Energie del futuro

La Cina punta sul gas per ridurre inquinamento

gas Cina

Si profila l’avvio di un sito pilota per lo sfruttamento del gas idrato nella zona di Shenhu nel Mar cinese meridionale. Pechino si candida a diventare leader nella nuova tecnologia di estrazione

La Cina punta sul gas per promuovere un adeguamento del mix energetico del paese verso combustibili più puliti e proteggere l’ambiente. Il Consiglio nazionale per lo sviluppo e la riforma della Cina ha infatti deciso di abbassare i prezzi del gas naturale di 0,1 yuan per metro cubo a partire da settembre, proprio per incentivare l’utilizzo della fonte per i clienti non residenziali. In tale ottica, sottolinea il Financial Times, uno dei maggiori player cinese, Kunlun Energy ha visto schizzare del 10% il suo valore sul mercato di Hong Kong. Il taglio dei prezzi sarà attuato dai regolatori cinesi che abbasseranno le tariffe dei gasdotti e adegueranno l’imposta sul valore aggiunto. Secondo gli analisti di Jefferies la riduzione complessiva dei prezzi dovrebbe aggirarsi sul 4,6% al city gate di Shanghai e dovrebbe ricadere direttamente sui clienti finali incoraggiando appunto una maggiore domanda di gas.

Pechino sta spingendo molto sull’utilizzo di questa fonte per risolvere i problemi di inquinamento che strangolano le metropoli cinesi. Si spiega cosi anche l’impegno, tradotto nell’accordo stipulato qualche giorno fa, tra il ministero delle Risorse e dei territori, la provincia di Guangdong e la China National Petroleum Corporation il maggior produttore di idrocarburi del paese, per avviare un sito pilota per lo sfruttamento del gas idrato nella zona di Shenhu nel Mar cinese meridionale. Secondo China Daily la promozione dell’idrato di gas “migliorerà la sicurezza energetica del paese, ridisegnando il suo mix”, ha dichiarato il ministro Jiang Daming.

gasLa Cina ha completato la prima esplorazione di un campo di gas idrato, comunemente noto come ghiaccio combustibile, nel Mar Cinese Meridionale il 9 luglio, dopo 60 giorni di test, e ha registrato una capacità produttiva totale e una capacità produttiva giornaliera, rispettivamente superiore a 300 mila e 5.000 metri cubi.

Partita il 10 maggio, l’operazione di esplorazione nelle acque a 320 chilometri a sud est dell’estuario del fiume Pearl, ha raggiunto risultati migliori rispetto al previsto, secondo il China Geological Survey Bureau. Pechino si candida dunque a diventare leader nello sfruttamento di questa nuova tecnologia di estrazione del gas che invece è ancora frenata in altri paesi per le preoccupazioni legate all’inquinamento ma che invece può rappresentare una svolta verso una rivoluzione globale nel settore dell’energia. Li Jinfa, vice direttore del China Geological Survey Bureau, ha dichiarato che la prova di perforazione e produzione condotta dal China International Marine Containers Group e dalla China National Petroleum Corp ha creato un solido fondamento per l’uso commerciale della risorsa prima del 2030.

Alessandro Sperandio

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