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Petrolio, riserve sempre più difficili da recuperare in Russia

Russia

Quasi tutta la produzione di petrolio della Russia consisterà nelle cosiddette riserve di greggio difficili da recuperare a meno che il paese non acceleri e incentivi l’esplorazione, ha detto il vice ministro dell’Energia russo Pavel Sorokin

“Quasi il 100% della nostra produzione di petrolio sarà difficile da recuperare nel corso dei prossimi dieci anni”, ha detto Sorokin secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa russa TASS. A riportare la notizia è l’agenzia russa Oilprice: le riserve di petrolio difficili da recuperare avranno costi di recupero molto più elevati rispetto a quelle convenzionali, secondo il vice ministro dell’energia.

LA RICERCA DI NUOVE RISERVE

Si tratta di un problema per la Russia, uno dei maggiori produttori di petrolio del mondo. A soffrirne sarebbe la qualità delle sue riserve, nonché i costi di estrazione di petrolio. La Russia deve infatti incentivare l’esplorazione. Il fine è sostituire le riserve difficili da recuperare con nuove, potenzialmente a basso costo, si legge ancora sul portale russo Oilprice. Nel maggio di quest’anno, il ministro delle risorse naturali russo Alexander Kozlov ha dichiarato che le riserve di petrolio dureranno fino al 2080 con questo ritmo di produzione annua. Le effettive riserve di petrolio e gas della Russia potrebbero persino aumentare se si intensificasse l’esplorazione in aree difficili da trivellare, ha aggiunto il ministro.

IL TREND RECENTE

Le scoperte di petrolio e gas della Russia sono scese al minimo in cinque anni nella prima metà del 2021, ha evidenziato ancora Oilprice. La crisi dello scorso anno ha comportato forti tagli alle spese in conto capitale per l’esplorazione, secondo i dati e l’analisi di inizio mese di GlobalData. Nella prima metà di quest’anno, le compagnie russe hanno trovato petrolio e gas in sei giacimenti molto piccoli. Solo 36 milioni di barili sono stati aggiunti alle riserve. Ciò significa esser scesi a quattro giorni di produzione giornaliera, secondo le stime di GlobalData.

GLI EFFETTI DELLA PANDEMIA

Da un lato la produzione e i ricavi petroliferi russi hanno beneficiato quest’anno dei prezzi del petrolio molto più elevati. Ciò a causa dei tagli dell’OPEC + e del rimbalzo della domanda globale. Dall’altro, l’esplorazione ha continuato a soffrire della crisi inflitta dal COVID nel 2020. Come riportato da Oilprice.com, le aziende hanno dovuto tagliare gli investimenti per le trivellazioni esplorative. A confermarlo è l’analista Anna Belova, di GlobalData.

“Per mantenere il suo posto come una delle principali nazioni produttrici di petrolio e gas, la Russia deve garantire un ritmo costante di scoperte per sostituire le riserve prodotte. Gli effetti del COVID-19 e la riduzione degli investimenti rischiano di incidere a lungo termine sul settore petrolifero e del gas russo”, ha concluso Belova.

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