Sostenibilità

Per l’Ue i Piani Clima Energia dei 28 sono da rivedere

La Commissione europea ha chiesto agli Stati membri più ambizione nei piani di attuazione dell’accordo di Parigi nei prossimi sei mesi. All’Italia nove raccomandazioni

Italia promossa anche se con alcune osservazioni (nove in tutto). Spagna sul gradino più alto del podio. Polonia e paesi dell’est in fondo alla classifica. Si possono sintetizzare così le pagelle della Commissione Ue sulla valutazione delle proposte di piani presentate dagli Stati membri per attuare gli obiettivi dell’Unione dell’energia, in particolare gli obiettivi concordati a livello europeo in materia di energia e clima per il 2030 (Pniec).

ATTUALMENTE PNIEC NON SUFFICIENTEMENTE AMBIZIOSI DA PERMETTERE ALL’UE DI RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI CHE SI È DATA

La Commissione europea ritiene che i piani nazionali “rappresentino già un impegno considerevole, ma rileva i margini di miglioramento esistenti sotto diversi aspetti, in particolare per politiche mirate e personalizzate che consentano di centrare gli obiettivi per il 2030 e mantenere anche a lungo termine la rotta verso l’impatto climatico zero”. “I contributi verso le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica previsti attualmente dai piani non sono tuttavia sufficientemente ambiziosi da permettere all’Ue nel suo insieme di raggiungere gli obiettivi che si è data in materia di energia e clima; per far ciò sarà necessario un salto di qualità collettivo”, ha evidenziato Bruxelles.

ŠEFČOVIČ: CHIAREZZA E PREVEDIBILITÀ SONO IL VERO E PROPRIO VANTAGGIO COMPETITIVO DELLA POLITICA EUROPEA IN MATERIA DI ENERGIA E CLIMA

“Con questi primi piani nazionali per l’energia e il clima l’Unione dell’energia arriva al livello nazionale: analogamente all’Ue, gli Stati membri presentano tutti politiche integrate per la transizione climatica ed energetica in una prospettiva decennale – ha commentato Maroš Šefčovič, Vicepresidente per l’Unione dell’energia-. In un lasso di tempo relativamente breve tutti gli Stati membri sono riusciti ad elaborare proposte notevoli, ma la proposta perfetta non esiste. Le raccomandazioni della Commissione indicano gli aspetti nei quali sono necessari maggiori sforzi in vista della scadenza di fine anno per la presentazione dei piani definitivi: chiedono ad esempio maggiore ambizione, una descrizione più dettagliata delle politiche, maggiori precisazioni sui bisogni di investimento o maggiori sforzi sull’equità sociale. Chiarezza e prevedibilità sono il vero e proprio vantaggio competitivo della politica europea in materia di energia e clima. Sfruttiamo quindi al meglio quest’occasione dando ai piani nazionali la forte spinta finale di cui hanno bisogno”.

CAÑETE: , PER INCANALARE L’UE NELLA GIUSTA DIREZIONE OCCORRE ALZARE NEI PIANI DEFINITIVI IL LIVELLO DI AMBIZIONE

“Lo scorso novembre la Commissione ha proposto che l’Unione europea raggiunga l’impatto climatico zero entro il 2050 – ha aggiunto il Commissario responsabile per l’Azione per il clima e l’energia Miguel Arias Cañete -. Ha mostrato la via da seguire e si è messa alla guida del processo. È positivo constatare che un numero sempre maggiore di Stati membri la segue alla ricerca di tale obiettivo. Valutate le proposte di piani nazionali presentate dagli Stati membri, giudico positivamente i notevoli sforzi compiuti. Ciò non toglie che, per incanalare l’Ue nella giusta direzione verso il contrasto dei cambiamenti climatici e la modernizzazione dell’economia, occorra alzare ancora nei piani definitivi il livello di ambizione. Invito il Consiglio ad avviare una discussione sulle principali priorità indicate dalla Commissione, così da aiutare la stesura di piani definitivi che presentino un adeguato livello di ambizione”.

LE LACUNE DA COLMARE: 1,6% NELLE RINNOVABILI, 6,2% NELL’EFFICIENZA ENERGETICA

Allo stato attuale le proposte di Pniec “presentano contributi insufficienti sia per le fonti rinnovabili sia per l’efficienza energetica: per le fonti rinnovabili la lacuna da colmare potrebbe arrivare a 1,6 punti percentuali; per l’efficienza energetica, addirittura potrebbe essere di 6,2 punti percentuali (se si considera il consumo di energia primaria) o di 6 punti percentuali (se si considera il consumo di energia finale)”, evidenzia Bruxelles.europa

PER GLI STATI MEMBRI ANCORA SEI MESI DI TEMPO PER PORRE RIMEDIO

Fortunatamente gli Stati membri dispongono ancora di sei mesi per innalzare il livello di ambizione sul piano nazionale. Con le sue raccomandazioni e valutazioni dettagliate, la Commissione intende aiutare gli Stati membri a mettere a punto i piani entro fine 2019 e ad attuarli efficacemente negli anni successivi. I piani nazionali dovrebbero offrire chiarezza e prevedibilità alle imprese e al settore finanziario al fine di stimolare gli investimenti privati necessari. Faciliteranno altresì agli Stati membri la programmazione dei finanziamenti nell’ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale 2021-2027.

LE NOVE RACCOMANDAZIONI ALL’ITALIA

I nove punti che l’Ue ha raccomandato all’Italia di rivedere riguardano: sostenere l’apprezzato livello di ambizione che il paese si è fissato, con la quota del 30% di energia da fonti rinnovabili entro il 2030, adottando politiche e misure dettagliate e quantificate che siano in linea con gli obblighi imposti dalla direttiva Ue; accertare che gli strumenti politici fondamentali illustrati nella proposta di piano nazionale integrato per l’energia e il clima sull’efficienza energetica permettano risparmi adeguati anche nel periodo 2021-2030; precisare le misure di diversificazione e di riduzione della dipendenza energetica previste a sostegno degli obiettivi di sicurezza energetica, comprese le misure che consentono la flessibilità; fissare obiettivi, tappe e calendari chiari per la realizzazione delle riforme dei mercati dell’energia programmate; precisare gli obiettivi nazionali e di finanziamento per la ricerca, innovazione e competitività da raggiungere nel periodo 2021-2030; svolgere consultazioni con i paesi limitrofi e nel gruppo ad alto livello sull’interconnessione del gas nell’Europa centrale e sudorientale (CESEC); elencare le azioni intraprese e i piani previsti per l’eliminazione graduale delle sovvenzioni all’energia, specie quelle ai combustibili fossili; completare l’analisi, anche quantitativa, delle interazioni con la politica sulla qualità dell’aria e sulle emissioni atmosferiche; integrare meglio l’aspetto della transizione giusta ed equa, in particolare illustrando in maggior dettaglio gli effetti degli obiettivi, delle politiche e delle misure previsti su società, occupazione, competenze e distribuzione del reddito, anche nelle regioni industriali e ad alta intensità di carbonio.