Fact checking e fake news

Petrolio, diga Mosul, impegno militare: l’Italia in Iraq 

Iraq

In Iraq, teatro del recente attentato contro l’esercito italiano, operano numerose aziende della penisola: da Eni a Saipem, passando per Bonatti, Renco, Trevi e molte altre

Cinque i feriti, di cui tre in gravi condizioni. Questo il bilancio dell’attentato esplosivo contro i militari italiani in Iraq avvenuto domenica al passaggio di un team misto di Forze speciali italiane in Iraq. A detonare al passaggio del convoglio sarebbe stato uno Ied, un ordigno esplosivo rudimentale.

IL CONTINGENTE ITALIANO

Il contingente italiano ancora presente in Iraq è composto da circa 860 militari: “La maggior parte dei soldati sono concentrati a protezione della diga di Mosul, sul fiume Tigri. Obiettivo dell’operazione è fornire supporto operativo alle forze di sicurezza irachene, formare i soldati delle forze armate e gli agenti di polizia impegnati nella guerra contro l’Isis, contribuire alla messa in sicurezza dei confini nazionali. Altri presidi minori di militari italiani si trovano a Baghdad (circa 100 effettivi) e a Erbil, nel Kurdistan iracheno (200 addestratori)”, scrive il corriere.it.

GLI INTERESSI ITALIANI IN IRAQ: LA DIGA DI MOSUL

Ma quali sono gli interessi italiani in Iraq? La Diga di Mosul in primis dove per anni ha lavorato la Trevi per la messa in sicurezza dell’impianto, protetta dai militari italiani fino al passaggio di consegne nella gestione della sicurezza, con l’esercito statunitense a marzo.

GLI INTERESSI ITALIANI IN IRAQ: ENI

E poi naturalmente petrolio: nel paese è presenta innanzitutto Eni dal 2009 con attività di sviluppo di idrocarburi su una superficie di 1.074 chilometri quadrati (446 chilometri quadrati in quota Eni). Le attività di produzione e sviluppo sono regolate da un technical service contract. La produzione è fornita principalmente dal giacimento Zubair (di cui Eni ha una quota del 41,6%) che nel 2018 ha prodotto 34 mila barili/giorno (in quota all’azienda italiana). Le attività di sviluppo riguardano, invece, l’esecuzione di un’ulteriore fase di sviluppo dell’ERP (Enhanced Redevelopment Plan) per il progetto di Zubair, che consentirà di raggiungere il livello produttivo di plateau pari a 700 mila barili/giorno. Il programma prevede inoltre l’utilizzo del gas associato per la generazione elettrica. La capacità produttiva e le principali facility per raggiungere il target produttivo sono state già installate; le riserve presenti nel giacimento saranno messe progressivamente in produzione attraverso la perforazione di pozzi produttivi addizionali nei prossimi anni.

GLI INTERESSI ITALIANI IN IRAQ: BONATTI E RENCO

Altre due importanti aziende italiane sono concentrate in Iraq: si tratta di Bonatti e Renco che operano in joint venture da fine 2017 – e per 36 mesi – come manutentori delle otto turbogas che alimentano gli impianti di Zubair a ovest di Bassora, lo stesso dove opera il Cane a sei zampe e considerato uno dei più grandi la mondo. La commessa ha un valore di 30 milioni di euro e chiude il cerchio per Bonatti che sempre nel paese mediorientale ha svolto in passato operazioni di operation & maintenance per i russi di Lukoil ma anche per Renco presente in Iraq dal 1983.

LE ALTRE AZIENDE PRESENTI

A tracciare un quadro completa ci pensa Infomercatiesteri.it che menziona tra le imprese presenti in Iraq anche Ge -Bh Nuovo Pignone (macchinari e apparecchiature e prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio), Maeg Costruzioni, Mdt – Mc Drill Technology (Macchinari e apparecchiature), Melete (Coke e prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio), Panigada Engineering (Costruzioni), Paresa Spa (Coke e prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio e costruzioni), Peg – Progetti Europa e Global spa (Coke e prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio), Pitaly (macchinari e apparecchiature e costruzioni), Saipem, Sicim spa (Costruzioni), Sse (Sirio sistemi elettronici, si occupa di prodotti elettronici, elettromedicali e ottici), Studi tecnologie progetti spa (Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata anche da fonti rinnovabili e Costruzioni), Studio Galli Engineering (Attività professionali, scientifiche e tecniche).