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transizione energetica

Cosa sta frenando davvero la transizione elettrica delle auto in Italia? Un paradosso

Il settore della ricarica delle auto elettriche rischia di entrare in una “Valle della Morte”, secondo il ceo di Electra. Ecco perché e cosa frena davvero la transizione elettrica

L’ansia da ricarica non è più un ostacolo allo sviluppo della mobilità elettrica. Anzi, oggi le colonnine corrono molto più velocemente delle vendite di auto a batteria. Un paradosso sottolineato in un post su Linkedin da Aurélien de Meaux, Ceo di Electra, uno dei player europei nella ricarica ultra-fast. Cosa frena allora la diffusione delle vetture elettriche in Ue? Perché gli operatori di ricarica rischiano di entrare in una “Valle della Morte”?

“LA VALLE DELLA MORTE” DI ELECTRA

L’ansia da ricarica è un mito ormai da sfatare. Oggi non è più vero che le auto elettriche non si vendono perché non ci sono abbastanza colonnine di ricarica, sottolinea Aurélien de Meaux, Ceo di Electra, su Linkedin. “Perché il settore della ricarica EV è ancora nella Valle della Morte?”, chiede il Ceo di Electra. La risposta è che le infrastrutture continuano a crescere più velocemente delle auto in strada.

Tra maggio 2025 e maggio 2026, nei 10 mercati in cui Electra opera, sono stati installati 50.000 nuovi punti di ricarica rapida (>100 kW). Nello stesso periodo, in questi paesi sono stati venduti 1,6 milioni di veicoli elettrici. De Meaux evidenzia come oggi ci sia 1 punto di ricarica rapida ogni 30 auto elettriche. Un rapporto bassissimo se si considera che un equilibrio economico sano per gli operatori (CPO) si attesta attorno alle 100 EV per punto fast.

IL PARADOSSO ITALIANO

La recente analisi condotta da T&E conferma che in tutta l’Unione Europea (con la sola eccezione di Malta) l’infrastruttura di ricarica cresce a un ritmo superiore rispetto al parco circolante elettrico. Alla fine del 2025 si contavano nell’UE circa 1,1 milioni di punti di ricarica pubblici — ben 5 volte il dato del 2020 — accompagnati da un balzo netto della potenza media erogata. Un paradosso particolarmente evidente in Italia.

Infatti, sul suolo nazionale risultano 78.000 punti vendita installati (aumentati di 12.000 unità in un solo anno) e 421.000 auto elettriche circolanti, Il rapporto totale è di 1 colonnina ogni 5,3 auto elettriche. I dati di Motus-E mostrano che anche la qualità delle infrastrutture è aumentata molto. Infatti, oltre il 64% dei nuovi punti installati è di tipo fast o ultrafast in corrente continua (DC). L’Italia vanta anche un primato europeo: circa 1 punto DC ad alta potenza ogni 25 vetture, contro una media di 1 a 38 in Francia e 1 a 42 in Germania.

LE CONSEGUENZE PER LA TRANSIZIONE ELETTRICA

Sfatato il mito della scarsità di colonnine elettriche, resta sul tavolo il ritardo nella transizione elettrica della mobilità. Una delle conseguenze del paradosso della mobilità elettrica europea è che l’utilizzo medio delle colonnine resta basso. Quindi, i player che non hanno economie di scala e reti capaci di attrarre traffico soffriranno parecchio, secondo il ceo di Electra.

Di conseguenza, il mercato vedrà sempre più fusioni, acquisizioni o uscite di scena tra i gestori di colonnine. Molti operatori rischiano di andare incontro a una “Valle della Morte”.

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