In un colloquio esclusivo con il “Corriere della Sera”, il Presidente statunitense critica duramente la neutralità di Roma nel conflitto iraniano e definisce la Nato una “tigre di carta”. Secondo l’inquilino della Casa Bianca, l’Europa si starebbe distruggendo dall’interno pagando i costi energetici più alti del mondo senza proteggere le rotte di rifornimento.
In una fase di estrema tensione geopolitica, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha lanciato un duro affondo contro il governo italiano e la sua gestione della crisi in Medio Oriente. Durante una telefonata di sei minuti concessa a Viviana Mazza, corrispondente da New York per il “Corriere della Sera“, Trump si è detto profondamente deluso dall’atteggiamento della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Il baricentro delle critiche risiede nella mancata partecipazione attiva dell’Italia alla protezione delle rotte petrolifere nello Stretto di Hormuz, nonostante la rilevante dipendenza energetica del Paese dai flussi provenienti proprio dal Golfo Persico.
LA VULNERABILITÀ ENERGETICA E IL NODO DELLO STRETTO DI HORMUZ
Il tema dell’energia è stato il punto cardine dell’intervento presidenziale. Trump ha sollevato dubbi sulla reazione degli italiani di fronte alla scelta del governo di non intervenire militarmente per garantire gli approvvigionamenti. “Vi piace il fatto che la vostra presidente non stia facendo nulla per ottenere il petrolio?”, ha incalzato Trump, aggiungendo di essere rimasto “scioccato” dalla mancanza di coraggio che, a suo avviso, la premier starebbe dimostrando.
Il Presidente americano ha evidenziato un paradosso strutturale: pur ottenendo il proprio petrolio da quell’area e considerando gli Stati Uniti un alleato fondamentale, l’Italia starebbe delegando interamente a Washington il compito di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz.
Secondo la visione di Trump, l’Europa intera sta subendo un processo di logoramento interno a causa di politiche energetiche che portano i cittadini a pagare i prezzi più alti del mondo, senza tuttavia essere disposti a combattere per difendere le infrastrutture da cui dipendono.
NATO E SICUREZZA NUCLEARE: LE FRIZIONI CON PALAZZO CHIGI
Il raffreddamento dei rapporti tra Washington e Roma sembra ormai certificato dall’assenza di contatti diretti tra i due leader negli ultimi tempi. Trump ha confermato di non aver parlato con Meloni “da molto tempo”, motivando questo distacco con la riluttanza italiana a collaborare sia all’interno della Nato sia nel piano per neutralizzare la minaccia nucleare iraniana.
L’ATTACCO AL PAPA E LA QUESTIONE DEI DIRITTI UMANI IN IRAN
Oltre ai vertici politici, Trump ha rivolto parole aspre anche verso il Pontefice. Commentando gli appelli per la pace di Papa Leone, il Presidente americano ha sostenuto che il Papa “non ha idea di cosa stia succedendo” e che non dovrebbe parlare di una guerra di cui ignora le premesse.
IMMIGRAZIONE E IL CONFRONTO TRA ORBÁN E IL MODELLO ITALIANO
L’intervista si è conclusa con una riflessione sulle politiche migratorie, che Trump considera l’altro grande male che sta “uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”. Il Presidente ha espresso rammarico per la sconfitta elettorale di Viktor Orbán, descritto come un amico e un “brav’uomo” che ha saputo proteggere i confini dell’Ungheria.


