I leader europei chiederanno che la prossima revisione del mercato UE del carbonio riduca sia la volatilità che l’impatto sui prezzi dell’elettricità, preservando al contempo il “ruolo essenziale” del programma nello stimolare gli investimenti puliti
Il prossimo 19 e 20 marzo a Bruxelles il Consiglio europeo si riunirà per discutere di diversi temi prioritari, tra cui Ucraina, Medio Oriente, competitività e mercato unico e difesa e sicurezza europea. In occasione del vertice, leader dell’Unione Europea incaricheranno la Commissione europea di proporre delle misure volte a ridurre i prezzi dell’elettricità a sostegno delle industrie locali.
Secondo una bozza di dichiarazione per l’evento pubblicata da Bloomberg, i capi di governo chiederanno all’esecutivo Ue di esaminare tutte le componenti dei prezzi all’ingrosso e al dettaglio dell’elettricità.
Gli alti prezzi dell’energia elettrica sono diventati una priorità nell’agenda politica europea, con l’industria pesante che li accusa di essere la causa delle chiusure di fabbriche, a fronte di una crescente rivalità con Cina e Stati Uniti, dove l’energia è più economica. Anche la guerra tra Stati Uniti e Israele e l’Iran sta aggravando le preoccupazioni, con l’impennata dei prezzi di petrolio e gas.
IL MERCATO DEL CARBONIO UE
I leader chiederanno inoltre che una prossima revisione del mercato del carbonio dell’Unione europea, lo strumento principale della politica climatica Ue, riduca sia la volatilità che il suo impatto sui prezzi dell’elettricità, preservando al contempo il “ruolo essenziale” del programma nello stimolare gli investimenti puliti.
LA PROPOSTE DEL MINISTRO URSO ALLA COMMISSIONE UE
Il governo italiano sta inoltre preparando una radicale riforma del mercato elettrico che eliminerebbe i costi delle emissioni di carbonio dalle bollette, una mossa che ha suscitato scalpore nei mercati energetici. Le misure, che necessitano del via libera della Commissione per essere convertite in legge, sono progettate per rimborsare alle centrali elettriche a gas il costo dei permessi di emissione di carbonio.
Ieri alla Camera, rispondendo a un’interrogazione sui costi dell’energia in relazione alla situazione in Medio Oriente, Urso ha spiegato che l’Italia “ha chiesto il mercato unico dell’energia e la revisione sostanziale del meccanismo ETS. Poco fa c’è stato comunicato che la riforma da noi sollecitata è stata posta all’agenda del prossimo Consiglio Europeo”.
IL DISCORSO DI ANTONIO COSTA AL FORUM DEL GRUPPO BEI
Nel frattempo, ieri, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha tenuto un discorso al BEI Forum Group 2026. “Innanzitutto – ha esordito Costa -, dobbiamo completare il mercato unico. Dobbiamo integrare settori come le telecomunicazioni, l’energia e i mercati dei capitali. Abbiamo bisogno di un’Unione del Risparmio e degli Investimenti in grado di trasformare i risparmi europei in investimenti europei. Abbiamo bisogno di una nuova cultura degli investimenti, con la partecipazione delle famiglie e una forte tutela dei consumatori. Agiremo con determinazione per realizzare entro la fine del 2027 l’Unione del Risparmio e degli Investimenti, come proposto dalla Commissione. Il 2028 sarà l’anno in cui completeremo ciò che restava da completare nel 1992”.
I PREZZI DELL’ENERGIA
Riguardo ai prezzi dell’energia, Costa ha affermato che “la transizione energetica rimane la migliore strategia a lungo termine per l’Europa per raggiungere l’autonomia strategica e abbassare i prezzi. Per ora, è vero che l’energia in alcune parti d’Europa costa circa il doppio rispetto agli Stati Uniti e tre volte di più rispetto alla Cina. Questo mina la nostra competitività. Soprattutto per alcuni settori industriali in cui l’energia rappresenta un costo elevato. Ma anche per alcune attività tecnologiche future, come i data center necessari per gran parte della creazione di valore di domani. Non ci sono soluzioni miracolose. E dobbiamo anche fare la diagnosi giusta per evitare soluzioni sbagliate”.
IL SISTEMA ETS DELL’UNIONE EUROPEA
La Commissione Ue, nel terzo trimestre di quest’anno, dovrebbe proporre una revisione della legge sullo scambio di quote di emissione (EU ETS). Il sistema di scambio di quote di emissione dell’Unione europea è stato oggetto di crescenti critiche da parte delle aziende ad alto consumo energetico, con alcuni Paesi membri che sostengono stia aumentando i costi energetici. Il mese scorso il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha chiesto la sospensione del programma cap-and-trade fino a quando non sarà rivisto e revisionato.
Secondo Costa, “l’ETS rappresenta, in media, solo l’11% del sovrapprezzo. La soluzione non sta qui, ma piuttosto nella fonte energetica di base utilizzata per produrre elettricità. Contrariamente agli Stati Uniti, l’Europa è un importatore di combustibili fossili. La crisi in corso in Medio Oriente dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale per l’Europa diventare più indipendente. L’elettricità è più economica in quelle aree d’Europa dove l’energia pulita e sicura, prodotta internamente, determina più spesso il prezzo. È più elevato nelle aree in cui è invece necessario importare gas naturale.
Dobbiamo rafforzare le interconnessioni energetiche e garantire che le esportazioni di energia più economica non aumentino i prezzi nello Stato membro esportatore. Lavorando a stretto contatto con la Commissione Europea, esamineremo con urgenza misure concrete in occasione del prossimo Consiglio Europeo di marzo”.
L’INDUSTRIAL ACCELERATOR ACT
Infine, nella giornata di ieri la Commissione Europea ha adottato la proposta legislativa denominata “Industrial Accelerator Act” (IAA). Si tratta di un provvedimento che, attuando le raccomandazioni del rapporto Draghi sulla competitività, per la prima volta introduce dei requisiti di “Made in EU” e dei criteri di bassa emissione di carbonio negli appalti pubblici e nei regimi di sostegno statale.
L’obiettivo della Commissione europea è aumentare la quota del settore manifatturiero dall’attuale 14,3% al 20% del Pil europeo entro il 2035, salvaguardando le filiere strategiche dalla concorrenza sleale globale.
LA “PREFERENZA EUROPEA” PER I SETTORI VITALI
La legge introduce una “preferenza europea” mirata per settori definiti “vitali”, tra cui il cemento, l’alluminio, l’automotive e le tecnologie net zero (batterie, solare, eolico, pompe di calore e nucleare).
Per questi comparti, le procedure di appalto e le aste pubbliche premieranno i prodotti realizzati nel territorio dell’Unione europea o in Paesi partner che garantiscano una reale reciprocità di accesso ai mercati. Bruxelles intende così creare dei “mercati guida” per le tecnologie pulite, offrendo agli investitori la prevedibilità necessaria per finanziare la transizione energetica, senza dipendere da fornitori dominanti extra-UE.


