Efficienza energetica e innovazione

Clima, via libera a norme Ue per ridurre emissioni Co2 e finanziare innovazione

La legge mira a prevenire la “rilocalizzazione delle emissioni di carbonio”, ossia il rischio che le imprese possano delocalizzare la produzione al di fuori dell’Europa, in paesi con regole meno stringenti

Meno permessi di emettere CO2 disponibili per incoraggiare gli investimenti a basse emissioni e due nuovi fondi che sosterranno l’innovazione e la transizione evitando le delocalizzazioni. Sono queste alcune delle novità contenute nel provvedimento approvato dal Parlamento europeo con 535 voti favorevoli, 104 voti contrari e 39 astensioni, che ora ritornerà al Consiglio Ue per l’adozione formale prima di entrare in vigore. Il “fondo di modernizzazione” contribuirà a migliorare i sistemi energetici negli Stati membri a basso reddito mentre un fondo per l’innovazione fornirà sostegno finanziario per i progetti sulle rinnovabili, la cattura e lo stoccaggio del carbonio e l’innovazione a basse emissioni. Gli eurodeputati hanno approvato, inoltre, regole più severe per i finanziamenti Ue, che non potranno più andare a progetti industriali alimentati a carbone, ad eccezione dei sistemi di teleriscaldamento negli Stati membri più poveri.

La legge mira inoltre a prevenire la “rilocalizzazione delle emissioni di carbonio”, ossia il rischio che le imprese possano delocalizzare la produzione al di fuori dell’Europa, in paesi con regole meno stringenti in materia di riduzione delle emissioni. I settori a più alto rischio riceveranno gratuitamente le loro quote Ets. I settori meno esposti riceveranno gratuitamente, invece, un 30% di quote in più. “Il sistema Ets rimane la pietra angolare della politica dell’Ue di lotta al cambiamento climatico – ha detto la relatrice del testo Julie Girling (ECR, UK) -. Abbiamo fatto del nostro meglio per concordare un aggiornamento ambizioso. L’Ets ha avuto molti detrattori nel corso degli anni. Abbiamo affrontato molti problemi, dal prezzo del carbonio chiaramente troppo basso per far funzionare il mercato, alla difficile questione dell’equilibrio tra la nostra ambizione ambientale e la protezione dell’industria europea ad alta intensità energetica”.

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>