Al 31 dicembre 2025 sulle strade italiane circolavano circa 41,8 milioni di automobili, di cui solo 362.224 elettriche, appena lo 0,9% del totale
La transizione energetica passa anche dal rinnovamento del parco auto, che però in Italia sta procedendo a dir poco lentamente. La quota di mercato rappresentato dalle auto elettriche, infatti, attualmente è dello 0,9%. Il nostro Paese, insomma, produce pochissimi veicoli elettrici, in un momento in cui l’Europa spinge sulla decarbonizzazione dei trasporti in vista del famigerato anno 2035, quando dovrebbe avvenire lo stop alla vendita di nuovi veicoli a motore termico.
Come spiega HD Motori, la presenza marginale delle BEV nel parco auto italiano emerge anche dal rapporto del Servizio Studi della Camera sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, realizzato utilizzando dati Aci, Unrae e Pun. Un documento che, oltre a fornire una panoramica con i dati del settore, cerca di immaginare il percorso che l’Italia dovrebbe seguire per rispettare gli obiettivi energetici e climatici previsti per il 2030.
IN ITALIA LE AUTO ELETTRICHE SONO MENO DELL’1% DEL TOTALE
Al 31 dicembre 2025 sulle strade italiane circolavano circa 41,8 milioni di automobili, di cui solo 362.224 elettriche. Appena lo 0,9% del totale, appunto. Un dato a dir poco preoccupante, specie se rapportato agli obiettivi per i prossimi anni. Secondo i piani energetici nazionali, infatti, entro il 2030 il nostro parco elettrico dovrebbe superare i 4 milioni di unità.
Raggiungere questo obiettivo significherebbe moltiplicare, in soli 5 anni, il numero di BEV di oltre 10 volte rispetto ai livelli dello scorso anno.
IMMATRICOLAZIONI IN AUMENTO, MA SERVE UN’ACCELERATA
Numeri più positivi invece sono quelli che riguardano le nuove vendite: nel 2025 le auto elettriche hanno rappresentato il 6,2% delle immatricolazioni, mentre le ibride plug-in il 6,5%. Una crescita reale, che però resta più bassa di quella necessaria per avvicinarsi in tempi rapidi al target dei 4 milioni di BEV.
Inoltre, non bisogna dimenticare che il parco auto italiano è tra i più anziani d’Europa, e il ricambio dei veicoli procede a ritmi piuttosto lenti.
Tra le ragioni principali il prezzo delle auto elettriche, ancora elevato per molte famiglie, la questione dell’autonomia, la diffusione delle colonnine di ricarica e il “conservatorismo” di molti automobilisti, che continuano a preferire soluzioni più tradizionali.
IL SETTORE DELL’IDROGENO RINNOVABILE
Infine, per la prima volta, nel rapporto del Servizio Studi della Camera sulla produzione di energia da fonti rinnovabili figurano anche i consumi di idrogeno rinnovabile: se fino al 2024 questa voce era pari a zero, nel 2025 sono emersi i primi utilizzi. Numeri limitati, ma incoraggianti per una tecnologia che per molti potrà rappresentare una possibile soluzione per alcuni segmenti della mobilità e dei trasporti pesanti.
Anche per l’idrogeno rinnovabile, però, il percorso sarà lungo e impegnativo. L’obiettivo al 2030 prevede un consumo di 707 ktep. Il quadro che emerge è piuttosto chiaro: la transizione energetica nel settore dei trasporti è iniziata, ma il ritmo attuale dovrà accelerare – di molto, e in fretta -, se vogliamo sperare di raggiungere i target energetici e climatici al 2030.

