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Perché la Brexit è problema per le società energetiche del Regno Unito

Brexit

Se dopo la Brexit  si realizzeranno opere in eccesso i consumatori dovranno pagare di più. Se si costruirà in difetto, si potrebbero esporre il paese a periodi di prezzi energetici importati più elevati o a ridotta affidabilità

Quando si parla di elettricità e di paesi, in genere questi ultimi possono rientrare solo in una categoria su tre: o provvedono adeguatamente ai loro bisogni come gli Stati Uniti, o hanno riserve in eccesso come il Canada e sono in deficit.

REGNO UNITO IN DEFICIT ENERGETICO

Il Regno Unito è in deficit di circa il 7% del suo fabbisogno annuale. I cavi sottomarini che collegano la rete del Regno Unito alla maggior parte delle centrali nucleari in Francia e nei Paesi Bassi compensano questo deficit.

LA FRANCIA HA LEGATO L’EXPORT DI ENERGIA ALLA PESCA NELLE ACQUE DEL REGNO UNITO

Ma come parte dei negoziati sulla Brexit conclusi di recente, il governo francese ha legato l’accesso del Regno Unito all’energia elettrica all’ingrosso all’accesso alla pesca dell’Unione europea nelle acque del Regno Unito. Sia i diritti di pesca che l’accesso all’elettricità potranno essere rinegoziati contemporaneamente nel 2026. Ciò non lascia quindi molto tempo per assicurarsi energia all’ingrosso alternativa nel caso in cui gli europei decidessero di tagliare il collegamento.

Per cercare di ovviare a questi problemi il Regno Unito ha cercato di sviluppare alternative energetiche, con un’enorme attenzione sul nuovo nucleare che ha prodotto relativamente pochi megawatt a costi considerevoli.

IL PROBLEMA DELLA FUTURA DOMANDA DI ENERGIA BRITANNICA

Il problema principale è pianificare la futura domanda elettrica: la domanda elettrica del Regno Unito ha raggiunto il picco circa un decennio fa e da allora è in calo. Occorre presumere che la tendenza continuerà? Se sarà così, in futuro potrebbe esserci poco bisogno di fare affidamento sui francesi. Ma cosa succederebbe se la tendenza della domanda elettrica nel Regno Unito si invertisse, ad esempio se il settore dei trasporti migrasse verso veicoli elettrici a batteria e gli utenti residenziali e commerciali decidessero di aumentare i loro consumi elettrici? E perché la pesca e così importante in questo contesto?

CLAUSOLA DI RINEGOZIAZIONE ACCORDI BREXIT NEL 2026

Attualmente gli europei pescano circa la metà del pesce nelle acque del Regno Unito ma l’industria della pesca britannica li vuole fuori. Di conseguenza il trattato Brexit ha una clausola che consente al Regno Unito di rinegoziare i diritti di pesca nelle sue acque nel 2026. E quando scade l’accordo di pesca, lo stesso vale per le disposizioni che regolano il commercio di elettricità e gas naturale tra l’Ue e il Regno Unito.

QUANTO VALGONO PESCA ED ELETTRICITÀ

Secondo quanto si legge su Oilprice la bilancia commerciale dell’energia a favore dell’UE si aggira intorno ai 3 miliardi di sterline per il gas naturale e 1-2 miliardi di sterline per l’elettricità. Queste importazioni di energia più economica mantengono bassi i prezzi nel Regno Unito e forniscono preziose riserve per mantenere l’affidabilità del sistema.

“Una fonte finanziaria ha affermato che la rinegoziazione potrebbe aggiungere 2 miliardi di sterline alle sole bollette elettriche del Regno Unito e la riduzione delle importazioni potrebbe influire sull’affidabilità della rete elettrica”, evidenzia ancora Oilprice.

Il commercio totale di pesce, al contrario, è valutato intorno a 1 miliardo di sterline all’anno, di cui la metà controllata da cittadini dell’Ue. Quindi che succederà? “La pianificazione e la costruzione di reti energetiche richiede tempo e denaro, soprattutto per il sito e la costruzione di impianti di trasmissione di elettricità e gas. Mettere pesca contro energia aggiunge incertezza alle prospettive a medio termine”, ha evidenziato Oilprice.

I RISCHI DI QUESTA SITUAZIONE

Insomma, se si realizzeranno opere in eccesso per compensare l’incertezza, i consumatori dovranno pagare di più per sostenere quelle che potrebbero diventare risorse non necessarie. Se costruirà in difetto, si potrebbero esporre il paese a periodi di prezzi energetici importati più elevati o ridotta affidabilità. “In teoria, entrambi i risultati potrebbero costare al paese più del vantaggio derivante dal riacquisto dei diritti di pesca”, si legge su Oilprice.

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