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Pistelli Eni

Pistelli (Eni): proseguiamo le nostre attività in Norvegia, in Groenlandia le risorse non sono convenienti

Il direttore Public Affairs di Eni è stato audito dal Comitato permanente sulla politica estera per l’Artico, istituito presso la Commissione Esteri della Camera, in merito all’indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell’Artico

“L’Artico sta diventando un’area con un grande potenziale economico ma anche con un grande potenziale di competizione. Le politiche che in passato hanno guardato all’Artico con un orientamento di limitazione e sospensione delle attività, oggi si stanno riconfigurando come opportunità economiche e rotte logistiche”. Lapo Pistelli, direttore Public Affairs di Eni, nella mattinata odierna è stato audito dal Comitato permanente sulla politica estera per l’Artico, istituito presso la Commissione Esteri della Camera, in merito all’indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell’Artico.

Pistelli ha spiegato che Eni “è intenzionata a proseguire il percorso in Norvegia, il miglior asset nella regione. Credo che al momento non ci siano altre aree di interesse nella regione artica, considerando i rilasci che abbiamo avuto e il fatto che, negli ultimi anni, l’area nella regione principalmente impattata dalla Russia resta fuori dal radar delle possibilità”.

LE ATTIVITÀ DI ENI NELL’ARTICO

“Eni – ha spiegato il dirigente – aveva due attività in Alaska, che abbiamo però venduto nel 2024, ottimizzando il nostro portafoglio, considerando gli asset non strategici e semplificando il portafoglio americano. Nel 2022 siamo usciti dalla Groenlandia, dove avevamo delle licenze esplorative non esercitate, mentre abbiamo una posizione molto forte in Norvegia, tramite VAR Energi, di cui Eni ha il 63%. VAR Energi è il terzo player nel Paese, ed è anche uno dei principali fornitori di gas dell’Unione europea”.

IL RUOLO DELLA NORVEGIA

“All’interno della zona artica – ha proseguito Pistelli – abbiamo circa il 20% delle nostre produzioni in Norvegia, e la percentuale è in aumento. La combinazione tra le nostre policy HSE (health, safety and environment) e le policy della Norvegia, che sono di grande tutela, fanno sì che produciamo idrocarburi avendo già azzerato le emissioni Scope 2 e Scope 1, perché le attività sono rette da energie rinnovabili. Abbiamo infatti delle piattaforme per produrre idrocarburi che sono alimentate da fonti rinnovabili.

UN PAESE RICCO DI RISORSE

Questi campi norvegesi per noi, in Var, sono nel gruppo di testa delle migliori performance al mondo nel settore. Sono attività estremamente pulite nel loro svolgimento. Le policy sono molto severe, ma noi siamo estremamente soddisfatti dei risultati in termini di sostenibilità”.

In Norvegia “le risorse ci sono, e lo dimostra il numero di licenze e il numero di compagnie che operano. La Norvegia è diventato uno dei principali fornitori della sicurezza strategica energetica europea e italiana. Lo facciamo perché abbiamo una posizione robusta nel Paese. Il mondo è pieno di risorse, ma vanno prese dove sono più convenienti e sostenibili. In Groenlandia non sono convenienti, è uno scenario molto suggestivo, ma a quelle latitudini le condizioni sono proibitive”, ha concluso il dirigente Eni.

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