Il Piano casa torna a occupare l’agenda del ministero di Matteo Salvini. Ma il dossier gli viene sfilato da Meloni e dal ministro per gli Affari europei Tommaso Foti
Il Piano casa torna al centro dell’agenda di Salvini. Secondo quanto riporta Il Foglio, l’obiettivo del governo è quello di agganciarsi al Piano casa europeo annunciato dalla presidente da Ursula von der Leyen, che prevede di realizzare 650 mila abitazioni all’anno per oltre 150 miliardi di euro
PRIME PROGETTAZIONI ENTRO IL 2026
Il Piano casa ha risorse già allocate e una finestra temporale che punta al 2026 per le prime progettazioni. A scandire tempi e priorità è Matteo Salvini, che al Senato rivendica un lavoro quotidiano condiviso con la premier. «Vorrei che nel 2026 ci fossero anche le prime progettazioni concrete» ha detto ieri il vicepremier a margine di un convegno. Salvini punta a convocare il tavolo al Mit prima dell’inizio delle Olimpiadi invernali, fissate al 6 febbraio. Come riporta Il Sole 24 Ore, una quota delle risorse sarà destinata al recupero di migliaia di alloggi popolari oggi non assegnabili perché inutilizzabili. Accanto a questo, il fondo affitti e una voce di bilancio per il sostegno abitativo dei genitori separati. La dotazione iniziale è di 20 milioni di euro che nelle stime del Mit potrebbe consentire a circa 5mila persone di accedere a un alloggio.
DOSSIER PASSATO A PALAZZO CHIGI
Al ministero dei Trasporti, del Piano casa di Salvini, non saprebbero praticamente nulla. Secondo quanto scrive Il Foglio, il dossier, a cui il vicepremier dice di star lavorando dall’inizio del mandato, non è mai decollato. Ora è finito nelle mani di Palazzo Chigi, con il coinvolgimento della premier Meloni e del ministro per gli Affari europei Tommaso Foti. Anche Forza Italia, spinge per una “cabina di regia”.
I NUMERI NELLA LEGGE DI BILANCIO
In realtà nella legge di Bilancio gli stanziamenti per il Piano casa non sono stati in linea con le aspettative del vicepremier: dei circa 800 milioni di euro proposti hanno resistito 560 milioni di euro fino al 2030. Qualcosa di molto distante dai 5 miliardi di cui aveva parlato Confindustria. E dei 25 miliardi di euro che, come ha calcolato l’economista Carlo Cottarelli parlandone col Foglio, servirebbero per sbloccare 10 mila alloggi a prezzo calmierato per ogni anno da qui ai prossimi dieci. Ieri a margine di un evento sul Turismo al Senato, Salvini ha parlato solo di un fondo da 20 milioni di euro per aiutare, a livello abitativo, i genitori separati. Obiettivo molto lontano da quello iniziale.
PERCHÈ È PASSATO A PALAZZO CHIGI
Come risulta al Foglio, il dossier è stato accentrato a Palazzo Chigi, con un coinvolgimento ampio anche del ministro per gli Affari europei Tommaso Foti perché l’obiettivo del governo è quello di agganciarsi al Piano casa europeo annunciato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a metà dicembre, che prevede di realizzare 650 mila abitazioni all’anno e per cui la spesa dovrebbe essere di oltre 150 miliardi di euro. Foti spera di ottenere una fetta di finanziamenti che possa servire a lanciare il Piano già entro questa legislatura. Ma i lavori sono in alto mare e senza lo sblocco dei fondi europei i miliardi a disposizione del governo sarebbero solo tre, attinti dal Fondo per il clima.
UNA CABINA DI REGIA
Sul tavolo ci sarebbe la possibilità di far gestire la nascita e gli avanzamenti del Piano casa a un’apposita “cabina di regia”, istituita presso Palazzo Chigi, sul modello di quanto già fatto per il Pnrr, secondo quanto chiede Forza Italia. Una proposta in tal senso sarà avanzata dalla responsabile Lavori pubblici di FI, la deputata Erica Mazzetti.

