale nella fusione Agsm-Aim, ma ha poi sferrato un’autentica cannonata contro il trio Verona-Vicenza-Brescia (dove ha sede A2A) – si legge sul Corriere di Verona -: ‘Ritengo – ha infatti tuonato il numero uno di Hera – che il modo in cui è stata scelta la strada non corrisponda pienamente alle regole del gioco’. Nell’intervista, Tommasi di Vignano aggiunge che Hera si aspettava di essere chiamata per essere valutata dall’advisor ‘vista la nostra presenza e la nostra dotazione impiantistica in Veneto: è un passaggio che ci ha lasciati perplessi – aggiunge il presidente – e ci rifletteremo: vedremo come andrà la trattativa con A2A’. Il leader di Hera aggiunge poi significativamente che ‘anche il caso di Ascopiave dimostra che la crescita dimensionale e le partnership possono nascere anche dalle gare’. (…)Tornando a guardare a quanto sta facendo Hera, proprio l’altro giorno, un comunicato ufficiale della multiutility emiliana aveva sottolineato che proprio ‘alla luce dell’andamento di crescita superiore alle attese’, anche per merito dell’operazione Ascopiave, è stato elaborato un piano industriale ‘che riflette l’impegno per un ulteriore sviluppo’. E la guerra tra multiutility per la conquista di spazi sempre più ampi nella nostra regione diventa sempre più aspra”.