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Pnrr, Cingolani: Rinnovabili e idrogeno ma anche gas nel futuro

Cingolani

Lo ha detto in un’intervista al quotidiano “La Repubblica” il ministro Roberto Cingolani che ha raccontato quali saranno le sfide della transizione ecologica che il suo ministero dovrà affrontare.

Stop al carbone il prima possibile, incremento delle rinnovabili fino a coprire oltre il 70% del fabbisogno di elettricità entro i prossimi 10 anni, via libera al gas naturale come ‘ponte’ della transizione, no ai termovalorizzatori per il trattamento dei rifiuti, no alla cattura e allo stoccaggio della CO2 e si all’idrogeno. Lo ha detto in un’intervista al quotidiano “La Repubblica” il ministro Roberto Cingolani che ha raccontato quali saranno le sfide della transizione ecologica che il suo ministero dovrà affrontare.

IL PNRR NON È UNA TOPPA

“Il nome Recovery Plan dà l’idea che stiamo mettendo una toppa a qualcosa che è andato storto. Preferisco Next Generation EU e vorrei che agli italiani arrivasse un altro tipo di messaggio: questo è un progetto più ambizioso della semplice ripresa post pandemia, vuole impostare il futuro del Paese per le generazioni a venire”, ha sottolineato il ministro.

“E’ un progetto più ambizioso della semplice ripresa post pandemia, vuole impostare il futuro del Paese per le generazioni a venire”, ha chiarito Cingolani ricordando che tuttavia “non sarà un passaggio istantaneo, ci vorranno anni sarà una transizione”.

LE RISORSE

“Circa 5 miliardi saranno dedicati ad agricoltura ed economia circolare, 15 alla tutela dei territori e delle risorse idriche, 15 all’efficienza energetica degli edifici e quasi 24 alla transizione energetica e alla mobilità sostenibile. Gli ultimi due capitoli sono il fulcro del cambiamento che vogliamo innescare con queste misure”, ha proseguito il ministro.

GLI OBIETTIVI

È prevista l’installazione di “65-70 gigawatt di energie rinnovabili entro i prossimi dieci anni (oggi sono circa 54 gigawatt, ndr). Nel 2030 il 70-72% dell’elettricità dovrà essere cioè prodotta prevalentemente da centrali eoliche o fotovoltaiche”. “Ci saranno incentivi per le rinnovabili più sperimentali, come l’eolico offshore o il fotovoltaico per l’agricoltura – aggiunge Cingolani -. Poi ci sarà il grande capitolo della semplificazione per sbloccare le gare già avviate per nuovi impianti di fonti rinnovabili, ma a cui nessuno partecipa”.

Spazio anche al gas per quel 28% rimanente di elettricità che “nella combustione emette molta meno CO2 rispetto al carbone, che è il nostro nemico numero uno. II gas, inoltre, darà stabilità alla rete elettrica: un sistema basato su eolico e solare è per definizione discontinuo. Se non ci sono sole e vento, non c’è energia. In quei casi potrà essere usato il gas”.

IDROGENO

Inoltre, ha affermato Cingolani, “non possiamo perdere il treno dell’idrogeno, e infatti destineremo 3,4 miliardi del Pnrr alla ricerca in questo settore. Ma oggi non siamo pronti: se degli extraterrestri sbarcassero sulla Terra con tutto l’idrogeno dell’Universo, non sapremmo cosa farcene, come stoccarlo, come trasportarlo, come utilizzarlo. E comunque per produrre idrogeno, cioè per estrarlo dall’acqua, ci vuole energia: sarebbe paradossale usare i combustibili fossili. Anche per questo è cruciale accelerare sulle rinnovabili”.

RIFIUTI

Quanto ai rifiuti, nel Piano non si fa accenno ai termovalorizzatori perché, spiega il ministro, “la Commissione europea non li vuole e nel Pnrr sono stati scoraggiati. Tuttavia se le iniziative di economia circolare non dovessero funzionare, in alcuni casi specifici una riflessione si potrà fare”.

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