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BTP Green economia italiana

Sicurezza energetica e caro-diesel: Giorgetti chiede flessibilità alla UE per lo scostamento di bilancio

L’Italia propone l’estensione della clausola di salvaguardia nazionale per finanziare la transizione verde e ridurre la dipendenza dai fossili, puntando a investimenti strutturali per lo 0,6% del PIL. Via libera della Camera

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha illustrato alla Camera la strategia del Governo per attivare la “National Escape Clause” (NEC) prevista dalla nuova governance economica dell’Unione Europea. L’obiettivo è ottenere spazi di manovra fiscale per circa lo 0,6% del PIL nel triennio 2026-2028, risorse da destinare esclusivamente a interventi strutturali sulla sicurezza energetica e alla protezione del sistema Paese dalla volatilità dei prezzi dei carburanti.

La richiesta, che dovrà essere inviata a Bruxelles entro la metà di agosto 2026 e ha intanto ottenuto il via libera della Camera con 181 sì, nasce dalla necessità di rispondere agli shock causati dalle tensioni in Medio Oriente e dal conflitto in Ucraina, eventi che hanno destabilizzato i mercati energetici internazionali.

LO SHOCK DEI CARBURANTI E LA CRISI DELLA RAFFINAZIONE

Il Ministro Giorgetti ha messo in guardia sulla fragilità del mercato dei combustibili, legando direttamente il costo della vita alla stabilità geopolitica. “Ricordo che il prezzo diesel dipende sì dalla chiusura dello stretto di Hormuz ma anche dal fatto che il 50% della capacità di raffinazione russa sul gasolio è stata distrutta”, ha spiegato il titolare del Tesoro. Secondo Giorgetti, l’Italia si trova in una posizione di vulnerabilità a causa di scelte energetiche passate che hanno limitato la sovranità nazionale.

Per questo motivo, rivendica il successo di aver spinto la Commissione Europea a includere la sicurezza energetica tra i criteri per ottenere flessibilità di bilancio, un primato che il Ministro definisce come una “giusta definizione del problema” affrontata in modo “non pasticciato”.

LA NUOVA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA NAZIONALE

Il quadro normativo di riferimento è il regolamento UE 2024/1263, che permette deviazioni dal percorso di spesa concordato in presenza di circostanze eccezionali. Esistono due tipi di tutele: una clausola generale per gravi crisi dell’intera zona euro e una clausola nazionale per eventi specifici al di fuori del controllo del singolo Stato.

La Commissione Europea ha già riconosciuto che la minaccia alla sicurezza continentale permette di sbloccare margini per la difesa fino all’1,5% del PIL. L’Italia, con il sostegno di altri partner, ha ottenuto che questa flessibilità sia estesa alla sicurezza energetica, con un limite dello 0,3% annuo e dello 0,6% cumulato per il periodo 2026-2028.

INVESTIMENTI STRUTTURALI CONTRO LE MISURE TEMPORANEE

Un punto centrale del piano italiano riguarda la natura delle spese ammissibili. Bruxelles ha chiarito che non saranno autorizzati scostamenti per misure tampone o provvisorie. “Paiono escluse misure che mirino ad attenuare solo provvisoriamente gli effetti della crisi in atto – quali, ad esempio, la riduzione delle accise – o altre forme di sussidio ai prodotti energetici di origine fossile”, ha precisato Giorgetti.

Saranno invece finanziati progetti “addizionali” decisi dopo il febbraio 2026 che favoriscano la transizione verde, l’elettrificazione e la riduzione strutturale della dipendenza dall’estero. Questi interventi saranno coordinati con il Piano sociale per il clima, colpendo ambiti che vanno dalle infrastrutture di trasporto al supporto per le famiglie e il settore pubblico.

IL PERCORSO VERSO LA PROSSIMA MANOVRA DI BILANCIO

Il cronoprogramma per ottenere lo scostamento è serrato. Dopo l’invio della richiesta ad agosto, la Commissione europea valuterà i piani a settembre, per poi passare la palla al Consiglio Ecofin di ottobre. Giorgetti ha sottolineato che ogni decisione definitiva dipenderà dai dati aggiornati sui conti pubblici disponibili a fine settembre, poiché ogni intervento avrà un impatto diretto sul deficit.

“Un peggioramento dei conti pubblici tale da determinare un deficit superiore al 3 per cento implicherebbe la permanenza nella procedura di deficit eccessivo”, ha avvertito il Ministro. Solo dopo la raccomandazione UE, il Parlamento sarà chiamato a deliberare formalmente lo scostamento di bilancio ai sensi della legge 243/2012, integrando le risorse nella prossima manovra finanziaria.

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