Il ministero federale dell’Economia e i colossi industriali sostengono l’iniziativa Sila Atlantik. Obiettivo: 15 gigawatt di potenza eolica e solare per alimentare le infrastrutture tedesche.
Il vento dell’Atlantico e il sole del deserto potrebbero presto alimentare le infrastrutture energetiche tedesche: il progetto Sila Atlantik, che punta a trasportare elettricità rinnovabile dal Marocco alla Germania attraverso un collegamento sottomarino record, raccoglie consensi istituzionali e industriali mentre emergono le prime sfide operative. È quanto riporta l’Handelsblatt, che torna a focalizzare l’attenzione su questo ambizioso progetto con una lunga analisi che fa il punto della situazione e introduce alcune novità provenienti soprattutto dal fronte istituzionale tedesco. Il ministero federale dell’Economia – scrive il quotidiano economico – sostiene l’iniziativa nel dialogo con Rabat e la Deutsche Bahn ha segnalato interesse a utilizzare l’energia importata, mentre i promotori prevedono la costruzione in Nordafrica di impianti eolici e solari per 15 gigawatt e l’esportazione annua fino a 26 terawattora, equivalenti a circa il cinque per cento della domanda elettrica tedesca.
IL SOSTEGNO ISTITUZIONALE E INDUSTRIALE
Il progetto, sviluppato da manager con esperienza nel comparto energetico europeo, sta guadagnando visibilità tra attori pubblici e privati. Secondo i promotori, citati da Handelsblatt, il confronto con le autorità marocchine procede in modo costruttivo e il governo tedesco ha espresso apprezzamento formale, sottolineando il potenziale dell’iniziativa e richiamando la cooperazione energetica bilaterale avviata oltre un decennio fa. Anche grandi operatori del settore, tra cui utility e fornitori di energia rinnovabile, hanno manifestato supporto.
La compagnia ferroviaria nazionale figura tra i potenziali utilizzatori dell’energia importata. Attraverso la propria controllata energetica ha definito la prospettiva di approvvigionarsi da parchi eolici e solari marocchini “un’opzione rilevante”. L’azienda, principale consumatore elettrico del Paese, già oggi copre con fonti rinnovabili circa il 70% del proprio fabbisogno – una quota superiore alla media nazionale, attestata nel 2025 intorno al 56% – e mira a raggiungere l’impiego esclusivo di energia verde entro il 2038. L’eventuale realizzazione del collegamento contribuirebbe a questa traiettoria.
INFRASTRUTTURE, TECNOLOGIA E CRITICITÀ
Il quotidiano di Düsseldorf illustra i contorni del progetto che potrebbe legare l’Africa nord-occidentale al centro dell’Europa. “Il cuore dell’iniziativa consiste nella posa di due linee in corrente continua ad alta tensione lunghe circa 4.800 chilometri, con capacità complessiva di trasmissione simultanea fino a 3,6 gigawatt e punti di immissione previsti nella rete tedesca settentrionale e occidentale. Questa tecnologia, già adottata per le grandi dorsali interne destinate a trasferire energia eolica tra regioni, consente di contenere le dispersioni su distanze molto elevate rispetto ai sistemi in corrente alternata”.
Il progetto “è stato inserito nel piano decennale di sviluppo delle infrastrutture di rete europee coordinato da Entso-E, a indicare il riconoscimento della sua rilevanza strategica”. Tuttavia la realizzazione incontra un ostacolo concreto: la disponibilità industriale di cavi di tale lunghezza non è attualmente sufficiente a livello globale. Per superare il limite, i promotori stanno valutando “la creazione di capacità produttive dedicate”, ipotizzando l’avvio di uno stabilimento in Germania. Una soluzione che, nelle loro stime, potrebbe sostenere anche l’espansione delle grandi linee di trasmissione interne.
Sul fronte dell’integrazione di rete, Handelsblatt riporta che il gestore Amprion ha giudicato “in linea di principio fattibile” il collegamento a una propria sottostazione nella Renania Settentrionale-Vestfalia, aprendo la strada a ulteriori verifiche con le autorità federali e regolatorie: “Un simile punto di immissione contribuirebbe a riequilibrare i flussi energetici nazionali, dove la produzione eolica eccedente del nord convive con un fabbisogno più elevato nelle regioni meridionali e occidentali”.
POTENZIALE ENERGETICO E IMPATTO SUL SISTEMA
La base economica dell’iniziativa risiede nelle condizioni naturali favorevoli del Marocco per la generazione rinnovabile. Il percorso resta legato a variabili tecniche e industriali – conclude il lungo servizio di Handelsblatt – ma Sila Atlantik “si propone come infrastruttura di connessione tra risorse naturali abbondanti e mercati energetici ad alta domanda con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e ampliare la disponibilità di elettricità a basse emissioni”.

