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Perché la Ue ha dichiarato guerra alle auto elettriche cinesi

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La presidente della Commissione Ue: “Stanno distorcendo il nostro mercato. E poiché non lo accettiamo dall’interno, non lo accettiamo dall’esterno. Europa è aperta alla concorrenza. Non per una corsa al ribasso”

Bruxelles avvierà un’indagine antisovvenzioni sui veicoli elettrici cinesi che stanno “distorcendo” il mercato dell’Ue, un’indagine che potrebbe costituire uno dei casi commerciali più grandi avviati data la portata del mercato. Ad annunciarlo è stata la presidente della Commissione europea Ursual von der Leyen nell’ultimo discorso sullo Stato dell’Unione del suo mandato, discorso nel corso del quale non ha lesinato critiche a quanto sta avvenendo visto che il settore auto è “cruciale per l’economia pulita, con un enorme potenziale per l’Europa”.

“DISTORCONO IL MERCATO”

Il punto chiave, ha ribadito, è che “i mercati globali sono ora inondati di auto elettriche cinesi più economiche. E il loro prezzo è mantenuto artificialmente basso da ingenti sussidi statali. Questo sta distorcendo il nostro mercato. E poiché non lo accettiamo dall’interno, non lo accettiamo dall’esterno. Oggi posso quindi annunciare che la Commissione sta avviando un’indagine antisovvenzioni sui veicoli elettrici provenienti dalla Cina. L’Europa è aperta alla concorrenza. Non per una corsa al ribasso”, ha detto la von der Leyen.

INDAGINE PIANIFICATA DA MESI

L’indagine è stata pianificata da mesi e le preoccupazioni dell’Ue riguardo alle pratiche commerciali cinesi dei veicoli elettrici sono state comunicate da von der Leyen al premier cinese Li Qiang in un incontro bilaterale a margine del vertice del G20 a Nuova Delhi lo scorso fine settimana, secondo una fonte. informato sulla discussione citata dal Financial Times.

AZIONI IN VENDITA

Le azioni dei produttori cinesi di veicoli elettrici sono state vendute alla prospettiva di un maggiore controllo normativo da parte di Bruxelles, con la BYD sostenuta da Warren Buffett che è scesa di circa il 2% e la rivale Xpeng che è scesa di quasi il 3%. Anche altri produttori di auto elettriche, tra cui Great Wall Motor e Li Auto, hanno registrato perdite in seguito all’annuncio, riporta sempre il FT.

LA RICHIESTA ARRIVA DAGLI STATI MEMBRI

Gli Stati membri hanno chiesto un’azione contro le case automobilistiche cinesi in Europa, preoccupati che le principali case automobilistiche nazionali rischino di perdere la loro leadership mentre la transizione verde rimodella il mercato.

DA EVITARE QUANTO ACCADUTO CON I PANNELLI SOLARI

L’indagine potrebbe costituire uno dei più grandi casi commerciali avviati mentre l’UE cerca di impedire che si ripeta ciò che è accaduto alla sua industria solare all’inizio degli anni 2010, quando i produttori fotovoltaici indeboliti dalle importazioni cinesi a basso costo sono andati in insolvenza.

Se ritenuti in violazione delle regole commerciali, i produttori potrebbero essere colpiti da tariffe punitive. Nel caso dell’industria solare, Bruxelles ha lanciato nel 2012 un regime tariffario contro le importazioni di celle fotovoltaiche cinesi, ma in seguito ha abolito i controlli per potenziare le installazioni di energia rinnovabile.

“Si tratta di una mossa importante da parte della Commissione, che segnala la volontà di utilizzare gli strumenti commerciali in modo più proattivo per proteggere l’industria europea ed evitare che si ripeta l’esperienza dei guasti dei pannelli solari avvenuta in passato nell’importante settore automobilistico”, ha affermato Simone Tagliapietra, ricercatore senior. presso il think tank Bruegel con sede a Bruxelles sempre secondo quanto si legge su Ft.

LA CINA NON NASCONDE L’AMBIZIONE

Le case automobilistiche cinesi non hanno nascosto le loro ambizioni di dominare l’industria europea delle auto elettriche, il più grande mercato di veicoli elettrici al di fuori della Cina. Tanto è vero che il capo europeo di BYD, Michael Shu, aveva dichiarato al Financial Times che il marchio ha l’ambizione di essere tra le prime tre case automobilistiche entro la fine del decennio.

MARCHI EUROPEI PREOCCUPATI

Molte delle più grandi case automobilistiche europee hanno lanciato da tempo l’allarme sulle importazioni cinesi, affermando che i minori costi di energia e manodopera danno loro un vantaggio rispetto ai modelli europei.

Il proprietario della Peugeot Stellantis, la seconda casa automobilistica europea, ad esempio, aveva dichiarato che stava valutando la possibilità di costruire veicoli elettrici più economici fuori dall’Europa e di importarli, per competere con i modelli cinesi.

QUOTA CINESE NEL MERCATO UE AL 2,8% QUEST’ANNO MA 8% NELL’ELETTRICO

Secondo Schmidt Automotive Research, la quota dei marchi automobilistici cinesi nel mercato dell’UE è aumentata da meno dell’1% nel 2021 al 2,8% quest’anno. Ma nel mercato dei veicoli elettrici, secondo l’analista di dati automobilistici Inovev, i produttori cinesi rappresentano l’8% dei veicoli venduti.

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