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Tempesta perfetta sull’energia europea. Francia potrebbe dire stop al nucleare per la siccità

Nucleare

Edf potrebbe essere costretta a ridurre la produzione di alcuni dei suoi reattori nucleari francesi durante l’estate a causa della siccità che ha ridotto la quantità di acqua fluviale disponibile per il raffreddamento

Non solo lo stop per manutenzione al Nord Stream 1 dall’11 al 21 luglio e lo sciopero dei lavoratori norvegesi che sta bloccando l’export di gas verso l’Europa dai campi scandinavi. La tempesta perfetta sui mercati energetici europei è pronta ad abbattersi questa estate con il possibile stop alle centrali nucleari francesi, complice la siccità che non consentirebbe di raffreddare a dovere i reattori transalpini.

E così, nonostante una parte degli impianti sia ferma per manutenzione, la Francia rischia di aggiungersi alla lista dei paesi affamati di risorse che sta facendo schizzare sempre più verso l’alto i prezzi dell’elettricità europea. In Italia al momento siamo a 362 euro al MWh della scorsa settimana ma non è difficile prevedere ulteriori rincari.

LA FRANCIA IN DIFFICOLTA’

Ma procediamo con ordine. Edf potrebbe essere costretta a ridurre la produzione di alcuni dei suoi reattori nucleari francesi durante l’estate a causa della siccità che ha ridotto la quantità di acqua fluviale disponibile per il raffreddamento riferisce Bloomberg. I tagli alla produzione di energia elettrica, già verificatisi in un impianto a giugno, potrebbero mettere ulteriormente a dura prova l’approvvigionamento energetico europeo. La Francia potrebbe dover importare più elettricità nei prossimi mesi perché circa la metà dei 56 reattori nucleari di EDF sono attualmente fermi per riparazioni o manutenzione programmata.

PREZZI ELETTRICITA’ FRANCESE A 394 EURO NEL 2023

La difficoltà dell’azienda è in parte responsabile dell’impennata dei prezzi dell’elettricità in diversi Paesi europei, aggravando una crisi causata dalla diminuzione delle forniture di gas russo. L’energia elettrica francese per il 2023 è salita dell’1,3% a 394 euro per megawattora, avvicinandosi al record di 408 euro stabilito a dicembre.

GLI IMPIANTI FRANCESI CANDIDATI A RIDURRE LA PRODUZIONE

Secondo le regole francesi, EDF deve ridurre o addirittura fermare la produzione nucleare quando le temperature dei fiumi raggiungono determinate soglie per garantire che l’acqua utilizzata per raffreddare gli impianti non danneggi l’ambiente quando viene reimmessa nei corsi d’acqua. Sono disponibili alcune deroghe in caso di ondate di calore molto forti, che sono state utilizzate solo una volta in passato, ha detto Cecile Laugier, responsabile dell’ambiente presso la divisione di produzione nucleare di EDF.

Data la loro ubicazione e i loro sistemi di raffreddamento, le centrali atomiche di Golfech, Blayais, Bugey, Tricastin e Saint-Alban sono le più esposte ai limiti ambientali, ha detto Laugier. Quest’ultimo impianto ha già dovuto ridurre la potenza alcune volte nel mese di giugno. Anche la centrale nucleare di Chooz, vicino al confine con il Belgio, deve essere fermata quando il flusso del fiume Mosa scende sotto una certa soglia.

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