Sostenibilità

Rinnovabili: consumo Ue nel 2016 sale a 17%, Italia al 17,4%

È quanto emerge dai dati Eurostat. I paesi “più verdi” sono la Svezia (53,8%), la Finlandia (38,7%) e la Lettonia (37,2%). In fondo alla classifica Lussemburgo Malta e Olanda

Continua a crescere il consumo delle energie rinnovabili in Europa. Nel 2016 la quota di energia prodotta da fonti pulite nel consumo finale lordo ha raggiunto il 17% in tutta l’Unione raddoppiando quasi il dato del 2004 (all’8,5%). È quanto emerge dai dati Eurostat. L’obiettivo dell’Ue è quello di ottenere entro il 2020 il 20% del consumo finale lordo di energia da fonti rinnovabili e almeno il 27% entro il 2030.  La quota più elevata di energie rinnovabili è stata prodotta in Svezia, la più bassa in Lussemburgo, Malta e nei Paesi Bassi Dal 2004, la quota di fonti rinnovabili nel consumo finale lordo di energia è cresciuta significativamente in tutti gli Stati membri, osserva Eurostat. Rispetto al 2015, è aumentata in 15 dei 28 Stati membri.

Con oltre la metà (53,8%) dell’energia prodotta da fonti rinnovabili nel suo consumo finale lordo di energia, la Svezia è stata di gran lunga il paese con la maggiore penetrazione di fonti pulite nel 2016, davanti alla Finlandia (38,7%), alla Lettonia (37,2%), all’Austria (33,5%) e alla Danimarca (32,2%). All’estremità opposta, le percentuali più basse di energie rinnovabili sono state registrate, come detto, in Lussemburgo (5,4%), a Malta e nei Paesi Bassi (entrambi il 6%). Rispetto agli obiettivi previsti in materia di rinnovabili, su 28 Stati membri dell’Ue, undici hanno già raggiunto il livello richiesto per il 2020 e sono: Bulgaria, Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Croazia, Italia, Lituania, Romania, Finlandia, Svezia, Ungheria e Ungheria. L’Austria è distante meno di 1 punto percentuale mentre i Paesi Bassi (8%), Francia (7%), Irlanda (6,5%), Regno Unito (5,7%) e Lussemburgo (5,6%) sono i più lontani dai loro obiettivi. L’Italia, dal canto suo, si situa al di sopra della media Ue, con un 17,4%.