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Perché Putin continua a battere il tasto sul pagamento del gas in rubli

Putin Rubli

Draghi: “Inaccettabile, ma le forniture di gas non sono in pericolo Stiamo spingendo sul price cap e su vie alternative”

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un decreto che prevede che gli acquirenti stranieri paghino in rubli per il gas russo a partire da domani, 1 ° aprile. Nel decreto si legge che i contratti verranno interrotti se i pagamenti non venissero effettuati. “Per acquistare gas naturale russo, devono aprire conti in rubli nelle banche russe”, ha detto il capo del Cremlino.

Come ha spiegato Putin in tv, “è da questi conti che verranno effettuati i pagamenti per il gas consegnato a partire da domani. Se i pagamenti non vengono effettuati, considereremo questo un default da parte degli acquirenti, con tutte le conseguenze che ne derivano. Nessuno ci vende nulla gratuitamente, e nemmeno noi faremo beneficenza. I contratti esistenti saranno fermati”.

PAGAMENTO DEL GAS IN RUBLI, MA CON DELLE ECCEZIONI

In realtà il decreto firmato dal presidente russo prevede che alcuni pagamenti possano essere effettuati con valute diverse: l’agenzia Tass ha pubblicato il testo integrale del decreto e, al comma 9, si legge che “la Commissione governativa per il controllo degli investimenti esteri potrà rilasciare autorizzazioni a pagare le forniture di gas naturale senza rispettare la procedura prevista dal presente decreto”.

LE PAROLE DEL PREMIER DRAGHI ALLA STAMPA ESTERA

Il premier italiano Mario Draghi ha risposto alle domande della stampa straniera sulla crisi ucraina. “Le forniture di gas non sono in pericolo”, ha dichiarato il presidente del Consiglio. La questione però riguarda le risposte che i Paesi occidentali – specie quelli più dipendenti da Mosca – dovranno dare sia nel breve che nel medio-lungo periodo in merito alle alternative energetiche.

“Stiamo finanziando la guerra di Putin con la nostra dipendenza dal gas russo – ha spiegato Draghi – Italia e Germania sono molto simili in questo, perciò stiamo spingendo sul price cap e sulle vie alternative alle forniture russe. Per ridurre i finanziamenti dobbiamo anzitutto abbassare il prezzo del gas, questa è la risposta dell’Italia per l’immediato”.

Per quanto riguarda la questione dei contratti esistenti – che secondo quanto affermato da Putin resteranno in vigore – che le aziende europee vogliono continuare a pagare in euro o dollari, “la spiegazione è stata molto lunga – ha affermato Draghi – l’ho ascoltata e ho risposto che i tecnici si metteranno in contatto. La conversione rimane un fatto interno alla Russia. Sono in corso delle analisi per capire cosa dovranno fare le aziende europee, cosa questo implica sulle sanzioni… Non è semplice cambiare la valuta di pagamento senza cambiare i contratti”.

Poco dopo il premier ha precisato che “il pagamento in rubli è inaccettabile perché i contratti sono in euro o dollari. I beni globali come il gas hanno i prezzi fissati da sempre in dollari. Poi è venuto l’euro. Non è facile cambiare valuta di riferimento. Gli europei hanno provato più volte a ridefinire i contratti in dollari sul petrolio, ma non solo. Non funziona, tutti gli scambi sono in una moneta. È inaccettabile perché ci sono i contratti ed è anche non fattibile per difficoltà tecniche”.

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