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Pnrr agli sgoccioli, l’energia spaventa le imprese. In arrivo 825 miliardi dalle utility

Il mondo delle imprese guarda alla fine del Pnrr e chiede tempi più rapidi per le decisioni. Al centro del confronto di Cernobbio il costo dell’energia e la competitività del sistema produttivo: tra le proposte, 72 miliardi in dieci anni e fino a 825 miliardi di investimenti privati nelle utilities entro il 2050

Il mondo delle imprese chiede maggiore velocità nelle decisioni e interventi strutturali sull’energia mentre il Pnrr si avvia alla conclusione. È quanto emerge dal confronto di Cernobbio, dove, riporta La Stampa, Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, ha indicato in un incontro a porte chiuse il timore dei fornitori per la fine del Recovery Plan. Secondo quanto riportato dal quotidiano, alle porte c’è un autunno difficile, il Pnrr è agli sgoccioli e l’energia spaventa, ma il feeling tra il governo e il mondo delle imprese sembra parecchio solido.

La richiesta di accelerare i processi riguarda in particolare gli investimenti energetici. Valerio De Molli, numero uno di The European House – Ambrosetti, sottolinea la necessità «di stabilità e certezza sulle regole del gioco, a prescindere dal colore politico», ma aggiunge che le imprese «hanno bisogno di maggiore velocità nei processi decisionali e di un indirizzo più chiaro e specifico nei settori del futuro». Tra gli esempi citati: «Le sembra normale che per fare un campo eolico debbano passare sei anni?».

IL PNRR AGLI SGOCCIOLI E IL NODO ENERGIA

Sul fronte delle risorse, Emanuela Trentin, Ceo di Veolia Italia, indica una priorità precisa: «dobbiamo fare in modo che i 14,4 miliardi di maggiore flessibilità siano indirizzati verso interventi capaci di ridurre strutturalmente i consumi e migliorare l’efficienza energetica». Le risorse, secondo quanto riportato nell’articolo, «vanno sfruttate entro la fine del 2028, e il ritmo sarà fondamentale». La stessa impostazione lega direttamente energia e competitività industriale: «L’energia non è soltanto una voce di costo, ma una componente decisiva della competitività del nostro sistema produttivo» spiega il vicepresidente di Unimpresa Giuseppe Spadafora.

Il quadro degli investimenti indicato dal pezzo evidenzia inoltre un divario rispetto agli altri grandi Paesi europei: l’Italia, scrive La Stampa, negli ultimi 25 anni ha messo in campo 299 miliardi, più o meno la metà della Francia e un quarto della Germania. Secondo le stime di impatto elaborate dal Teha Club, con un piano decennale mirato da 72 miliardi, concentrato su cinque ambiti industriali strategici, si potrebbero attivare 109 miliardi di investimenti aggiuntivi e sostenere una crescita strutturale del Pil fino al +1% annuo.

IL COSTO DELL’ENERGIA E GLI INVESTIMENTI DELLE UTILITY

Il costo dell’energia resta uno dei principali nodi per le imprese energivore. Emma Marcegaglia, presidente della holding dell’acciaio, osserva: «La priorità per le imprese resta sempre una: competitività, che significa tenere insieme dimensioni diverse». E sul costo dell’energia aggiunge: «Un costo dell’energia che sia almeno pari a quello dei nostri competitor europei mentre adesso è insostenibile e strumenti che diano la possibilità seria e concreta di investire in innovazione. E va colta pienamente l’opportunità dell’intelligenza artificiale».

Sul versante degli investimenti delle utilities, Renato Mazzoncini spiega che «le aziende del comparto potrebbero attivare investimenti privati per 315 miliardi di euro entro il 2035 e 825 miliardi entro il 2050». Si tratterebbe di una dote da 33 miliardi l’anno in infrastrutture strategiche per il Paese. Il tema era già stato approfondito dallo studio A2A-TEHA, che indicava 825 miliardi di euro di investimenti privati entro il 2050 e un target intermedio di 315 miliardi al 2035. Energia Oltre

BOLLETTE, FAMIGLIE E PREZZI

Un ulteriore fronte riguarda i prezzi dell’energia e le bollette. Cristina Scocchia, amministratore delegato di IllyCaffè, ritiene che «sarebbe importante che nella manovra ci fosse un sostegno consistente sulle bollette per le famiglie», mentre Salvatore Pinto, presidente designato di Elettricità Futura, associazione del settore elettrico di Confindustria, sostiene che «la maggior parte delle famiglie è protetta dai rincari in bolletta grazie ai contratti a prezzo fisso. La vera emergenza, oggi, è il prezzo dei carburanti».

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