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Sardegna, Italgas chiede l’intervento regolatorio di Arera

Sardegna

La richiesta di intervento ad Arera “anche temporaneo, immaginando un percorso ipotetico” rigaurda il trasporto su gomma affinché “traguardi l’obiettivo della definizione ad hoc, data la specificità della fattispecie, le recenti evoluzioni normative e gli Studi fatti sul tema, del servizio di trasporto, bilanciamento e stoccaggio”

Una “richiesta urgente di intervento regolatorio” per quanto riguarda la metanizzazione della Regione Sardegna e più specificatamente, l’attivazione del servizio di trasporto sostitutivo su gomma e di approvvigionamento e bilanciamento della materia prima. È quanto ha chiesto Italgas in una lettera inviata poco dopo la metà di ottobre ad Arera e per conoscenza al Mise, alla Regione Sardegna e all’Antitrust per chiedere di intervenire urgentemente per regolare, anche in maniera transitoria, il servizio.

Secondo quanto emerge dalla lettera visionata da ENERGIA OLTRE, Medea, la società del Gruppo Italgas che opera nel settore della distribuzione gas in Sardegna, “sta procedendo a completare diverse reti di distribuzione nei comuni dell’Isola, dando contestualmente opportuna comunicazione formale a tutte le società di vendita presenti nell’elenco tenuto presso il Ministero dello Sviluppo Economico”. A seguito di queste comunicazioni, sono tuttavia pervenute “molteplici richieste di chiarimento/informazioni/accesso alla rete”, da altri soggetti “che intendono esercitare, in concorrenza, l’attività di vendita di gas naturale nel nuovo mercato sardo”. Ogni richiesta, secondo Italgas “verte, o comunque incide, sull’assenza di un quadro regolatorio che consenta di definire, in maniera chiara, ancorché temporanea, il servizio di trasporto su gomma, sottraendolo così ai benefici derivanti dall’applicazione dei principi di perequazione tariffaria, in attesa che si realizzino le infrastrutture fisiche di trasporto, ove previste”.

“Oggi la definizione di tale attività, o comunque la manifestazione pubblica di un orientamento, volendo anche temporaneo e soggetto a (ri)valutazione, che garantisca l’applicazione dei medesimi principi validi nel resto del Paese ai soggetti che stanno procedendo con ingenti investimenti nel territorio sardo per garantire la fornitura di gas naturale ai clienti finali in tempi brevi, è urgentissimo e non più rinviabile. Riteniamo parimenti più urgente che mai mettere il distributore locale nelle condizioni di fornire risposte, non foss’altro momentanee, alle società di vendita e ai consumatori finali”, sottolinea Italgas nella lettera.

Secondo Italgas “non è quindi immaginabile che gli stessi operatori coinvolti siano chiamati, quale conseguenza diretta dell’inerzia regolatoria, a dover provvedere autonomamente a definire le condizioni tecnico-economiche – che nel resto della Penisola sono appunto regolate – per i servizi di approvvigionamento, bilanciamento e trasporto del gas naturale, ancorché operato in via temporanea con carri cisterna/bombolai, esponendosi così a rischi non certo irrilevanti anche sotto il profilo antitrust”.

Da qui la richiesta di intervento ad Arera “ribadiamo se del caso anche temporaneo, immaginando un percorso ipotetico nel solco dell’art. 21, comma 5 del d.lgs 164/2000 che traguardi l’obiettivo della definizione ad hoc, data la specificità della fattispecie, le recenti evoluzioni normative e gli Studi fatti sul tema, del servizio di trasporto, bilanciamento e stoccaggio (nel caso del GNL), con annesso ristoro dei costi attraverso i più ampi meccanismi perequativi ben noti all’Autorità, a salvaguardia della sostenibilità tariffaria del cliente finale e degli ingenti investimenti fatti dagli operatori”.