Territori

Gasdotto Tap, ancora scontri tra attivisti e polizia nell’area di cantiere

Numerosi manifestanti No Tap si sono ritrovati sulla provinciale Melendugno-San Foca per provare a rallentare i lavori. Contusi un attivista e un brigadiere dei carabinieri

Ancora tensione nell’area del cantiere Tap di San Foca, a Melendugno, dove si sono verificati una serie di scontri nella notte e nel corso della mattinata, tra attivisti No Tap e forze dell’ordine.

I FATTI: DUE CONTUSI

All’alba numerosi ambientalisti si sono ritrovati presso l’ingresso Eurogarden, sulla provinciale Melendugno-San Foca, per provare a rallentare nuovamente i lavori di costruzione del gasdotto Tap. Gli attivisti hanno disseminato la strada di accesso con pietre, massi e chiodi per impedire il passaggio degli operai che si stavano recando al lavoro. Prima di riaprire il cantiere gli operai stessi hanno liberato la strada con l’aiuto delle ruspe non senza una certa difficoltà dettata dall’intervento degli attivisti stessi che hanno cercato di rallentare le operazioni di sgombero provocando momenti di tensione  tra manifestanti e forze dell’ordine nei quali sono rimasti contusi un attivista e un brigadiere dei carabinieri.

LA NOTA DELLA QUESTURA

no tap“Sulla pagina Facebook Movimento No Tap, nella serata di ieri è apparso un invito a partecipare presso il presidio di San Basilio ad una ‘colazione resistente’ in segno di protesta contro la costruzione del gasdotto. Fin dalle ore 2.00 di questa notte, una ventina di attivisti del Movimento NO TAP si sono dati appuntamento al fine di devastare i muretti a secco della Strada San Niceta, disseminata da chiodi a quattro punte, rivelando quale fosse il loro vero obiettivo è stato comunque quello di immobilizzare i lavori, bloccando la strada comunale di San Niceta che porta al cantiere – spiega una nota della Questura -. In tale frangente, mentre il dispositivo di ordine pubblico che presidia la zona è dovuto intervenire per interrompere il protrarsi dell’azione illegale e ristabilire le condizioni per ripristinare la viabilità della strada, un brigadiere dei Carabinieri è stato colpito da un calcio sferrato al torace da uno degli attivisti, determinandone la rovinosa caduta su un muretto, riportando un trauma contusivo alla spalla ed emicostato sx giudicato guaribile in 10 giorni. La reiterata resistenza dei dimostranti ha determinato una azione di contenimento da parte dei contingenti di polizia mediante il legittimo utilizzo dei mezzi di coazione fisica per permettere il transito dei veicoli, che hanno potuto finalmente accedere al cantiere. Le varie fasi sono state integralmente riprese da personale della polizia scientifica e pertanto i responsabili di tali azioni, una volta identificati, verranno deferiti all’Autorità Giudiziaria competente”.

LA DENUNCIA DI TAP

“La scorsa notte la strada di accesso al cantiere è stata nuovamente ostruita con pietre, massi e altri ostacoli per impedire il passaggio degli operai che ogni mattina si recano al lavoro – ha sottolineato Tap -. Sono stati trovati sul posto anche chiodi a tre punte lasciati sull’asfalto. Al loro arrivo, resisi conto della situazione, gli operai hanno provveduto a liberare la strada con le ruspe”.

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