Dalla Lombardia alla Calabria, la mappa delle riforme regionali promosse da Palazzo Chigi tra transizione energetica, politiche abitative e governance locale
Il Cdm di ieri ha dato il via libera a sei leggi regionali su Aree Idonee, rifiuti, acqua e treni. Un’intesa che blinda le scelte di Lombardia, Emilia-Romagna, Marche, Calabria e Sardegna, mettendo al riparo da qualsiasi contenzioso legale gli obiettivi di decarbonizzazione e le riorganizzazioni dei servizi pubblici. Ecco cosa cambia
IL CDM DECIDE DI NON IMPUGNARE 6 LEGGI
Il Cdm di ieri ha esaminato ventisette leggi delle regioni e delle province autonome. L’Esecutivo ha deciso di non impugnare sei leggi che normano rinnovabili, treni, servizio idrico e gestione dei rifiuti. Cosa vuol dire? La decisione di non impugnarle è un vero e proprio “semaforo verde”, poiché l’Esecutivo certifica la piena conformità costituzionale dei testi e la correttezza del riparto di competenze legislative, sventando il rischio di contenziosi davanti alla Consulta e rendendo le norme pienamente operative ed efficaci a tutti gli effetti.
CDM, LA LEGGE SULLE AREE IDONEE DELLA LOMBARDIA
La prima norma ad ottenere il via libera del Cdm è la L.R. n. 10 del 21/05/2026 della Lombardia. La legge recepisce la disciplina sulle aree idonee cercando di coniugare spinta sulle rinnovabili (+8,76 GW al 2030) e protezione dell’agricoltura. Infatti, la legge 10/2026 fissa tetti rigidi di occupazione del suolo (max 0,8% della SAU regionale, 3% comunale per l’agrivoltaico e il solare a terra) e indirizza gli impianti dove il territorio è già compromesso: cave dismesse, tetti commerciali e zone industriali.
EMILIA ROMAGNA PUNTA A 6,3 GW DI RINNOVABILI IN PIU’
Il Cdm ha dato semaforo verde anche la Emilia-Romagna (L.R. n. 5 del 29/05/2026 dell’Emilia- Romagna sulle aree idonee. L’obiettivo fissato è almeno 6,3 GW di nuova potenza green entro il 2030. Il testo stabilisce lo stop al frazionamento artificioso dei progetti, regole severe sull’agrivoltaico, un tetto all’80% per i pannelli flottanti negli invasi e la tutela delle zone DOP e IGP.
L’Esecutivo ha approvato anche la L.R. n. 6 del 11/06/2026 della stessa Regione. La norma interviene sull’emergenza abitativa spalancando le porte all’Edilizia Residenziale Sociale (ERS). Infatti, la Regione permetterà alle ACER di convertire immobili residenziali e non in alloggi a canone calmierato, potenziando contestualmente l’Osservatorio Regionale del Sistema Abitativo per calmierare il mercato immobiliare.
LE MARCHE ACCELERANO SULL’ECONOMIA CIRCOLARE
Il Governo ha avallato anche la L.R. n. 3 del 21/05/2026 delle Marche su rifiuti e bonifiche. La Regione ha aggiornato la legge 24/2009 per accelerare la gestione integrata dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati. La norma riduce i tempi di adeguamento impiantistico, spinge le tecnologie a basso impatto ambientale e mira a contrarre lo smaltimento in discarica. Una svolta strategica per rafforzare l’autonomia industriale della regione e centrare i target europei di recupero di materia.
CALABRIA RIVOUZIONA LA GESTIONE IDRICA
L’Esecutivo ha dato il suo benestare anche alla L.R. n. 18 del 12/06/2026 della Calabria, che rivoluziona la governance idrica nel territorio. Infatti, la legge affida al Consorzio Unico della Calabria la gestione diretta delle opere idrauliche e irrigue, caricandolo del rischio operativo per manutenzioni e cantieri. L’obiettivo è stabilizzare la governance idrica del territorio qualificando l’attività come servizio pubblico essenziale.

