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Perché Petrobras ha deciso di vendere la rete TAG e chi vuole comprarla

RJ - MOVIMENTAÇÃO/PETROBRAS - GERAL - Movimentação em frente ao prédio da Petrobras localizado na Avenida Republica do Chile, n° 65, no centro do Rio de Janeiro, na manhã desta terça-feira (01). 01/04/2014 - Foto: ALE SILVA/FUTURA PRESS/FUTURA PRESS/ESTADÃO CONTEÚDO

Si tratta della società che gestisce una parte della rete di gasdotti del paese.

Sono tre le offerte ricevute dalla compagnia brasiliana statale Petrobras per l’acquisto di TAG, la società che gestisce una parte della rete di gasdotti del paese per il 90% nelle sue mani. Le offerte, secondo fonti di Reuters, sarebbero state presentati dall’australiana Macquarie Group, dal fondo sovrano Mubadala Development Co degli Emirati Arabi Uniti e dalla società elettrica francese Engie SA.

TUTTE LE OFFERTE SUPERIORI AI 5,2 MILIARDI DI DOLLARI

BonattiLe fonti hanno aggiunto che tutte le offerte presentate sono di entità superiore ai 5,2 miliardi di dollari pagati dalla canadese Brookfield Asset Management Inc per un’altra compagnia di gasdotti venduta da Petrobras, la Nova Transportadora do Sudeste (NTS). Alcune delle proposte, secondo le fonti, potrebbero superare addirittura i 7 miliardi di dollari,.

LA VENDITA DI TAG FA PARTE DEL PROGRAMMA DI DISMISSIONI PER RIENTRARE DEL PESANTE DEBITO

La vendita di TAG fa parte di un programma di dismissioni che hanno come obiettivo la raccolta di almeno 21 miliardi di dollari nel periodo 2017-2018: Petrobras sta cercando, infatti, di ridurre il suo debito di 95 miliardi di dollari, il più grande nel settore petrolifero a livello globale.

I TRE CONCORRENTI IN GARA

Macquarie, il più grande gestore mondiale di fondi di investimento infrastrutturali, collabora per l’acquisizione con il Canada Pension Plan Investment Board, noto come CPPIB, il fondo sovrano di Singapore GIC Pte LTd e due società di investimento brasiliane. Mubadala ha aderito co EIG Global Energy Partners LLC. Non è chiaro, invece, se Engie abbia un partner. Almeno due consorzi finanzieranno le loro offerte con prestiti di banche internazionali.