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La sfida della Norvegia: dire addio al petrolio

La Norvegia, Paese Europeo maggiormente dipendente dalle estrazioni di petrolio, dirà addio al greggio, puntando sulle rinnovabili

 

Il giorno arrivò. Il Paese Europeo maggiormente dipendente dalle estrazioni di petrolio ha deciso di rivoluzionare la sua economia, scommettendo sulle rinnovabili. Parliamo del petroStato della Norvegia che ha deciso di dire addio alla dipendenza da oro nero, e in un libro bianco delinea le strategie di sviluppo future del mondo dell’energia.

E sempre dalla Norvegia parte la rivoluzione di una mobilità più sostenibile: è il Paese con più auto elettriche per popolazione. Ma andiamo per gradi.

La Norvegia, da sempre uno Stato dipendente dal petrolio

NorvegiaL’economia della Norvegia è sempre dipesa, fortemente, dal petrolio. Il paese scandinavo è il più grande produttore europeo di gas e petrolio, con livelli superiori di circa 20 volte a quelli dell’Italia.
Fin dagli anni Settanta, dunque, le estrazioni di greggio hanno portato la Norvegia a diventare uno dei paesi più ricchi al mondo. Prevedendo la fine degli idrocarburi, nel 1991 fu istituito il fondo sovrano norvegese (Norway Global Fund o Government Pension Fund), che ad oggi vale 866 miliardi di dollari. È grazie a petrolio e gas che la Norvegia sostiene la spesa pensionistica del Paese.

Il benessere economico ha portato il paese a rimanere fuori dall’Unione europea e mantenere la propria moneta.

Al momento le trivellazioni marine portano il 15% del prodotto interno lordo norvegese. Qualcosa però sta cambiando. La produzione di petrolio negli ultimi 15 anni è scesa da 3,4 a 1,5 milioni di barili al giorno, mentre lo Stato ha scelto di scommettere sulle energie rinnovabili (su cui investe i ricavi del settore degli idrocarburi).

Il cambiamento: addio al petrolio, per non vivere solo di rendita

Ma c’è di più. L’ambizione della Norvegia è dire addio per sempre alla dipendenza dall’estrazione di petrolio. La premier conservatrice Erna Solberg ha annunciato di voler portare il Paese ad esser completamente green.

“Non possiamo pensare di vivere di rendita grazie al petrolio”, ha detto Erna Solberg, che intende reindustrializzare, puntare di più sulla produzione, sull’economia reale, su internet e le IT startups, sull’ambiente. Tutte le linee guida sul futuro economico, energetico e ambientale della Norvegia sono improntate in un libro bianco redatto dal governo.

“Il business norvegese alla lunga potrà solo guadagnare da un lungo addio al petrolio come fonte principale di profitti”, sostiene il documento governativo. “Il mondo degli affari, dovrà quindi sforzarsi di cercare sempre piú fonti di profitto esterne all’economia petrolifera”.

In linea con Oslo

Norvegia petrolioC’è da dire che il cambio di rotta non stupisce più di tanto. Già Oslo, infatti, si è posto l’ambizioso obiettivo di come arrivare entro il 2025 o 2030 a un’economia a neutralità di emissioni, cioè emissioni compensate da scelte ecologiche.

Una crescita più lenta

Se è vero a che a lungo andare dire addio al petrolio potrebbe essere un buon affare per la Norvegia, è vero anche che l’addio al greggio e i tagli alle tasse per 2,5 miliardi di euro senza toccare il welfare, avranno delle ricadute sulla crescita del Paese. È per questo che il governo ha rivisto al basso le stime di crescita del prodotto interno lordo, dall’1,7% all’1,6%.

“Se riusciamo a riconvertirci con successo dobbiamo anche ricordare che la corona norvegese si potrá apprezzare e trarne le conseguenze”, ha detto la Premier, che in questo suo piano dovrà comunque fare i conti con la ricollocazione dei lavoratori del comparto petrolifero in altri settori.

Norvegia: campione mondiale di auto elettrica

Concentrandoci sulla mobilità, il piano per dire addio al petrolio ha la strada spianata. La Norvegia è il campione mondiale dell’auto elettrica, grazie al più alto tasso al mondo di veicoli elettrici per popolazione. Secondo la Norwegian EV Association, le automobili a batteria, infatti,hanno superato le 100 mila unità in un Paese che conta 5,2 milioni di abitanti.

C’è da dire, che lo scorso anno le vendite di veicoli elettrici hanno registrato un più 40,2% delle nuove immatricolazioni nel Paese, con una crescita del 39,6% rispetto al 2015, per un totale di oltre 62 mila nuove auto elettriche immatricolate, secondo l’associazione norvegese Information Council for the Road Traffic (OFV).

L’importante incremento è dovuto alla sinergia virtuosa tra le politiche energetiche del governo norvegese e la lungimiranza dei privati. La Norvegia, infatti, secondo uno rapporto a firma dell’istituto ICCT di Washington, è anche il primo paese al mondo per diffusione di colonnine di ricarica in rapporto agli abitanti, con oltre 10 mila punti di rifornimento. I norvegesi, poi, sempre secondo il report americano preferiscono le auto elettriche a marchio Mitsubishi, Nissan, Bmw e Tesla.

Dal 2025 solo auto elettriche

auto elettricheI grandi risultati in fatto di auto elettriche incentivano la grande ambizione del paese e del Governo, che a partire dal 2025 vieterà le immatricolazioni di auto a trazione tradizionale, accettando le immatricolazioni di auto elettriche, a impatto zero sull’ambiente (per emissioni). Secondo quanto riportato dal quotidiano Dagens Naeringsliv, tutti gli schieramenti politici hanno trovato l’accordo.

Già da tempo Oslo, capitale della Norvegia, ha annunciato di voler proibire le immatricolazioni delle auto a benzina entro il 2019, mentre l’amministrazione pubblica ha dato un forte impulso all’installazione di colonnine per la ricarica pubblica.