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Una valutazione delle opzioni dell’Europa per affrontare la crisi dei mercati energetici

Mercato Energia

Per il think tank Bruegel, “anziché limitare i prezzi del gas, l’UE dovrebbe impegnarsi collettivamente con i fornitori esterni di gas e negoziare nuovi contratti a lungo termine, con misure volte a limitare la volatilità dei prezzi”

Dall’invasione russa dell’Ucraina, i prezzi all’ingrosso di elettricità e gas nell’Unione Europea sono aumentati di 5 o 15 volte, con gravi ripercussioni per famiglie e imprese. La crisi sta creando problemi di liquidità anche per le società energetiche, con rischi di contagio per il settore finanziario.

In risposta, i governi europei hanno intrapreso una serie di azioni. Alcuni hanno introdotto misure a livello di vendita al dettaglio, mentre altri hanno introdotto tasse sugli extraprofitti delle società energetiche. Molti Paesi hanno fornito liquidità di emergenza alle società energetiche che devono far fronte all’aumento dei costi collaterali, e alcune compagnie energetiche sono state nazionalizzate (come la tedesca Uniper e la francese EDF).

I TRE PRINCIPI GUIDA DEGLI INTERVENTI DI EMERGENZA

Le proposte di intervento di emergenza – si legge in un’analisi del think tank Bruegel – dovranno essere valutate in base a tre principi: in primo luogo, l’offerta di energia deve soddisfare la domanda a prezzi che non causino gravi danni all’economia europea; in secondo luogo, i consumatori più vulnerabili devono essere protetti e, da ultimo, le misure dovranno essere coerenti con la tesi degli investimenti in un sistema energetico sostenibile, al fine di salvaguardare la capacità dell’Europa di disaccoppiarsi strutturalmente dalle importazioni di combustibili fossili.

Un limite al prezzo del gas è stato proposto come misura di emergenza in diverse forme: un tetto al solo gas russo, un tetto al gas utilizzato nella generazione di elettricità, un tetto a tutto il gas all’ingrosso. Tutti interventi che comportano dei rischi significativi. Il primo potrebbe portare all’arresto completo del gas russo nell’Unione Europea; il secondo potrebbe aumentare la domanda di gas dal settore elettrico, mentre il terzo potrebbe aumentare la domanda di gas e anche minare la capacità dell’Europa di attrarre le forniture di gas tanto necessarie.

Anziché limitare i prezzi del gas, l’UE dovrebbe impegnarsi collettivamente con i fornitori esterni di gas e negoziare nuovi contratti a lungo termine, con misure volte a limitare la volatilità dei prezzi.

LE MISURE PROPOSTE DALL’UNIONE EUROPEA

Una proposta della Commissione Europea di questo mese che prevede riduzione della domanda di elettricità, un tetto massimo alle entrate per la produzione inframarginale, pagamenti di solidarietà da parte delle società di combustibili fossili e misure di sostegno ai consumatori è ampiamente positiva, in particolare perché sottolinea la riduzione della domanda. Tuttavia, non è sufficiente.

Un piano più completo deve garantire che tutti i Paesi portino avanti ogni flessibilità disponibile dal lato dell’offerta, compiano sforzi concreti per ridurre la domanda di gas ed elettricità, per mantenere aperti i loro mercati energetici e unire la domanda per ottenere un accordo migliore dai fornitori di gas esterni.

Sul lungo termine, dovranno essere esaminate delle misure per dividere i mercati dell’energia generata da fonti rinnovabili e combustibili fossili.

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