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Sardegna, ecco il piano per il phase out del carbone e la decarbonizzazione

Sardegna Carbone

Estensione della rete di trasmissione elettrica nazionale mediante la realizzazione del cavo HVDC Sardegna – Sicilia, facente parte del Tyrrhenian Link, nella configurazione da 500+500 MW riferita al solo collegamento bipolare HVDC Sardegna-Sicilia, installazione di compensatori sincroni per 750 MVAr e sviluppo della rete elettrica dell’isola per la connessione le tre finalità da raggiungere

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Dpcm del 29 marzo con l’individuazione delle opere e delle infrastrutture necessarie al phase out dell’utilizzo del carbone in Sardegna e alla decarbonizzazione dei settori industriali dell’Isola. Il decreto, si legge, “individua le opere e le infrastrutture necessarie al phase out dell’utilizzo del carbone in Sardegna e alla decarbonizzazione dei settori industriali dell’isola, nonché funzionali alla transizione energetica verso la decarbonizzazione delle attività produttive, conformemente a quanto previsto dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC 2019)”.

LE PROCEDURE DI VALUTAZIONE AMBIENTALE

“Le procedure di valutazione ambientale dei progetti delle opere e delle infrastrutture di cui al presente decreto, qualora previste in sede statale, sono svolte dalla Commissione tecnica PNRR-PNIEC (…). Gli interventi e le opere individuate (…) costituiscono interventi di pubblica utilità, indifferibili e urgenti” e “le amministrazioni interessate a qualunque titolo nelle relative procedure autorizzative attribuiscono ad esse priorità e urgenza negli adempimenti e nelle valutazioni di propria competenza. Interventi di infrastrutturazione energetica”.

LE TRE FINALITA’ DA RAGGIUNGERE

Per quanto riguarda gli interventi di infrastrutturazione energetica, per raggiungere gli obiettivi, sottolinea il decreto, “concorre la realizzazione di nuova capacità di generazione a fonte rinnovabile e di adeguate risorse di accumulo dell’energia”. Per questo sono individuate tra le finalità da raggiungere le seguenti infrastrutture e opere del sistema elettrico la cui realizzazione è affidata a Terna S.p.a.: “a) estensione della rete di trasmissione elettrica nazionale mediante la realizzazione del cavo HVDC Sardegna – Sicilia, facente parte del Tyrrhenian Link, nella configurazione da 500+500 MW riferita al solo collegamento bipolare HVDC Sardegna-Sicilia; b) installazione di compensatori sincroni per 750 MVAr; c) sviluppo della rete elettrica dell’isola per la connessione”.

POTENZA PROGRAMMABILE A 550 MW

Relativamente al phase out dell’utilizzo del carbone per la generazione elettrica in Sardegna, “le esigenze di nuova potenza programmabile sull’isola, con prevalente funzione di adeguatezza, regolazione e riserva, definita pari a 550 MW, sono individuate nell’ambito e secondo la disciplina del sistema di remunerazione della disponibilità di capacità produttiva di energia elettrica (capacity market) e sono articolate tra zona sud e zona nord della Sardegna”, si legge nel Dpcm.

IL COLLEGAMENTO VIRTUALE CON L’ITALIA

In relazione alle esigenze di sicurezza delle forniture, la rete nazionale del trasporto del gas “é estesa, anche ai fini tariffari, alla Sardegna attraverso un collegamento virtuale, quale sistema operato dal gestore della rete nazionale per il trasporto di gas naturale in Sardegna, e comprende il seguente insieme di attività e infrastrutture – si legge nel decreto -: a) l’adeguamento impiantistico del terminale di rigassificazione di Panigaglia per consentire il caricamento del GNL su bettoline, inclusi gli interventi di ammodernamento del terminale, per garantirne la continuità di esercizio per la durata di funzionamento del collegamento virtuale; b) l’adeguamento della funzionalità del terminale di rigassificazione OLT al largo della costa toscana per consentire un maggior numero di accosti finalizzato al servizio di caricamento del GNL su bettoline per il collegamento virtuale; c) una FSRU nel porto di Portovesme con capacità netta di stoccaggio adeguata a servire il segmento SUD industriale e termoelettrico, nonché il bacino di consumo della Città metropolitana di Cagliari; d) una FSRU nel porto di Porto Torres con capacità netta di stoccaggio adeguata a servire il segmento Nord industriale e termoelettrico, nonché il bacino di consumo della Città metropolitana di Sassari; e) un impianto di rigassificazione nell’area portuale di Oristano con capacità netta di stoccaggio adeguata a servire le utenze limitrofe a tale ubicazione; f) un servizio di trasporto del GNL a mezzo di navi spola dedicate, approvvigionato nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale e realizzato secondo la modalità operativa più adeguata sulla base di criteri di economicità ed efficienza, al fine di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, destinato a rifornire le FRSU a Portovesme e Porto Torres e il terminale a Oristano, a partire, in normali condizioni di esercizio, dai terminali di Panigaglia e OLT; g) le opere strumentali alla realizzazione o adeguamento delle infrastrutture di cui alle lettere precedenti, inclusi gli eventuali dragaggi necessari all’adeguamento dei terminali esistenti, alla installazione delle FRSU e alla realizzazione dell’impianto di rigassificazione di cui alla lettera e). Il dimensionamento proposto per l’insieme delle infrastrutture e dei servizi di cui al presente comma è funzionale alla fornitura dei volumi di gas naturale necessari per gli usi industriali e residenziali (…) nonché per potenziali consumi del settore termoelettrico”.

I COLLEGAMENTI INTERNI

I terminali di Porte Vesme, Porto Torres e Oristano “sono collegati, attraverso tratti di rete di trasporto, ai principali bacini di consumo del settore industriale e, eventualmente, alle aree che saranno interessate dalla realizzazione di centrali termoelettriche alimentate a gas, nonché, ove possibile in funzione della analisi costi/benefici svolta nell’ambito della progettazione di cui al comma 6, alle reti di distribuzione realizzate o con cantiere avviato al momento dell’entrata in vigore del presente decreto, anche ai fini della conversione a gas naturale di reti esistenti a GPL e aria propanata”. Tali tratti di reti interni sono costituiti da collegamenti per collegare gli impianti alle zone industriali e ai bacini di distribuzione del Sulcis e della Città metropolitana di Cagliari, nonché alle eventuali centrali termoelettriche a gas, alle zone industriali e alla Città metropolitana di Sassari, e alle eventuali centrali termoelettriche a gas, alle zone industriali e alle reti di distribuzione dell’area.

AL VIA PROGETTAZIONE INFRASTRUTTURALE E QUADRO REGOLATORIO ARERA

“A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il gestore della rete nazionale per il trasporto di gas naturale avvia la progettazione della configurazione infrastrutturale (…) nell’ambito della quale è tenuto a valutare l’eventuale inclusione nel collegamento virtuale di un impianto di rigassificazione nell’area portuale di Cagliari nel rispetto dei criteri di efficienza, economicità e garanzia dei tempi di realizzazione”, si legge nel decreto.

Inoltre, “in considerazione dell’urgenza di avviare le strategie di decarbonizzazione dell’isola, i gestori della rete di trasmissione elettrica e della rete di trasporto del gas naturale proseguono prioritariamente con le attività propedeutiche alla realizzazione delle infrastrutture” mentre Arera “entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, definisce il quadro regolatorio applicabile alle infrastrutture individuate dal presente decreto, con particolare riferimento ai servizi del collegamento virtuale (…) al fine di consentirne la realizzazione e l’esercizio, nonché adotta misure adeguate a consentire, nei limiti di costi efficienti, per almeno cinque anni a decorrere dal 1° gennaio 2022, tariffe di distribuzione, relativamente alle reti di distribuzione ubicate sul territorio della Sardegna realizzate o con cantiere avviato al momento dell’entrata in vigore del presente decreto, in linea con quelle di ambiti tariffari con costi assimilabili, come individuati dalla regolazione tariffaria”, ha concluso il decreto.

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