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La Svizzera rinuncia al nucleare francese

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La centrale nucleare alsaziana di Fessenheim non alimenterà più le svizzere Alpiq, Axpo e Bkw

Dal prossimo 31 dicembre i tre gruppi energetici svizzeri non ritireranno più energia  dalla centrale atomica francese. Alpiq, Axpo e BKW, infatti hanno deciso di non rinnovare il contratto con Edf, che scadrà a fine anno. I tre gruppi svizzeri, che sono azionisti per un terzo ciascuno del consorzio Centrali nucleari in partecipazione (CNP), hanno deciso di interrompere il lungo contratto che consente un diritto di prelievo della corrente prodotta dalla centrale nucleare francese.
La centrale di Fessenheim, situata lungo il Reno a circa 35 km dalla frontiera elvetica, è da sempre al centro delle polemiche per quanto riguarda la sicurezza. Da tempo è stata chiesta la chiusura, soprattutto da parte dei Cantoni Elvetici Giura, Basilea Città e Basilea Campagna. Dopo la catastrofe di Fukushima infatti, l’allerta è diventata sempre più alta.
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Greenpeace, a sei anni dal più grave incidente nucleare dopo Chernobyl, ha dichiarato che ci vorranno diversi decenni, forse secoli, perché gli effetti sulla natura e sull’uomo dell’incidente alla centrale Fukushima Daiichi, nel nordest del Giappone, si azzerino

Attiva dal 1978, Fessenheim è la più antica centrale nucleare francese in servizio, e ha fornito 1.700 GWh all’anno al consorzio Cnp. E’ al momento ferma per manutenzione ma la sua chiusura sembra imminente. Lo scorso 9 aprile infatti, il governo francese ha pubblicato un decreto di chiusura del sito, condizionato dall’apertura di un nuovo reattore a Flamanville, in Normandia.

Il Gruppo Edf sta attraversando un periodo difficile. L’Autorité de sûreté nucléaire (Asn), ha messo “sotto sorveglianza rafforzata” un’altra centrale, quella di Belleville-sur-Loire a causa “del degrado del livello di sicurezza che si constata dal 2016 su questo sito, in assenza fino ad oggi di miglioramenti degni di nota da parte di Edf”.