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Il prezzo nascosto del ritardo sulle rinnovabili è sempre più salato. Le 5 mosse per cambiare marcia

L’Italia rischia di pagare carissimo la mancata transizione energetica. Per l’economista Leonardo Bechetti servono cinque mosse urgenti per accelerare su rinnovabili, reti e accumuli

La mancata transizione ha un costo enorme, che paghiamo nei rincari delle bollette, nei miliardi spesi dallo Stato per le emergenze e nella perdita di competitività del nostro sistema produttivo. Secondo Leonardo Bechetti, economista e professore di Economia politica presso l’Università di Roma Tor Vergata, accelerare sulla transizione è la più concreta, urgente e strategica manovra di politica industriale, energetica e di sicurezza nazionale che l’Italia possa introdurre, secondo l’economista. L’unica alternativa è venire travolti dalla transizione, non fingere che sia possibile mantenere l’attuale modello energetico, sottolinea Bechetti, proponendo 5 misure per accelerare sulle rinnovabili.

I TRE MOTIVI PER ACCELERARE SULLE RINNOVABILI

Quando le conseguenze di un rischio sono sistemiche e irreversibili, l’incertezza residua è il motivo fondamentale per agire subito. È la logica che, scrive Bechetti nell’analisi pubblicata sul suo sito, deve guidare la politica economica e pubblica: valutare non solo il costo immediato dell’investimento nelle rinnovabili, ma soprattutto l’enorme conto di danni climatici, sanitari ed industriali che quello stesso investimento permette di evitare.

Le ragioni economiche per accelerare sulla decarbonizzazione sono tre, secondo l’economista: sicurezza e sovranità nazionale, sterilizzazione della fossilflation e annullamento della heatflation. L’energia pulita è anche sovranità, secondo l’economista. Sviluppare le rinnovabili permetterebbe di sostituire le importazioni di gas e petrolio con posti di lavoro, investimenti e bollette più basse, secondo Bechetti. Cambiare marcia su energia green ed efficienza energetica rappresenterebbe una polizza assicurativa contro la fossilflation, l’ondata inflattiva provocata dallo shock dei prezzi energetici, che abbiamo sperimentato in diverse occasioni nella storia recente. Infine, la transizione combatte la heatflation, l’aumento dell’inflazione legata ai danni provocati ai raccolti da siccità e caldo estremo. Un trend che rischia di rendere più cari proprio i finanziamenti necessari per installare pale eoliche e pannelli, se la Bce decide di innalzare i tassi d’interesse.

GLI OSTACOLI ALLE RINNOVABILI ITALIANE

Se le rinnovabili hanno costi marginali azzerati, perché l’Italia stenta a mettere a terra questa rivoluzione? I freni sono tre, secondo l’economista: il groviglio autorizzativo, la vista corta su accumuli e reti, la sindrome Nimby. Secondo Bechetti, competenze sovrapposte, carenze di personale tecnico nei ministeri e contenziosi infiniti sono uno dei primi ostacoli allo sviluppo delle energie green. A cui si aggiungono i mancati investimenti su reti e accumuli, secondo l’economista. Infine, spesso i cittadini percepiscono i benefici come astratti, quindi si oppongono ai nuovi impianti vicino casa.

LE 5 MOSSE PER SBLOCCARE LE RINNOVABILI

Bechetti propone un programma di cinque misure per accelerare la transizione. La prima è il rafforzamento delle strutture tecniche incaricate delle valutazioni. La seconda è la pianificazione sistemica di capacità di generazione, reti di trasmissione e sistemi di accumulo. Un altro pilastro della strategia per spingere sulle rinnovabili pensata dall’economista è l’estensione dei contratti a lungo termine (PPA e Contratti per Differenza) per tutelare imprese e consumatori dai picchi speculativi. L’economista suggerisce anche di introdurre sconti in bolletta, comunità energetiche, royalty locali e risorse per combattere la povertà energetica per trasformare i cittadini da oppositori a beneficiari diretti. L’ultima misura per accelerare sulle energie green è incentivare un’informazione indipendente basata su dati scientifici rigorosi e verificabili.

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